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Fleisman is in trouble - How Did We Get Here?

How did we get here?

Questa domanda viene ripetuta più volte, nel corso della serie, dai suoi personaggi principali?

How Did We Get Here?

Sono 5 parole che la voce narrante, Libby, ed il protagonista maschile, Toby, reiterano costantemente durante gli episodi che compongono la prima, e probabilmente unica, stagione di Fleishman is in trouble (qui le first impressions).

Una domanda su tutte per provare ad interrogarsi sulla propria condizione di vita, su come, ad un certo punto della propria esistenza, si sia arrivati ad essere quel che si è, tra sorprendenti arrendevolezze, sogni rimasti nel cassetto, tanta routine e mille dubbi su se il pattern che ad un certo punto abbiamo abbracciato fosse quello giusto.

Ma noi, su Nella Mente di un SerialFiller, come ci siamo arrivati qui?

Forse perchè affascinati da questo show. Forse perchè consapevoli della sua mondana bellezza. O forse solo perchè catapultati qui da uno dei 4 canali social ufficiali.


Nel corso del lungo speciale 2022, Fleishman is in trouble è comparsa, tra l'altro, tra le migliori serie tv Hulu (qui il post) e tra i migliori adattamenti seriali tratti da un libro (qui l'articolo). La serie tv di oggi, infatti, è prodotta da Hulu ed è tratta dall'omonimo romanzo del 2019.

Un cast d'eccezione composto da Lizzy Caplan, Jessie Eisenberg, Clare Daines e Adam Brody è un ottimo viatico ad una storia che assume, via via, una dimensione più corale oscillando fra il micromondo particolare e specifico dei 4 personaggi e l'universale inteso come vite che paiono vite anche nostre, scelte che paiono scelte anche nostre, errori che paiono errori anche nostri, riflessioni che paiono riflessioni anche nostre.

E' tutta questione di punti di vista, di prospettive dalle quali scegliamo di guardare una specifica situazione, una precisa persona.

Il caso di Toby (Eisenberg) è emblematico.

Uomo sulla quarantina, con 2 figli, stimato primario, passionale nel proprio lavoro, disfunzionale nella sua vita privata, Toby si ritrova, improvvisamente a dover gestire la prole in solitudine e fare i conti con una vita senza sua moglie Rachel, improvvisamente scomparsa/fuggita in nome di motivazioni che verranno svelate solo alla fine.

In una situazione cosi precipitosamente nuova e drammatica, Toby sceglie quasi immediatamente di voltare le spalle all'immagine, al ricordo, alla stima della donna che ha sposato e che ha per tanti anni amato.

L'istinto di Toby è di etichettarla come la colpevole di tutto, di dipingerla come colei che ha abbandonato lui e i suoi figli, colei che in nome di un egoismo da sempre manifestato ma solo ora manifestatosi chiaramente, avrebbe voltato pagina lontano da Toby e il resto della famiglia.

Ma sarà andata proprio cosi o, come accadeva in The Affair, è solo questione, appunto, di punti di vista da cui scegliamo di vedere il mondo, una situazione, una persona cara, un passante?

Col passare degli episodi, oltre a capire che qualcosa non torna, ci rendiamo conto che il vero focus della narrazione è da un'altra parte e combacia con colei che ci ha fatto compagnia sin dal primo istante della serie, sottoforma di voice over.

Si tratta di Libby (Lizzy Caplan), vecchia amica di Toby, rispolverata da quest'ultimo proprio in concomitanza della scomparsa di Rachel, dopo oltre 10 anni di rapporti raffreddati a tal punto da diventare assenti.

Il loro riavvicinamento, oltre che offrire spunti sul cosa sia l'Amicizia e quanto essa sia labilmente soggetta ai cambiamenti della sfera personale di ogni singolo membro di quel patto a 2 che dovrebbe essere indelebile e che invece non lo è, ci offre l'occasione di conoscere meglio Libby e, quasi specularmente rispetto a Toby, affondare il coltello nella carne viva delle proprie paure, dei propri sbagli, dei propri scivoloni.

E cosi colei che dovrebbe essere la narratrice distaccata della storia diventa essa stessa la storia, accompagnandoci in un bellissimo dittico finale, il cui series finale, non a caso, è terminato addirittura nella top 10 dei migliori episodi dell'anno (qui la recensione).

Quella passeggiata finale ci permette di capire quanto sia stato effettivamente, sin dall'inizio, un racconto universale quello che gli autori ci hanno proposto.

La consapevolezza raggiunta dai personaggi in un bellissimo finale apertissimo è la testimonianza che, scavando e riscavando, sbattendo la testa, sbagliando, rimettendosi in sesto ad ogni sbandata, guardando indietro ai momenti belli, si possa davvero riuscire a rispondere a quella reiterata domanda:

How Did We Get Here?

Sceneggiatura: 8

Regia: 6-

Cast: 8

Genere: Drama

Complessità: 8

Originalità: 6+

Autorialità: 7,5

Intensità/coinvolgimento emotivo: 7,5

Profondità: 9

Contenuti Violenti/Sessuali: 1

Intrattenimento: 5

Opening: 1

Soundtrack: 2

Produzione: Hulu

Anno di uscita: 2022

Stagione di riferimento: 1


 

Voto complessivo: 8

62 visualizzazioni

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