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The Mandalorian: Chapter 15 - The Believer

Lo posso dire che questo capitolo quindici di The Mandalorian è stato uno dei meno coinvolgenti della seconda stagione?

E posso dirlo che nella mia recensione su "The Jedi" e "The Tragedy" avevo preannunciato che a mio avviso il più grande difetto di The Mandalorian era la sua qualità eccelsa che prima o poi ci avrebbe abituati alla grandezza facendoci disperare quando sarebbe arrivato il momento di episodi da 7 in pagella anzichè da 9/10?

Ah non posso?

Mi spiace dover prendere in prestito le famose parole tratte dalla famosa gaffe del leader della Lega (Nord) ma ben si prestavano a queste 2 considerazioni che mi erano passate per la testa al termine del capitolo 15 di The Mandalorian.

Dopo gli eventi drammatici di Chapter 14 e il bellissimo Chapter 13, questo penultimo episodio aveva il difficilissimo compito di tenere le redini del racconto provando a non calare nella qualità.

Ci è riuscito egregiamente ma non con a brillantezza degli scorsi episodi.

E' un episodio che, però, oltre a concederci una svolta sul volto di Mando, risulta cruciale per l'evoluzione dello stesso Mandaloriano.

Qualora ce ne fosse ancora bisogno, è con questo "The Believer" che Din Djarin compie il passo decisivo verso la sua autodeterminazione, non più come credente (the believer che da il titolo all'episodio) ma come uomo.

Mando si spoglia dei dogmi del Credo e si tuffa nell'ignoto, violando regole che non avrebbe mai pensato di violare.

Il suo peccato più grande, lo svelamento del suo volto, è determinato dalla sua ferma volontà di riportare il "piccoletto verde" a casa, laddove troverà persone pronte a proteggerlo e amarlo.

E' un passo decisivo nell'evoluzione del personaggio.

Al mercenario si sostituisce un uomo la cui volontà è quella di lottare per la giusta causa, la propria causa e non per denaro o per cause altrui.

Al soldato si sostituisce una figura quasi paterna.

All'uomo di fede si sostituisce a tutto tondo l'uomo d'azione.

Il mandaloriano non indugia, non ha alcun tentennamento.

The Child è, adesso, per lui il bene più prezioso dell'universo. Per salvarlo, recuperarlo, proteggerlo da Moff Gideon e dall'impero, è disposto a tutto, a rinnegare tutto, cancellare tutto.

Non ci sarà armatura o elmo che tenga, non ci sarà precetto che tenga ma solo il fine.

E' un passaggio fondamentale e che arriva inaspettatamente ma senza generare una reale sorpresa.

A differenza del disvelamento del nome di Baby Yoda avvenuto in "The Jedi" grazie all'introduzione di Ahsoka Tano, lo svelamento del volto di Mando non regala quel brivido, quell'effetto wow che ci si poteva attendere.

Da un lato sapevamo benissimo quale fosse il suo volto sin dal primo episodio, fosse non altro per aver letto il nome di Pedro Pascal come interprete del personaggio che da il nome alla serie, dall'altro il lavoro svolto sul personaggio e sul suo sviluppo è stato talmente efficace da far risultare assolutamente naturale il sacrificio estremo compiuto da Din Djarin per provare a recuperare Grogu.

The Believer è un episodio esiziale per l'inquadramento psicologico e caratteriale di Mando ma è poco più di un eccellente filler per l'economia della serie.

Il fotogramma, o forse dovremmo dire l'ologramma, finale sembra preannunciare uno scontro imminente, lo scontro finale che tutti aspettavamo, quello fra Moff Gideon e Mando.

Arriverà davvero?

La tavola sembra apparecchiata.

L'appetito è di quelli delle grandi occasioni, consapevoli che con o senza una grande abbuffata resteremo a digiuno di The Mandalorian fino all'approdo della terza stagione.


Voto Episodio: 7


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