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Le 5 migliori serie tv Hulu del 2021

Da qualche anno Hulu è diventata un serbatoio di grandi successi seriali.

La vera erede di HBO sembra essere proprio lei, altro che Netflix, altro che Amazon Prime Video, altro che Apple TV Plus, altro che Disney Plus!

Nell'ultimo biennio aveva sfornato robina come High Fidelity, Normal People e The Great, senza dimenticare il sempreverde The Handmaid's Tale!

Quest'anno si è superata, inanellando serie di successo in sequenza che, per nostra fortuna, sono tutte disponibili anche in Italia grazie a Star, il servizio di streaming affiliato a Disney Plus ma da non confondere con la piattaforma Disney.

Ho deciso, dunque, di dedicare uno speciale anche a questa piccola grande piattaforma, provando a fare anche un po di chiarezza su cosa è di Cesare e cosa no (sono in molti infatti a pensare che alcuni grandi successi dell'anno siano produzioni Disney Plus quando invece sono Hulu!).

Vi ricordo che, nel frattempo, avete ancora un po di tempo per eleggere la migliore serie tv del 2021 a questo link:

VOTA LA MIGLIORE SERIE TV DEL 2021!

Dopesick

Partiamo subito con una delle serie più acclamate dell'anno, nonchè una delle serie che stanno riscuotendo il maggior numero di candidature ai prossimi premi della serialità sinora già forieri di nominations.

Dopesick conta di un cast di primissimo livello capeggiato da un eccellente Michael Keaton e di una storia vera che negli anni della pandemia, dei no vax e dei complottisti risulta più attuale che mai.

E' una storia che ci porta dentro i machiavellici, avidi ingranaggi di Big Pharma che, nel tentativo di curare il dolore e di arricchirsi ha perso di vista il primo e più nobile degli impegni per fare largo al solo ed unico vile denaro. Nel farlo ha creato un sistema di controllo e di spinta al consumo di un potentissimo narcotico, spacciandolo come un innocuo farmaco che non avrebbe dovuto creare alcuna dipendenza. L'effetto collaterale è stato che l'America si è ritrovata un esercito di zombie totalmente dipendenti da quell'oppiode legale. Il cartello era l'industria farmaceutica, la droga il legalissimo OxyContin.

Una storia agghiacciante e al di fuori di ogni più becero complotto, trattandosi appunto di una storia drammaticamente vera.


Only Murders in the building

E qui veniamo all'altra serie che potrebbe fare incetta di premi, stavolta nel comparto comedy, nella prossima stagione. La mano è quella di Dan Fogelman (This is us) che si serve del trio composto da Steve Martin, Selena Gomez e Martin Short per ricostruire un podcast dentro la serie che narra appunto di quella che è la ricostruzione di un misterioso omicidio all'interno di un ricco palazzo d'epoca newyorchese. La ricetta è semplice ma geniale. Il ritmo incalzante. La risata dietro l'angolo. Il mistero avvincente.

Non sono tra i fan sfegatati di questa serie ma è di certo una serie che merita tanta tanta attenzione.


Reservation Dogs

E qui veniamo ad una vera chicca a firma Taika Waititi. Il geniale regista dietro l'ultimo Thor ha prodotto e realizzato una serie che cita Tarantino per parlarci di una minoranza etnica sempre troppo poco protetta, difesa, raccontata: gli indiani d'america.

Anche questa serie ha un ritmo serrato e soprattutto è molto molto poco etichettabile. E' una comedy? E' un drama? Un dramedy?

Boh!

Di sicuro è una serie che trasmette qualcosa mentre noi stolti pensiamo di guardare solo un prodotto di intrattenimento. Forse, dopotutto, riusciremo a far sedimentare qualcosa di importante dentro di noi dopo averla vista.

Raccomandatissima.


The Handmaid's Tale

Con The Handmaid's Tale andiamo sul sicuro.

Serie navigatissima, premiatissima e divenuta un cult sin dalla sua prima stagione.

I romanzi di Margaret Atwood sono stati superati da un po eppure la serie è riuscita ad andare avanti, non senza inciampi, con rinnovata potenza.

L'intensità di Elisabeth Moss vale da sola il prezzo del biglietto.

Per tutto il resto c'è la quarta stagione che ci consentirà di toccare con mano nuove vette di dramma e di distopia.

Qui una delle tante recensioni fatte sulla serie negli scorsi mesi.



The Great

Chi mi conosce lo sa. Ho un debole per The Great sin dall'uscita del pilot. E grazie a The Great ho sviluppato un debole per Elle Fanning.

La seconda stagione non ha nulla da invidiare alla mirabolante stagione d'esordio. Patisce forse l'effetto novità oramai sbiaditosi ma l'acutezza e l'effervescenza restano le stesse.

Huzzah!

Ed ecco la recensione della prima stagione.


The Premise

Sarebbe una top 5 ma proprio non me la sentivo di tenere fuori quel fastidiosissimo volto di B.J. Novak.

La sua The Premise mi è piaciuta tantissimo.

5 episodi da mezzora.

5 storie strane e stranianti che raccontano bene i nostri malatissimi tempi.

Ne ho parlato qui.


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