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Le 5 serie tv americane migliori del 2021

Qualche anno fa sarebbe stato totalmente inutile questo post.

Il motivo?

Ogni 10 serie tv di successo e/o di qualità, ce ne sarebbe stata forse una soltanto prodotto fuori dai confini dei gloriosi Stati Uniti d'America.

Da qualche anno non è assolutamente più cosi.

In tutto il mondo (Italia compresa) si è intuito quanto il medium televisivo fosse divenuto dirimente nella corsa all'oro del mercato audio-visivo e l'avvento delle piattaforme streaming (Netflix in primis) ha generato un'ondata di produzioni seriali (a volte piuttosto imponenti) nel Vecchio continente ma anche, se non soprattutto, in Asia. Basti vedere la quanto successo stanno riscontrando fenomeni come La Casa Di Carta, Squid Game, Gomorra, oltre alle solite serie tv britanniche, da sempre foriere di grandissime soddisfazioni. Il Canada ed il Sud America hanno iniziato a migliorare il proprio parco serie, la Scandinavia a perfezionare i propri ottimi prodotti, il centro europa ad osare di più (vedi Dark).

Tutto questo per dire che stilare una classifica delle migliori serie tv statunitensi del 2021 ha oggi una propria ragion d'essere, motivo per cui siamo qui riuniti oggi a celebrare l'ennesima messa seriale di queste festività serialfillerose.

A tal proposito vi ricordo di accorrere numerosi a votare la migliore serie tv del 2021!

VOTA LA MIGLIORE SERIE TV DEL 2021!



Succession


L'inizio è tutto per quella che reputo una delle migliori serie di sempre. Sto parlando di Succession ed il fatto che essa non sia famosa ed idolatrata come altre serie non può che essere, almeno in questo caso, un bene. La serie prodotta e creata da Adam McKay (La Grande Scommessa, Don't Look Up) è un capolavoro che non può essere afferrato da tutti. Esagerato, enorme e complesso come poche altre serie, essa non può generare quell'empatia che potrebbe generare una serie di Ryan Murphy o quella semplicità emozionale dei prodotti di Shonda Rhymes ne tanto meno permettervi di staccare la spina come un prodotto Marvel qualunque o una serie action di buon livello. Succession pretende che voi stiate allerta, accorti ad ogni dialogo e ad ogni linea di battuta.

Negli anni gli autori hanno costruito una forte mitologia intorno ai Roy, deflagrata ancora una volta nel finale di una terza stagione praticamente perfetta.

Il rapporto del potere con il mondo e del mondo con il potere non è mai stato raccontato cosi bene.

Qui le mie first impression sulla terza stagione.

The Handmaid's Tale


Da un prodotto "navigato" ad un altro. Passiamo dal mondo patinato e ricco di Succession al mondo distopico, scarno e angusto di Gilead e delle ancelle capitanate dalla combattiva June.

Elisabeth Moss è riuscita a riempire i vuoti lasciati da qualche piccolo buchetto narrativo grazie ad una recitazione proverbialmente intensa, caricata e clamorosa.

The Handmaid's Tale ha saputo superare benissimo lo scoglio della quarta stagione, creando nuovi filoni narrativi che bene hanno fatto alla serie permettendole di esplorare nuove zone del dolore, della frustrazione e dell'odio.

Qui una delle tante recensioni sulla stagione 4.

Mare of Easttown


Da una grandissima attrice nata, cresciuta e consolidatasi nel magico mondo delle serie tv ad una attrice iconica che dopo tanto cinema e 2 premi Oscar ha deciso di prestare il proprio famosissimo volto alla tv per la prima volta.

Kate Winslet è la protagonista di Mare of Easttown, il drammone HBO che tutti stavamo aspettando e che tra un'intensità enorme, un cast eccellente ed una storia thrillerosa abbastanza avvincente è riuscito a convincere tutti, ma davvero tutti.

Se siete ancora titubanti leggete le mie first impression.

In caso vi servisse un parere ancora più completo cliccate qui per leggere la recensione della prima stagione della serie HBO.


The Underground Railroad


Da un drammone ad un altro ma stavolta con una storia che dal micro si sposta al marco, dal particolare all'universale, dall'individuale dramma al dramma collettivo di un popolo, quello afroamericano, e la sua sofferenza estrema, continuativa ed irreversibile legata alla schiavitù e ai soprusi ai quali è stato legato dalle barbarie dell'uomo bianco e dall'illusione del sogno americano che in quei campi di cotone germogliava per parte della popolazione.

Il regista premio Oscar Barry Jenkins ritrae a modo suo e con un lirismo innato il dolore infinito di quel popolo massacrato e annientato e lo fa attraverso uno sguardo che viene svelato a colpi di magnificiente fotografia e straordinaria regia.

Qui le first impression.

Qui la recensione completa.

Dopesick


Nella cinquina odierna Dopesick è il titolo che non mi aspettavo di inserire ma che poi ho incastrato con assoluta sicurezza. Tutti ne hanno parlato come di una sorpresa ma a ben vedere Dopesick era destinato ad essere un titolo di estremo successo.

Gran cast.

Storia attuale, vera e incredibile.

Facile da seguire ma complessa da accettare.

Non lunga.

Sconcertante.

Ben diretta.

A me pare, a rifletterci bene, che Dopesick fosse fra tutte quella più facilmente pronosticabile a priori.

In ogni caso è stata un successo.

In ogni caso corretela a recuperare.


 

Anche stavolta le menzioni speciali vi invito a vederle più come un'estensione della cinquina. Le serie fuori dalla top 5 avrebbero tutte meritato un posticino, chi più esclusivo, chi meno.

WandaVision è stata la gemma con cui la Marvel ha avviato il cantiere su Disney Plus. Un gioiello impareggiabile.

Maid ha restituito una storia potentissima grazie anche ad una splendida Margaret Qualley.

Foundation ha deluso i fan di Asimov ma ha mostrato i muscoli forse più possenti dell'anno.

The Expanse si avvia alla conclusione dopo aver evidenziato il carattere del campione.

Made for Love ha sorpreso.

The White Lotus lo ha fatto ancor di più.

This is Us ha emozionato.

Arcane ha convinto tutti.

L'America deve guardarsi bene dalla concorrenza ma resta, in ogni caso, la leader incontrastata del mercato seriale.

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