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L'inizio della fine di Peaky Blinders è molto "Black"

Come si può gestire un lutto?


Come si può terminare una serie?


Come si può vincere lo scetticismo?


La morte di Helen McRory ha sconvolto tutti gli appassionati di cinema e serie tv, ancor di più deve aver sconvolto i fan di Peaky Blinders.

Quello che a volte non percepiamo, però, è quanto la morte di un membro del cast possa essere devastante per gli altri membri del cast e per gli autori di quella specifica serie.

L'inizio della sesta, ed ultima, stagione di Peaky Blinders sembra confermarci questo aspetto.

I primi minuti trasudano un senso di lutto enorme che la morte dell'interprete dell'iconica uncle Polly ha generato nella mente e nel cuore di autori e protagonisti.

Raramente avevo assistito ad un cosi tragico incastro. Riuscire a scrivere qualcosa di importante per la storia, tenendo conto dell'assenza di una delle storiche protagoniste e provando, nel contempo, a restare lucidi, è qualcosa che francamente deve aver straziato non poco tutte le persone coinvolte.

La scelta, molto sopraffina, è stata quella di non mostrare mai la vera Polly ma di raccontarci attraverso il volto di Cillian Murphy prima, un ritratto poi ed una splendida panoramica di primi piani sulle facce dei superstiti di Peaky Blinders, da Michael a Johnny Dogs, passando per Arthur, Ada e tutti gli altri membri della famiglia a cui Polly non solo apparteneva ma di cui era un elemento fondativo e fondamentale.

Terminata la parentesi doverosa legata alla scomparsa di Helen McRory e del personaggio da lei interpretato per 5 stagioni, la serie è riuscita a fare quell'impetuoso scatto in avanti verso quello che sarebbe stato l'evento finale della saga della famiglia di Birmingham.

I primi 2 episodi, Black Day e Black Shirt, hanno ricordato a tutti perchè la fama della serie britannica abbia oramai raggiunto proporzioni gigantesche e perchè oggi i Peaky Blinders siano noti, notissimi in tutto il mondo.

Vi dirò di più. Questi primi 2 episodi hanno forse offerto ancor qualcosa di più, aggiungendo all'aspetto criminale e macchiavellico che abbiamo sempre riscontrato ed adorato anche una dimensione più intima e mistica, oltre ad una pericolosa contaminazione storica che potrebbe far convergere Tommy Shelby e il fascismo/nazismo all'alba della seconda guerra mondiale.

Non è un caso che il secondo episodio si intitoli Black Shirt (camicia nera) proprio per richiamare, e sottolineare, le camice nere indossate dai fascisti di tutto il continente che sin dagli albori degli anni '30 avevano iniziato a vessare gli ebrei e preparare il terreno per quello che sarebbe stato il più grande genocidio che la storia ricordi.

Tommy, sarà il ponte fra socialismo e nazionalsocialismo?

La comparsa sul proscenio di una figura ingombrante come quella di Winston Churchill ci lascia presagire che qualcosa di politcamente rilevamente avverrà. Il ritorno di Mosley esprime tutta l'ambizione della serie nel tentativo di mettere a confronto le anime democratiche e quelle autocratiche, proprio interponendo loro il criminale di quartiere divenuto parlamentare socialista, quel Tommy Shelby abilissimo a muoversi tra i grigi e nelle ombre, quasi come un Batman vissuto 1 secolo fa a cui poco importa del bene comune e della giustizia.

Riuscirà Tommy ad evitare la catastrofe nazista?

Riuscirà Tommy a salvarsi dalle minacce interne ed esterne?

A questa domanda potrebbe rispondere la storyline americana, quella in cui ritroviamo Anya Taylor Joy (La Regina degli scacchi) e facciamo la conoscenza di suo zio Nelson, altro uomo di mezzo che si divide fra criminalità organizzata e salotti del potere.

Le commistioni tra politica, potere, malaffare ed intelligence sembrano essere il fil rouge di questi primi 2 episodi, episodi che sembrano averci consegnato uno show che, ad un passo dal termine, ha deciso di ampliarsi ancor di più.

Il socialismo, il nazismo, l'oppio, il proibizionismo, la malattia di Ruby, le mistificazioni Gypsy, le vendette, l'antisemitismo ed al centro di tutto Tommy, i suoi dolori, i suoi lutti, il suo inferno, ma anche la sua sete di essere colui che muove i fili.

Nell'ombra.

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Voto 6x02: 8,5

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