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Euphoria: pronti a farvi prendere a cazzotti nello stomaco?

A pugni nello stomaco.

Quante volte avete sentito questa espressione?

Spesso associata a singoli episodi di una serie tv, ad un film, essa viene accompagnata a particolari performance attoriali o autoriali che mostrino la capacità di emozionarci al punto da farci stare male.

Masochisti?

Io preferisco chiamarci esteti o artisticamente ed esistenzialmente sensibili.

Se c'è stata una serie capace, in maniera totalmente inaspettata e innovativa, di stordirci emotivamente negli ultimi tempi, quella è stata Euphoria.

La serie tv con protagonista, l'oramai ubiqua, Zendaya ha dato prova di maturità nei 2 episodi speciali che, a cavallo tra il Dicembre 2020 ed il Gennaio 2021, sono andati in onda su HBO, episodi ponte tra quello che era accaduto nell'acclamatissima stagione 1 e quello che avverrà nella futura seconda annata.

Se l'esordio di Euphoria era stato promettente e originale, questi 2 episodi ci hanno fatto sprofondare in un abisso di empatia verso i personaggi di Rue e Jules.

Trouble Don't Last Always e Fuck Anyone Who's Not a Sea Blob, sono stati 2 episodi stand alone, incentrati su Rue e Jules e sul loro rapporto complicato.

Sono stati 120 minuti di pura sofferenza.

Io ho recensito entrambi gli episodi per voi e, visto che siete qui, vi invito a leggere entrambe le recensioni che vi assicuro sono state scritte con un trasporto unico, quasi in uno stato di trance.

Cliccate sui 2 link per essere rimandati agli articoli completi:


Fuck Anyone Who's not a sea blob


Trouble don't last always


Rileggendo le 2 recensioni fatte a caldo su entrambi gli episodi, non cambierei una virgola.

Mi rendo conto che quel flusso di coscienza col quale Rue, prima, e Jules, poi, hanno tirato fuori tutto quello che avevano dentro, sia stato trasferito a chi scrive, prima, e a chi legge, poi.

E' stato come assistere ad una seduta di terapia di massa.

Noi, come le 2 protagoniste, eravamo seduti in quella tavola calda e quel confortevole studio.


Non eravamo noi a parlare ma loro a farlo per noi.

Non eravamo noi a soffrire ma loro a farlo per noi.

Non eravamo noi a riflettere ma loro a farlo per noi.


In qualche modo, come per magia, quelle "chiacchere", quella sofferenza, quelle riflessioni sono divenute nostre e quel famigerato nostro stomaco si è sentito deformare dalla forza deflagrante di pugni potentissimi.

Euphoria ha avuto il merito di portare all'attenzione delle masse tutta l'indefinita sofferenza che alberga nella mente dei giovani contemporanei.

Spaesati, amorfi, distratti, inquieti, sopiti.

Se negli anni '60 a queste problematiche si reagiva con un impulso vitale fortissimo, con proteste di massa, rivoluzioni sognate e poi mancate, amori incandescenti, sesso, droga e rock & roll, oggi non è più cosi.


La reazione adolescenziale oggi è molto più passiva e drammatica.

Depressione. Ansia. Esaurimento. Suicidio.

I social come amici. I genitori come conoscenti. La scuola come vetrina. Gli amici come passanti. Gli hobby come occasioni mancate. Il futuro come buco nero.


L'incrocio di questi elementi porta le generazioni X,Y,Z a sentirsi sempre più sole e perdute, con conseguenze nefaste sul tessuto sociale.

La parola suicidio, oggi, è divenuta una tragica consuetudine.

La depressione giovanile il nuovo HIV.

La ricerca dell'identità, sessuale e non, un meccanismo di autodifesa.

La serie HBO ha costruito, per noi, un palco nel quale sono saliti giovani attori pronti a raccontarci questa sopita inquietudine esistenziale.

I 2 episodi speciali ci hanno dato il colpo di grazia.

Ma perchè dovreste voler vedere una serie come Euphoria?

Perchè parla di temi attualissimi, perchè vi permette di entrare nella testa dei vostri figli, nipoti, fratelli e di capirli un pò di più.

Euphoria riesce anche, se non soprattutto, a parlare di voi e con voi.

La serie HBO è capace di creare quella connessione autentica fra spettatore e prodotto che non si avvale di furbizie e stratagemmi, bensì di una sensibilità nel mettere in scena personaggi e tematiche che parlano anche di noi.

Per quanto si possa essere lontani geograficamente, caratterialmente, anagraficamente da Rue e Jules, non c'è una sola cosa di quello che ci viene raccontanto che ci possa apparire davvero distante.

Le insidie del futuro, la paura di essere accettati, il sogno infranto di un amore, la fragilità dei sentimenti, l'apatia con la quale ci muoviamo tra tablet e smartphone, tra un cambio d'abito e l'altro, tra un click e l'altro. Per alcuni si chiama droga, per altri sesso, per altri tastiera di un pc. Ognuno di noi è, però, inesorabilmente sempre più solo e ancorato a vuote certezze incapaci di regalarci stabilità e prospettiva.

Euphoria è magnificiente in tutto questo ma, insisto, è esplosa soprattutto con i 2 episodi speciali dove è riuscita a soffermarsi sul vissuto e sulla fragile sostanza di cui sono fatte le 2 sue protagoniste.

Se non proverete brividi guardando questi 2 episodi, preoccupatevi.

Chiamate un terapeuta e fatevi assistere.



 

Sviluppo Personaggi: 10

Complessità: 8

Originalità: 8+

Profondità: 10

Cast: 7

Trama: 6+

Impatto sulla serialità contemporanea: 9

Componente Drama: 8

Componente Comedy: 2

Comparto tecnico: 8

Regia: 7

Intrattenimento: 6

Coinvolgimento emotivo: 10

Soundtrack: 7

Produzione: HBO

Anno di uscita: 2019

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