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Gomorra - 5x03, 5x04 Mission Impossible iniziata

Faccio outing seriale, un doppio outing seriale.

Fino all'uscita di "L'Immortale", il film sequel di Gomorra - la serie, ai tempi della stagione 4, non avevo mai risparmiato sperticati applausi e incommensurabili lodi per la serie scritta e diretta da Stefano Sollima prima, da Claudio Cupellini poi, da Marco D'Amore successivamente, tratta dal libro cult di Roberto Saviano (qui anche autore e supervisore).

Per me l'avvento di Gomorra era stato il vero big bang della tv italiana. Più di Boris, molto più di Romanzo Criminale, ancor di più dei vari The Young Pope, L'amica Geniale e Strappare lungo i bordi.

La serie sky original aveva proiettato la serialità italiana nell'olimpo. Grazie a Gomorra potevamo smetterla di sederci al pub con le soap opera messicane e le sceneggiate salvadoregne e sederci sul rooftop seriale, sorseggiando Manhattan e Bloody Mary in compagnia delle The Wire e delle The Sopranos di questo mondo.

Gomorra riusciva ad essere solida narrativamente e spietata nel suo racconto sociale, politico, antropologico del crimine, della figura del criminale e degli impatti che la criminalità organizzata potesse avere sulle vive di chi con essa si nutre e di chi da essa viene influenzato.

Un'ineluttabile, violento e massacrante affresco del crimine italico, partenopeo che raramente si era visto in giro per il globo.

A questa prima dichiarazione (d'amore) ho dovuto affiancare, a valle di quello spartiacque imposto da Immortale, un giudizio, o meglio un pregiudizio, negativo.

La resurrezione di Ciro, dopo gli eventi che chiudevano, magistralmente, la terza stagione, non solo mi era parso forzato ed assurdo ma ero convinto che avrebbe potuto generare una serie infinita di ambiguità e di catastrofi narrative impredicibili.

La quinta stagione sta dimostrando, ahimè, la bontà della mia antica tesi.

L'immortale è turnat (per citare la scritta comparsa al termine della 5x04) e con lui se ne è andata la tanto impressionante solidità che aveva reso Gomorra...Gomorra!

Non si torna più indietro.

La frittata è fatta.

Tutto è stato depotenziato.

Il fascino dei personaggi, la coesione narrativa, la conclamata imprevedibilità dello show.

E' come se quel ritorno cosi assurdo, grottesco e impossibile avesse reso tutto cosi dannatamente vano.

Come in una fiction di serie C, è stato riesumato il personaggio più amato e lo si è reso un deus ex machina vivente.

Nell'episodio 3 e nell'episodio 4 di questa ultima e conclusiva stagione, è successo tanto, tantissimo e molte delle cose realizzate ci hanno restituito il magnetismo della Gomorra efferata e splendente delle prime 4 stagioni.

Dalla storyline del "Galantomm" alla fine dei Levante, dalla comparse del "Munaciello" alla reimmersione negli affari "legittimi" di Genny bello.

Secondigliano è tornata e Genny è ritornato ad essere padrone del proprio destino, fosse non altro per quella variabile impazzita e irreale chiamata Ciro.

L'intera stagione finale, quella che dovrebbe sciogliere tutti i nodi e lasciare al mondo l'eredità gomorriana, sarà interamente basata sullo scontro Ciro-Genny ovvero sullo scontro tra un personaggio resuscitato come fossimo in un film della Marvel ed il protagonista di un epopea criminale che tutto il mondo ci invidia.

Vivremo, di fatto, di una battaglia fra un fantasma ed un personaggio reale, fra l'impossibile ed il possibile, fra l'irrealtà e la realtà, fra il deus machina e la coerenza.

Sono 2 cose, come il fuoco ed il ghiaccio, che non possono convivere.

Tutte le battaglie, le morti, le sparatorie, i giochetti mentali che vedremo, si baseranno su un presupposto (la resurrezione di Ciro) che non avrebbe dovuto esistere.

La sensazione è che, episodio 3 ed episodio 4, riescano ad esprimere un potenziale incendiario che ha reso grande Gomorra ma che vivano ancora quella contraddizione in termini dalla quale è impossibile uscire.

La costituzione di un gruppo di nemici acerrimi di Genny, capitanato da Ciro, ci da quasi l'impressione di essere piombati, improvvisamente, in un film supereroistico, dove il buono (Ciro, che buono ovviamente non è), raduna gli altri buoni (che ovviamente buoni non sono) per provare a sconfiggere il grande villain, il Thanos gomorriano, a dispetto della disparità delle forze in campo.

Questo darà grande pepe alla storia, creerà un pathos non indifferente ma lo farà sulle ceneri di quella che una volta era la sceneggiatura granitica della migliore serie italiana all time.


Voto 5x03: 6,5

Voto 5x04: 7,5


Vi ricordo che ho creato un gruppo Facebook ad hoc a questo link


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