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Defending Jacob: bello, ma non abbastanza

Lo scorso anno, l'offerta in streaming ha visto un nuovo grosso competitor scendere nell'arena costruita da Netflix qualche anno fa.

Fosse l'inizio di un grande torneo tennistico, diremmo che questo partecipante potrebbe essere la grande sorpresa della competizione, pronto a sfidare Federer e Djokovic sull'erba di Wimbledon.

Un emergente con alle spalle numerosi successi in altri sport e che adesso vorrebbe diventare "grande", anche in quello sport che ha dato la gloria a Bjorn Borg e John McEnroe.

La Mela che da decenni popola e "brandizza" i nostri PC ed i nostri smartphone, ha deciso di entrare nel mondo televisivo, lanciando la propria piattaforma streaming:

Apple TV

La multinazionale resa celebre dal defunto Steve Jobs si è presentata in punta di piedi ma con un'ambizione smisurata: dare del filo da torcere a Netflix.

Non sarà facile, visto il fiorire di tante altre realtà importanti, come Amazon e Hulu, Disney, Quibi, e via discorrendo.

Sono oramai una decina i titoli originali lanciati da Apple tv e, sebbene non sia ancora apparso quel prodotto di "rottura" capace di scaldare universalmente i cuori di pubblico e critica, quell'ambizione sembra avere fondamenta abbastanza solide.

La strategia di Apple sembra essere abbastanza diversa da quella dei suoi avversari, offrendo, di per sé, un importante novità allo spettatore.

In poco meno di un anno abbiamo assistito a tanti prodotti di qualità medio - alta, spalmati su generi totalmente diversi fra loro, capaci di coprire quasi l'intero target di riferimento. Uno spettro molto molto ampio che ha consentito a tutti di familiarizzare con il marchio Apple tv e restarne incuriositi.

Finora manca, forse ad eccezione di The Morning Show, il titolo acchiappatutto, quello da scrivere negli annali e consigliare urbi et orbi, ma il lavoro sin qui svolto, da For All Mankind a Little America, passando per See e The Servant, è notevole.

Uno dei prodotti che costituiscono questa offerta è Defending Jacob.

Protagonista assoluto della serie è Chris Evans, il leggendario Capitan America del Marvel Cinematic Universe, qui alle prese con un ruolo meno colorato e fumettoso ma altrettanto energico ed eroico.

Evans interpreta Andy Barber, padre di Jacob (Jaeden Martell) e marito di Laurie (Michelle Dockery).

Andy è un assistente procuratore distrettuale che sarà costretto a immergersi anima e corpo in un caso che lo riguarderà molto da vicino.

Le immagini iniziali ci mostrano Andy, misteriosamente, dall'altro lato della barricata, intento a difendersi da un accusa che solo dopo scopriremo essere legata ad un evento che ha scioccato la comunità in cui vive.

Un evento che ci viene mostrato sin dal primo, denso, episodio. La morte di un bambino, coetaneo di Jacob, scuote la cittadina dove i Barber vivono una vita felice e tranquilla, amati e rispettati da tutti.

Il pilot è molto intenso e ci mostra, con atmosfere e toni molto cupi, come la morte di un ragazzino possa alimentare sospetti e paranoie ma anche scatenare il peggio nelle persone.

Le indagini si muovono rapidamente e, come chiaramente è d'obbligo in questi casi, si concentrano nella direzione di un predatore sessuale, un pedofilo, che vive nell'area.

L'equazione è semplice e sbrigativa.

Muore un bambino, viene ucciso, e subito la colpa è di chi con i bambini ha avuto un rapporto perverso e malsano in passato.

Se poi, quell'uomo, vive a 2 passi dal luogo del delitto, il caso sembra essere già risolto.

E' il rischio che si corre al giorno d'oggi, in un'epoca dove siamo travolti dalle informazioni su chiunque e siamo condizionati da quel che leggiamo, vediamo, crediamo di aver capito.

L'alibi di ferro del sospettato scatenerà il panico nella popolazione e porterà ad una verità che sconvolgerà la vita dei Barber.

Le impronte digitali rinvenute sugli abiti del povero Ben sono di Jacob.

Il giovane Jacob, figlio di Andy, verrà arrestato.

L'accusa è di omicidio.

Andy e Laurie sono devastati.

Jacob incredulo.

Il calvario dei Barber inizia qui.

La missione di Andy inizia qui.

Il dolore di Laurie inizia qui.


Seguiranno le indagini, le lotte interiori dei coniugi Barber.

Il coraggio di un padre disposto a tutto per salvare il figlio da una dura vita in galera.

Nel mezzo c'è la verità, quell'ostinata verità sempre più difficile da ricercare oggigiorno.

Chris Evans dimostra di essere non solo un attore in "calzamaglia", come tra l'altra ha dimostrato ampiamente in altre occasioni, ma di essere attore in grado di smuovere forti emozioni, con la sua fisicità ed il suo volto innocente ma determinato, da bravo ragazzo capace di sporcarsi le mani.

Michelle Dockery testimonia la sua bravura e la sua finezza nella recitazione.

La grande sorpresa è Jaeden Martell. Il giovane interprete di Jacob è capace di rappresentare benissimo quella duplicità acerba ma inquietante, che caratterizza il presunto assassino.

Per lungo tempo non riusciamo a comprendere se possa essere o meno il colpevole.

Defending Jacob è, dunque, l'ennesimo buon prodotto di questo inizio di Apple TV.

Un prodotto semplice, che si avvicina molto al procedural crime ma che orizzontalizza molto per poter raccattare consensi dai non amanti del thriller classico.

Non aggiunge molto al panorama seriale. Da evitare se siete a caccia del prodotto super originale e innovativo. Da vedere se vi piacciono quelle atmosfere misteriose e tese con un grande tema investigativo al centro di tutto.




Trama: 6

Sviluppo Personaggi: 7 - -

Complessità: 6

Originalità: 5

Impatto sulla serialità contemporanea: 4

Comparto tecnico: 6,5

Regia: 6

Intrattenimento: 6+

Coinvolgimento emotivo: 7

Soundtrack: 6

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