• cinguettio
  • Instagram
  • Facebook Icona sociale

Il ritorno spiazzato e ruggente di The Good Fight

The Good Fight è sempre stata una serie capace di attingere a piene mani dalla realtà, rispettandola e raccontandola a suo modo all'interno del mondo radical chic degli uffici dei suoi avvocati, sempre performanti e alla moda ma animati dal fuoco vivo della passione e da ideali spesso incrollabili, si tratti di uomini afroamericani infatuati dallo "spirito repubblicano" a donne in carriera per cui i democratici rappresentano l'ultimo baluardo per la giustizia, veterani alla McCain o uomini e donne "massacrati" dalle ingiustizie sociali.

Il mondo di The Good Fight è sempre riuscito a collimare sul mondo reale, spesso anticipandone le mosse, altre volte leggendo e riportando, sotto una luce critica e lucida, quello che era sotto gli occhi di tutti ma che la frenesia della vita quotidiana, la povertà delle nostre menti e la sabbia delle Fake News non riuscivano a far emergere.

La quinta stagione, era quanto mai attesa, figlia di un periodo di isolamento e trauma collettivo rappresentato dalla pandemia.

Come avrebbero "letto" questi "strange times i coniugi King?

I primi episodi, usciti da poco in USA, della quinta stagione di The Good Fight confermano quanto gli autori siano bravi ad intercettare le sfide che la contemporaneità presenta loro, per rilanciare da par loro in una sorta di inseguimento, con sorpassi e controsorpassi feroci, durante il quale realtà e finzione sgasano, frenano, mantengono la massima velocità, cercando di vincere il duello sull'altro.

Il covid-19 ha messo a dura prova la creatività di sceneggiatori e copywriter. Cosa potrebbe esserci di più "fantasioso" di quanto realmente accaduto?

In quale film post apocalittico avremmo mai potuto assistere a cose cosi assurde, tremende e pazzesche come quelle occorse negli ultimi 30 mesi?

Da oggi in poi, dalla fine del 2019 in poi, si apre una nuova era anche per la tv e il cinema. Nuovi mondi sono stati scoperti, nuove linee sono state tracciate.

La premierè di The Good Fight 5, ha avuto la lungimiranza di non esagerare ma di limitarsi a raccontare. Proprio la serie che più volte aveva precorso i tempi si è vista superata, a gran velocità da fatti impredicibili.

Che fare in questi casi?

Gli autori, intelligentemente, propongono al pubblico un recap di quanto avvenuto recentemente, un "Previously on" (Non a caso titolo dell'episodio) che non solo ci riporta in dietro alla nascita della crisi pandemica ma ripercorre tutti gli eventi che hanno segnato il 2020 e l'inizio del 2021, dalla corsa alla Casa Bianca alle elezioni, passando per il brutale assassinio di George Floyd all'assalto a Capitol Hill.

Nella sua documentazione e certificazione dei fatti, The Good Fight si limita a constatare quanto tragico e non sense sia stato questo periodo e quanto, sotto la pelle, vi sia qualcosa da analizzare a fondo, in modo da rilanciare la narrazione e, in linea molto più generale, l'intero pianeta ed il senso delle nostre vite.

Specialmente da questo punto di vista, e grazie agli episodi numero 2 e numero 3, coadiuvati dall'ingresso nel cast del sempre in formissima Mandy Patinkin (Homeland, Criminal Minds), la serie sembra voler rilanciare alcuni temi da sempre amati: l'ingiustizia ed il senso esteso della giustizia.

Non è un caso se la serie indugia sul personaggio di Carmen Moyo, new entry graditissima, e sulla sua "facilità" nel rappresentare assassini e stupratori, difendendoli allo stesso modo con cui avrebbe difeso vittime di stupro o di qualsivoglia brutalità. La serie ci pone di fronte ad un dilemma che potremmo chiamare "dilemma di Ippocrate". Un avvocato può permettersi di scegliere chi rappresentare e chi no? Un medico non può rifiutarsi di lenire le sofferenze e curare un malato. L'avvocato, da sempre figura controversa, allo stesso modo deve offrire la migliore delle possibili difese a qualsiasi assistito.

Questa riflessione è solo una delle tante.

Seguiranno storyline che faranno emergere il ruolo dei social media e la catastrofe culturale da essi causata, tribunali finti che offrono giustizia reale e persone per bene travolte da un beffardo destino.

The Good Fight si conferma serie travolgente, acuta, clamorosamente amalgamata alla realtà, nonchè una delle serie più stimolanti degli ultimi anni.

Anche in questo inizio di quinta stagione.



 



Voto "Previously On... 7,5

Voto "Once There Was a Court.." 8--

Voto "And the court had a clerk.." 8,5

164 visualizzazioni

Post recenti

Mostra tutti