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Gaslit: Martha Was Right su Nixon e sul Watergate

Avete già letto le mie first impression su Gaslit?


Volete ammirare uno Sean Penn irriconoscibile?


Una Julia Roberts riconoscibilissima ed in formissima come sempre?


Tra il 1972 ed il 1974 l'America visse il suo personalissimo incubo politico.

Passò alla storia con il nome "Watergate", nome che son sicuro, che siate Millenial o Boomer, Z Generation o generazione senza nome, abbiate sentito almeno una volta nella vita.

Siamo, più o meno, nei dintorni del mezzo secolo di vita di quello scandalo che travolse l'amministrazione Nixon e l'America tutta ed in giro iniziano a comparire documentari, docuserie, film e serie tv a ricordarci l'accaduto.

La più rilevante, almeno nel campo seriale, è stata senz'altro Gaslit, serie tv Starz basata su un podcast di successo e che vanta un cast che dire d'eccezione è un eufemismo.

Quale sia stato il segreto del successo di Gaslit è presto detto.

Come sempre avviene in questi casi, è il giusto mix fra varie componenti a rendere uno show di alto profilo.

Un po' come i governi, quando qualcosa funziona non è merito di una singola congiuntura o di una singola persona. Il mercato è favorevole, gli uomini giusti sono al posto giusto, il vento della fiducia soffia fortissimo, la competenza viene messa al servizio di tutti e non di interessi personali e cosi via.

In Gaslit avviene più o meno la stessa cosa.

Il cast è la punta di diamante intorno a cui ruota quasi tutto e non potrebbe essere altrimenti.

Sarebbe ingenuo affermare che Gaslit è cosi ben riuscito perchè al suo interno dominano la scena Sean Penn e Julia Roberts. Qualche anno fa, presumibilmente, avessimo visto un poster con il faccione dell'attore di Mystic River e l'attrice di Pretty Woman saremmo entrati al cinema senza neppure chiederci di cosa parlasse quel film.

In Gaslit è l'aspetto corale a funzionare del tutto, è il cast nella sua interezza ad essere di livello monstre.

Prendete il personaggione ritratto nell'immagine sopra. Gordon Liddy era sicuramente un personaggione nella realtà ma è grazie alla performance istrionica ed eccessiva di Shea Wingham (Boardwalk Empire, Perry Mason) che ne ricorderemo volto e "gesta", a lungo.

Idem per John Dean, camuffato dietro la faccia da bravo ragazzo di Dan Stevens (Legion, Downtown Abbey).

E ancora Betty Gilpin (G.L.O.W.) chiamata ad interpretare un ruolo gioco forza secondario come quello che ogni donna ricopriva suo malgrado in quegli anni di fermento ma ancora bui per il genere femminile come la storia tristissima di Martha Mitchell testimonierà in questi pochi episodi dello show di Starz.

Ma c'è tempo di rivedere anche l'ottimo Chris Messina (Six Feet Under, Sharp Objects), il sempre verde Chris Bauer (For All Mankind, Heels) ed Alison Tolman (Fargo) in questo show che sul cast non ha risparmiato.

Le performance sono state tutte di alto livello e si combinano degnamente per comporre il quadro che Gaslit vuole rappresentare.

Ma quale sarebbe questo dipinto?

E qui veniamo alla storia che tutti conosciamo ma che gli autori decidono di raccontare con un piglio decisamente inusuale.

Il punto di vista prevalente è quello dei singoli personaggi che popolano questo spietato affresco di un'America che per la prima volta si scoprì fragile e corrotta.

A dominare la scena, però, è lo sguardo che Martha Mitchell ha su un mondo che suo malgrado può scrutare da dentro.

Martha è, infatti, la moglie di Jon Mitchell, fido braccio destro di Nixon e uomo ovunque di quella amministrazione finita sotto accusa. Martha non ne condivide la politica, i toni, i metodi e lo dice. Lo dice ai 4 venti. In tv, alla radio, uscendo di casa mentre una folla di giornalisti la attende.

Martha denuncia chi fosse Nixon prima ancora che il Watergate scoppiasse e quando lo scandalo ha inizio tutti rincorrono lei e la sua frizzante ironia.

Il marito non gradirà.

Gli uomini del presidente non gradiranno.

Martha ne pagherà le conseguenze, colpita da una macchina del fango che oggi è amara relatà quotidiana per noi ma che allora muoveva i primi passi.

Intorno a Martha, ma soprattutto intorno a Jon, si muoveranno personaggi grotteschi o almeno cosi Matt Ross preferirà rappresentarli.

E qui veniamo, secondo me, alla vera mossa vincente degli autori di Gaslit, ovvero il tono con cui si prefiggono di raccontare una vicenda che negli ultimi 50 anni è stata raccontata in ogni salsa possibile ma sempre con un tono molto serioso e serio.

