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Better Call Saul: Se Telefonando...

Sarebbe letteralmente impossibile indicare la sequenza più rappresentativa, identitaria, importante nell'economia di Better Call Saul, ancor più difficile selezionare quella che potrebbe essere la scena più bella, che potremmo definire cult.

Solo nella ultima, imprescindibile, perfetta stagione, sarebbero decine le sequenze che meriterebbero una menzione.

Dal cold open che apriva la sesta stagione, alla fuga di Nacho ed alla fine della sua corsa nel tesissimo e bellissimo Rock And Hard Place, al pedinamento svelato degli uomini di Mike nei confronti di Kim e Jimmy in Hit & Run, alla sfida sul ring fra Howard e Jimmy in Black and Blue, al flashback su Kim ed all'incontro con l'agenda "nera" contenente il biglietto dell'uomo degli aspirapolveri incontrato in Breaking Bad e che qui ritorna in Axe And Grind, la candela, Lalo, Howard, quello sparo nel mid season finale dal titolo Plan And Execute, quelle scarpe che dondolano sulla costa dell'oceano in Point And Shoot, quello skip time mostrato in Fun & Games, quella scelta dolorosissima avvenuta nello stesso episodio da parte di Kim, il primo episodio integralmente in bianco e nero sancito dal ritorno di Gene e dal titolo Nippy, il cameo atteso da anni dai fan di Breaking Bad in "Breaking Bad" e tante altre ancora.

Ma è, forse, proprio nell'episodio che ritorna alle origini, che omaggia la serie madre e che ci fa re-incontrare la vecchia coppia, che assistiamo a quello che potrebbe essere il colpo da maestro in termini di pura magia del cinema, della tv, della sapienza dimostrata dagli autori di saper dominare il linguaggio cinematografico come se fosse la propria lingua madre.

La scena in questione arriva nei primi minuti, quando assistiamo ad un improvviso stacco, quasi un glitch della telecamera che ci allontana dall'interno della cabina telefonica nella quale Gene stava provando ad effettuare una chiamata dall'altra parte degli Stati Uniti D'America, direzione Titusville, Florida.

Dall'altro capo della cornetta, il nostro (anti)eroe stava cercando di contattare la sua vecchia amata, Kim.

Trasgredendo alle regole di sopravvivenza che, in un caso come il suo, gli avrebbero imposto di non contattare nessuno se non previo piano machiavellico ( e non a caso la telefonata precedente lo vedeva protagonista di un arzigogolato raggiro a distanza delle autorità per evitare di essere beccato), Gene prova a contattare Kim, poco dopo aver saputo, dalla stessa ex segretaria Francesca, che Kim l'aveva contattata per rassicurarsi di come stesse, chiedendo anche notizie di Jimmy/Saul.

Il solo pensiero che Kim avesse ancora un briciolo di preoccupazione e di affetto nei suoi confronti, spinge Gene a tuffarsi in quella chiamata.

Prima di allontanarci dalla cabina, però, assistiamo al tentativo faticoso di mettersi in contatto con la sua ex compagna. Non sappiamo, con certezza, se quel tentativo sia poi andato a buon fine. E mai lo sapremo.

Questa splendida incertezza nasce, appunto, da questa geniale scelta degli autori che ci estraggono dalla mischia per allontanarci da essa. In un batter d'occhio finiamo per essere fuori dal cono di udibilità di quella cabina, ne veniamo catapultati fuori.

Restiamo in disparte sul ciglio della strada mentre, dentro la cabina, avviene una concitatissima discussione.

Fra Gene e Kim? Fra Gene ed il centralino? Fra Gene ed una terza persona?

Non lo sapremo mai.

Supponiamo, però, che dall'altro lato ci sia Kim e che quello che Gene sperava di trovare, di sentirsi dire, non è stato trovato, non è stato detto.

Le azioni scriteriate e disumane a cui assisteremo nel resto dell'episodio, ci dicono che quella telefonata ha rappresentato uno spartiacque fra il prima ed il dopo. Gene si trasformerà in Viktor, proprio come dopo la scelta di Kim di rompere con Jimmy, Jimmy si era trasformato in Saul.

