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Gom Gom One Piece!!!

Parlare dell'adattamento seriale, ad opera di Netflix, di One Piece credo sia una delle sfide più impossibili che si possano presentare per un blogger.

Non solo parliamo di uno dei manga più apprezzati della storia, nonché il più longevo che si sia mai conosciuto con all'attivo ben 25 anni di numeri in uscita con cadenza settimanale da sempre, ma parliamo anche di uno degli anime più famosi e amati di sempre. Chi, tra i nati negli anni '80/'90 non ha guardato almeno un episodio su Italia Uno nella pausa pranzo o subito prima di ricominciare a studiare?

Il fatto che Netflix stesse portando sullo schermo uno show derivante da un manga cosi fondamentale da cui era derivato, a sua volta, un anime amatissimo, portava con se tutta una serie di considerazioni dirimenti ancor prima di osservare i primi episodi dello show.

Dal più classico "sarebbe stata all'altezza?" al più arroccato "come hanno osato?" fino ai più ampi discorsi sul se sia o meno il caso di adattare a tutti i costi le opere fumettose o letterarie più amate, anche a costo di restringerle e compattarle all'interno di un medium, quello televisivo, che ha bisogno di ritmi e tempi molto diversi da quelli a cui sono costretti i mangaka, ad esempio.

Con One Piece questi discorsi, e tanti altri, hanno preceduto lungamente l'arrivo della serie tv generando un hype smisurato a cui questo show dove far fronte.

La prima stagione ha fornito molte risposte alimentando ancor di più il dibattito fra puristi e possibilisti, fan vecchi e quelli nuovi, entusiasti e detrattori.

Da che parte schierarsi?

Nel frattempo, unisciti alla ciurma su telegram. Qui il canale.

un'immagine dal live action netflix gom gom one piece

Ai fini del giudizio che, voi lettori, darete alla mia personale lettura di One Piece, è bene sapere che non ho avuto modo di leggere neppure una volta il manga e, in quanto a fruitore dell'anime, sono uno di quelli che, di tanto in tanto, e in maniera sparsa e poco attenta, si lasciava intrattenere da qualche episodio. Quel tanto che basta per arricchire la mia cultura generale con i rudimenti. Dal ragazzo col cappello di paglia, alle scorribande piratesche passando per grandi mari e personaggi coloratissimi. Un'infarinatura che mal si prestava ad un approfondimento dei tanti messaggi importanti che il manga prima e l'anime poi si proponevano di offrire a lettori e spettatori.

Per me, dunque, la serie tv di Netflix rappresentava il primo vero appuntamento con l'universo di One Piece. Da novizio, la prima stagione della serie mi ha travolto ed entusiasmato come poche altre volte mi era capitato negli ultimi anni.

L'incontro con un mondo cosi fantasioso mi ha mandato su di giri. La costruzione del background di personaggi cosi sui generis mi ha convinto tantissimo. La composizione lenta ed inesorabile della ciurma capitanata da Monky D.Luffy mi ha tenuto incollato allo schermo senza bisogno di colpi di scena astrusi. Ogni cosa, in questo adattamento, mi ha fatto stare bene, mi ha divertito, mi ha intrattenuto, lasciandomi a pancia piena sul divano e con la voglia assoluta di rivedere i nostri beniamini all'azione in una seconda stagione che speriamo possa presto arrivare.

La mia è, dunque, una prospettiva entusiasta simile a quella di un bambino che ha attraversato lo specchio e si è trovato dentro il paese delle meraviglie, un paese adulto, scintillante e colorato ma anche denso di pericoli, insidie, mari tempestosi, uomini pesce temibilissimi, facce cattive e dilemmi da sciogliere.

Dalla mia prospettiva, One Piece non solo funziona ma emoziona, diverte e da modo di riflettere su cosine da poco come il nostro rapporto coi sogni, l'amicizia, l'affidabilità, l'orgoglio e tantissime altre cose. Certo, tutti questi temi sono solo accennati, a volte accarezzati e mai veramente approfonditi ma questa timidezza nel fare il passo definitivo verso la maturità è assolutamente giustificata dal fatto che, nel frattempo, in pochi episodi si stava costruendo una mitologia ed un universo di impatto fortissimo.