Gaslit, infatti, dipinge il quadro Watergate con colori vivaci e sempre in contrasto fra loro.

L'irruzione al Watergate, ad esempio, viene da subito mostrata, sia nella preparazione che nella realizzazione, denunciando un'impreparazione netta delle persone coinvolte ed una raffica di errori nella ideazione, nella gestione e nella conduzione di quella che tutti abbiamo sempre visto come una operazione della massima segretezza partorita da chissà quali diaboliche menti.

Ross, invece, ha l'intuizione di mostrarci i Liddy di questo mondo per quello che probabilmente sono. Esseri umani imperfetti e invasati che in nome dell'America e del loro presidente, in onore del rigore e della disciplina repubblicana, sarebbero in grado di mettere a rischio l'immagine dell'America stessa (come hanno fatto) per zittire ed umiliare ulteriormente un partito democratico già sconfitto in partenza. Quando quell'irruzione ebbe luogo, infatti, i "Dem" erano in svantaggio di oltre 10 punti. Non c'era ragione alcuna di usare mezzi cosi meschini ed illegali per vincere le elezioni.

Quel manipolo di uomini, però, lo fece. Per ingraziarsi Nixon. Per annientare quelli che credevano comunisti. Per rinfoltire le fila dei loro seguaci.

Qualunque sia stato il motivo quell'operazione fallì e mise fine a Nixon, al suo governo, e per molto tempo alla fiducia che il popolo americano, e non solo, nutriva nella politica e negli uomini che la rappresentavano.

Personaggi quasi comici e non spie impeccabili ma sfortunate furono, dunque, i protagonisti di quella vicenda.

Lo era anche John Dean, tutto sommato.

Giovane in rampa di lancio e che sognava di sedersi sui sedili comodi come una nuvola dell'Air Force One, Dean riuniscì a penetrare in un'amministrazione che fece di tutto per usarlo come capro espiatorio.

Con la consueta dose di assurdità, scopriamo quanto Dean si convinca di essere piano piano un eroe, un uomo coraggioso, un temerario, un vincente, uno stratega quando altro non fu che un uomo in balia di eventi più grandi di lui, eventi che affrontò nella maggior parte dei casi con codardia e paura, sorretto dalla sua forte e impavida compagna divenuta poi moglie.

La storia, anch'essa capace di trasformarsi in farsa, ci restituisce un John Dean vincente per davvero, fuori di prigione e osannato come personaggio pubblico a tal punto da riuscire ad emergere come uomo tv al di fuori del contesto politico.

E poi c'è lei.

Martha.

E la sua tragedia.

Martha was right.

E' questa l'immagine con cui la serie si chiude.

E' la scritta formata con migliaia di fiori che viene apposta al funerale di Martha Mitchell, morta a soli 57 anni, abbandonata da gran parte della sua famiglia e dei suoi amici.

Martha aveva sempre remato contro, a costo di mettere a rischio la propria vita, a costo di rovinare la carriera del marito.

Martha, però, ha avuto ragione.

La storia ce lo ha insegnato, o meglio, ce lo ha confermato.

Le sue accuse non erano infondate.

I suoi tormenti non nascevano dall'abuso di alcol.

Il suo stato d'animo non era compromesso da geni di follia ereditati dal padre.

Martha aveva ragione e per questo è stata picchiata dagli uomini del presidente.

Rinchiusa.

Allontanata dai riflettori.

Denigrata.

Mandata a processo come testimone screditata.

Martha ha avuto ragione.

Starz ha avuto ragione ad affidarsi ad un'attrice come Julia Roberts per raccogliere la sfida.

Matt Ross, gli autori della serie e gli autori del podcast hanno avuto ragione a raccontarci il Watergate dal punto di vista della donna che, da dentro quel mondo corrotto, denunciò molto e rischiò ancora di più.

Probabilmente non la conoscevamo prima di questo show.

Oggi si.

Oggi ne conosciamo la storia, il disagio, il dramma.

E quindi possiamo dire che Martha Was Right.

gif

Sviluppo Personaggi: 9

Complessità: 6,5

Originalità: 7,5

Autorialità: 8

Cast: 9,5

Intensità: 6

Trama: 6,5

Coerenza: 6,5

Profondità: 6

Impatto sulla serialità contemporanea: 4

Componente Drama: 7

Componente Comedy: 4

Contenuti Violenti: 3

Contenuti Sessuali: 2

Comparto tecnico:6,5

Regia: 7

Intrattenimento: 7

Coinvolgimento emotivo: 7,5

Opening: 1

Soundtrack: 3

Produzione: Starz

Anno di uscita: 2022

Stagione di riferimento: 1

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