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Eric ci conferma, innanzitutto, il talento mostruoso di Benedict Cumberbatch

Da pochissimi giorni ha fatto il suo esordio su Netflix “Eric”, miniserie che, senza giri di parole, si presenta a noi come la “nuova serie con Benedict Cumberbatch”.

Vi basterà un solo episodio per realizzare, qualora non l’aveste ancora fatto, quanto il nostro Doctor Strange sia uno dei pochi al mondo a poter interpretare ogni ruolo esistente riuscendo sempre e comunque a farlo suo, a renderlo il ruolo perfetto per lui.

In Eric, in un certo senso, questa equazione è ancora più di facile soluzione visto che Cumberbatch, nei panni del talentuoso burattinaio e artista Vincent Anderson, ci offre una performance attoriale sontuosa ricca di sfumature e contrasti e di rara intensità.

Il pilot dice questo ma anche altro permettendo allo spettatore di farsi una idea abbastanza concreta di quella che potrebbe essere la serie che troverà dietro l’angolo.

Una delle migliori miniserie dell’anno?

Recensione serie tv Eric Netflix con Cumberbatch Doctor Strange rapimenti

Pochi minuti, o forse pochi istanti dopo aver cliccato “play” ho pensato immediatamente a Jim Carrey e Kidding.

Un uomo, un padre, un burattinaio, un talento mostruoso nel saper intrattenere i bambini.

Un’ora più tardi avrei cambiato idea su quell’accostamento.

Il Mr. Pickles di Carrey era tormentato e alquanto strambo ma mai violento, mai così deplorevole nei comportamenti e nei rapporti come, invece, viene spesso mostrato Vincent.

Due facce della stessa medaglia?

Probabilmente si, probabilmente due modi di vedere il mondo e l’arte che li ossessiona ma, soprattutto, due modi strazianti di reagire al dolore, ognuno secondo il proprio carattere.

Eric mi ha dato da subito l’impressione di essere una serie tv da vedere e, perdonate l’ovvietà (che ovvietà non è) da concludere.

Al tempo stesso, però non mi ha restituito l’idea della serie immortale, quella di cui fra dieci anni potresti ancora ricordare le sensazioni viscerali, il pugno allo stomaco, le emozioni profonde alla stregua di quelle che altre miniserie come Mare of Easttotwn o I Know This Much is True potrebbero regalare, tanto per fare due nomi.

Questa contrapposizione ha animato la mia visione rendendo, se vogliamo, ancora più necessario uno sforzo riflessivo su quanto stavo guardando.

Alla fine della riflessione mi è rimasta addosso la certezza che Eric fosse dirimente per ogni serialfiller soprattutto per il lavoro immenso fatto da Cumberbatch.

Nonostante in Eric ci sia anche tanto altro e tanto bene raccontato e interpretato, alla fine del tunnel di interpretazioni e storie quello che vi rimarrà sarà la prestazione immortale del Turing di Imitation Game.

Senza Cumberbatch avremmo collezionato le stesse sensazioni, le stesse vibrazioni o, addirittura le stesse repulsioni rispetto ad un personaggio intenso, moralmente discutibile ma dannatamente umano?

La risposta è no, un convintissimo no ed è proprio questo no a rendere questa serie imperdibile.


 

Voglia di continuare a vederlo: 7,5

Voglia di consigliarlo: 9

Originalità: 5

Cast: 8

Comparto Tecnico: 5

Opening: 2

Dove Vederla: Netflix

Anno di uscita: 2024

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