La scelta di mostrarci, a poco a poco, i membri di quella che sarà la ciurma cara a tantissimi, riuscendo a creare un legame presto indissolubile con Usop, Zoro, Nami, Cobi e Sanji, è stata quanto mai azzeccata.

Al termine della stagione sentiamo ognuno di loro come parte della nostra famiglia seriale. Ognuno con delle caratteristiche emerse benissimo nel corso della stagione, ognuno con un sogno da acciuffare, ognuno con un passato triste da cui allontanarsi.

Se è vero che, al netto di tutte le considerazioni tecniche e qualitative, una serie deve comunque "prenderci", stimolarci, farci stare bene, allora è vero che questo adattamento di One Piece è uno dei più vincenti di sempre.

gom gome one piece una immagine dal live action netflix

Vorrei provare, adesso, a fare qualche considerazione ulteriore frutto del chiacchiericcio che, nella vita reale, si è generato intorno allo show.

Pur non potendo esprimere un parere da lettore del manga (non avendolo letto) ho potuto constatare una spaccatura abbastanza netta tra questa folta platea. Parlando con alcuni amici che hanno letto e continuano a leggere il cartaceo e che avevano apprezzato l'anime, ho potuto scorgere 2 fazioni abbastanza ben delineate.

Da un lato c'è la squadra dei grandi detrattori dell'operazione Netflixiana, dall'altro quella dei felicemente sorpresi.

Il primo team, abbastanza incredibilmente, si rifiuta di dare una chance allo show. Alcuni, se non addirittura molti, hanno deciso di non guardarlo. A priori. Per partito preso. Denunciano che, a prescindere da intenzioni e realizzazione, un manga cosi imponente, sfaccettato, lungo e complesso, non potrà ricevere giustizia alcuna in una trasposizione sul piccolo schermo. Per questo motivo vedono nella serie Netflix una mera operazione commerciale atta a lucrare su un fenomeno che da 25 anni fa milioni di proseliti in tutto il mondo.

Il secondo gruppetto, invece, ha accolto con favore la trasposizione seppure guardandola con grande severità e scetticismo dettati dalla consapevolezza che il materiale originale fosse di difficile elaborazione in un medium come quello televisivo e che la mole e moltitudine di personaggi e storie non potesse essere degnamente rappresentata in una manciata di episodi ed in un live action. Nel guardare la prima stagione, questi pochi ma granitici amici fedelissimi del manga e dell'anime, mi hanno confermato che la serie ha fatto centro su tutta la linea, riuscendo a proiettare nel live action la vera anima del manga. Oltre a questo (e non è poco), nella trasposizione hanno assaporato atmosfere e ricostruzioni fedelissime che li hanno fatti sentire a casa. Il casting è risultato azzeccatissimo e persino la scelta di cosa mostrare e cosa no visto il vastissimo materiale di partenza è piaciuta abbondantemente.

Due scuole di pensiero a confronto che sembrano avere, entrambe, ragione da vendere.

Personalmente, pur ammirando la passione di entrambe le fazioni, tendo a prediligere sempre il punto di vista di coloro i quali, prima di emettere un giudizio, un tuffo nell'acqua gelida dell'ignoto l'han fatto. In questo senso, dunque, mi schiero con il team number 2 all'urlo di Gom Gom One Piece!!!!!

E voi?


 

Sceneggiatura: 7

Regia: 6,5

Cast: 7,5

Genere: Comics

Complessità: 6,5

Originalità: 7+

Autorialità: 5,5

Intensità/coinvolgimento emotivo: 8

Profondità: 6,5

Contenuti Violenti/Sessuali: 2

Intrattenimento: 10

Opening: 5

Soundtrack: 6

Produzione: Netflix

Anno di uscita: 2023

Stagione di riferimento:

Voto complessivo: 7,5


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