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Le 5 serie tv più sottovalutate del 2020

Come dire se una serie tv è sopravvalutata o sottovalutata?

Servirebbe una scala di misura abbastanza oggettiva da dire che la serie X sia stata poco apprezzata a fronte di una qualità più che sufficiente o viceversa troppo apprezzata a fronte di una risibile resa visiva.

L'apprezzamento verso una serie tv è un pò come quello che avreste per un armadio.

Tutti sono capaci di contenere. Alcuni sono bellissimi. Altri meno. La differenza, spesso è nelle finiture, negli ingranaggi, nella capacità di resistere alle mode e al tempo che passa.

E' un pò quello che capita anche alle serie tv.

Alcune durano lo spazio di qualche tweet, altre generano un'onda che raggiungerà una costa dall'altro lato del globo dopo svariati mesi.

Ho voluto onorare quelle serie che in pochi hanno apprezzato ma la cui onda è da qualche parte pronta a sbattere su degli scogli pronti a riceverle in tutta la loro potenza.

Ecco a voi le 5 serie tv più sottovalutate del 2020.







Criminal


Parto con una serie davvero piccina piccina ma che ha avuto il grande coraggio di rimpicciolire il racconto fino a svilupparlo nella sua atomicità e staticità prediligendone lo sviluppo e i dialoghi per la costruzione e la crescita della tensione.

Criminal è un esperimento in tutti i sensi.

Diviso in 4 parti, o meglio in 4 aree geografiche, ogni stagione è costituita da soli 3 episodi per area, o meglio per distretto.

Location staticissima: un distretto di polizia.

Protagonisti: una persona indagata o quantomeno in stato di fermo ed il team di poliziotti incaricato di risolvere il caso.

La genialità di tutta l'operazione è un'altra. In ogni episodio noi spettatori siamo catapultati in media res all'interno di quella stanza.

Non conosciamo la storia dell'interrogato ne il caso che la polizia sta tentando di risolvere.

Capiremo di cosa si tratta minuto dopo minuto quasi come se fossimo in un live all'interno di una sala interrogatori.

Dialoghi eccezionali e una capacità di costruire la tensione sensazionale. Criminal UK si avvale anche di Guest Star eccezionali come David Tennant e Kit Harrington, giusto per citarne 2.

Dire che Criminal sia un esperimento sottovalutato è di certo un eufemismo.

Proviamo a risollevarlo?

Qui la mia recensione completa.




The Plot Against America


David Simon è al tempo stesso uno degli autori più celebrati e più sottovalutati della storia della tv.

L'ex giornalista ha firmato uno dei pezzi da novanta della storia della serialità tutta: The Wire.

In quel solco ha continuato a scavare regalandoci capolavori come Treme, The Deuce e tantissimi altri.

Ma David Simon è anche un nome che dice poco allo spettatore meno esperto e curioso. Non è Shonda Rhymes, non è Ryan Murphy, non è J.J. Abrams, eppure le sue opere parlano per lui e ci restituiscono un autore attento alla contemporaneità, alla società, alla politica e alla vita, capace di disegnare trame e quadri Michelangeleschi della realtà che ci circonda.

Con The Plot Against America si tuffa in una storia ucronica che ha fatto la fortuna di Roth, autore del romanzo da cui è tratta, e che ci ha fatto rabbrividire al solo pensiero che quanto narrato sarebbe potuto accadere ai tempi della seconda guerra mondiale, ma per fortuna non accadde, e che oggi quel vento nazi-fascista e populista, pur con le dovute proporzioni, è tornato a soffiare.

Qui la recensione completa.




I May Destroy You


Oramai un habituè di queste classifiche, specie se si tratta di esaltarne le qualità, I May Destroy you ha convinto la critica in maniera pressochè totale ma ha faticato a trovare spazio nei cuori del pubblico. Ancora inedita in Italia, ma dovrebbe arrivare presto, la serie britannica potrebbe risultare la nuova Fleabag, serie underdog per definizione che dopo un'annata da "serie di nicchia" è riuscita poi a vincere ogni premio possibile e immaginabile.

Anche qui al timone della barca c'è una donna talentuosissima.

Micaela Coel racconta una storia purtroppo autobiografica mettendo in scena il racconto di una violenza da ella stessa subita durante le riprese della sua prima serie tv.

Lo fa con uno stile ed un tono tutt'altra che cupi e solenni ma proprio per questo ancora più efficace.

Qui trovate la mia recensione, una di quelle di cui vado più fiero.





Mythic Quest: Raven's Banquet


Questa forse non ve l'aspettavate.

Questa piccola ma divertentissima serie Apple ha convinto tantissimo, riuscendo a trasportarci in un mondo che oggi frutta più di cinema e televisione: quello dell'industria videoludica.

Tra personaggi geniali e disturbati, compulsivi e ossessivi, maniacali ed eternamente bambini si consuma questa tragicomeddia contemporanea fatta di CGI e green screen, teste mozzate e cavalieri medievali, youtuber adolescenti e vecchi sceneggiatori falliti.

Un vero spasso che non ha ancora trovato la sua giusta dimensione.




Devs


Forse la vera rivelazione dell'anno.

Uscita ad inizio 2020 ha faticato ad affermarsi nonostante l'emittente FX sia una garanzia e nononstante il pedigree di Alex Garland, autore visionario di questo splendido sci-fi.

Non vorrei scontentare i duropuristi della fantascienza ma Devs è una delle massime espressioni di quello di cui la fantascienza può essere capace.

Una serie straordinariamente originale e capace di alternare paure verso un mondo potenzialmente inumano alle certezze rispetto alla stessa capacità dell'umanità e dell'essere umano di mettere l'amore e l'emozione al di sopra di ogni cosa.

Completano il quadro una colonna sonora favolosa e degli ottimi dialoghi.