E' sempre Kim il catalizzatore della mutazione di James McGill. E' lei la sua criptonite e la sua salvezza.

In Kim, Jimmy aveva visto una compagna di vita, una compagna di giochi, un partner, un amante, un'amica, una persona con cui mettersi a nudo provando a mediare fra la sua anima dannata e quella beata. Kim riusciva a sfogare e trattenere, allo stesso tempo, i peggiori istinti di colui che sarebbe diventato Saul. La donna, era il contrappeso all'anima più nera e scivolosa dell'uomo. Senza di lei Jimmy è stato travolto da se stesso, come una valanga travolgerebbe un villaggio avanti a sè.

Saul Goodman era un'evoluzione ferita, rabbiosa e bendata di Jimmy, di uno Jimmy ferito, solo, abbandonato, devastato e costretto a rifugiarsi dentro un personaggio la cui maschera riusciva (ed era costretto) ad indossare h24 pur di restare lontano dal dolorosissimo ricordo di quell'assenza insopportabile.

Gene ne era l'evoluzione dimessa e necessaria per restare in vita, la versione malinconica e spenta che, tuttavia, non avrebbe potuto far male ad una mosca pur di sopravvivere.

Viktor, invece, sembra costituire la scomparsa totale e definitiva di Jimmy. Il secondo, presunto, abbandono, consumato a distanza, in una rapida chiamata telefonica, non sembra essere sopportabile, tollerabile, ipotizzabile, men che meno da un Jimmy senza Kim ma ora anche senza Albuquerque, senza denaro, senza fama, senza successo e senza la sua strana e ricca professione.

Viktor è distante anni luce da Jimmy e, di conseguenza, anni luce da Kim.

Tornano alla conoscenza del linguaggio cinematografico da parte degli autori, che qui sublimano il concetto di "Show Don't Tell", la siderale distanza fra Kim e Jimmy viene testimoniata anche dalla scelta dei poli geografici da cui parte questa presunta telefonata.

Kim vive in Florida, paese assolato, caldo, colorato.

Jimmy, oramai trasformato in Gene, vive nel metaforico bianco e nero del Nebraska, regione freddissima, coperta di neve e qui raffigurata in tutto il suo grigiore.

C'è oramai tutto un mondo di significati, metaforici e non, che tiene lontanissimi Kim e Jimmy, sancendone definitivamente quella netta divisione che la donna aveva dichiarato, a malincuore e con l'animo spezzato, nel superbo Fun & Games.

E ritornando, ancora per un attimo ad un altro messaggio trasferito per immagini a noi spettatori da Gilligan e Gould, vi è anche un altro riferimento impeccabile in quella breve sequenza.

Gene prende a calci la cabina telefonica, come anni prima aveva preso a calci un bidone della spazzatura all'anticamera della HHM, nel primissimo episodio dello show.

Sapete chi c'era dall'altro lato della porta in quell'occasione? Chi fu la prima persona che Jimmy incontrò dopo quella sfuriata?

Kim. Proprio come adesso, dall'altro lato della cornetta si nascondeva ancora lei, stavolta in Florida e davvero fuori dalla portata di Jimmy cosi come allora era lontana e fuori dalla portata di Jimmy per ben altri motivi.

Una vita è trascorsa da quel momento.

Un amore ha travolto entrambi.

Una scelta li ha saggiamente divisi.

Una maschera dopo l'altra abbiamo perduto Jimmy McGill, la sua umanità, la sua bonarietà, il suo tratto romantico e affabile.

Kim ha ucciso Jimmy per evitare che Jimmy uccidesse entrambi.

3 Maschere dopo, Jimmy è diventato Viktor, passando per Saul e Gene e non lasciando dentro di sè neppure un tratto di quella strana ma poderosa umanità che era insita nel compagno di Kim Wexler quando ancora Howard era vivo e tutto sembrava essere possibile.


Se ne avete ancora le forze e la voglia vi lascio a quella che reputo la più bella e importante recensione che abbia mai scritto.

Dura 43 minuti la lettura di questo post.

Avvisati!

Il post è questo e vi riporterà proprio a quel finale che avrei visto qualche giorno dopo aver scritto l'intera recensione.

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