top of page
  • cinguettio
  • Instagram
  • Facebook Icona sociale

Lo spettatore veloce

"Un articolo recente, insomma...".

"La serie è uscita "solo" 5 anni fa!".

"Peccato che il pilot sia stato rilasciato oltre 2 settimane fa...".

"Aggiornati! Stai parlando di uno show di cui tutto il web parla da giorni!".


Potrei continuare a lungo, copiando qui i tanti commenti che, a mezzo social, da 4 anni leggo in calce ai miei post, post che, come sapete, non hanno fini di lucro (per adesso) e sono sempre e solo a carattere seriale e pertanto afferenti ad una sfera abbastanza leggera per quanto permeante le nostre vite da serialfiller.

Oggi riprendo quei commenti, abbracciandoli idealmente tutti, per una digressione disordinata ma appassionata su quello che nel titolo chiamo "lo spettatore veloce" ovvero quel tipo di utente che oramai domina la partita di quelli col telecomando in mano e che, nella tv dello streaming fa la parte del leone.

Se, caro mio lettore, veloce o meno che tu sia, vuoi dare un'occhiata a qualcosa di fresco fresco da leggere, ti rimando, intanto, agli ultimi post pubblicati.

Le serie tv oggi metodo di fruizione streaming

Qualche giorno fa, proprio mentre, in uscita da facebook con le ossa rotte per aver osato ricordare al mondo l'esistenza di Years & Years e DEVS con qualche anno di ritardo rispetto all'uscita (tra l'altro promuovendo post scritti in contemporanea con i series finale delle due bellissime serie) mi sono imbattuto in un articolo che riportava come, anche in riferimento ai suoi più grandi successi, Netflix constatasse che il 90% delle visualizzazioni avvenisse nei primi giorni di uscita.

Pensate che The Nigth Agent di Netflix (qualitativamente, tra l'altro, non eccelsa), in top 10 all time per numero di visualizzazioni, sembrerebbe aver toccato il miliardo di ore di visualizzazione.

Un dato impressionante ma che, letto analiticamente nella sua distribuzione temporale spaventa ancora di più se guardato nell'ottica della velocità di fruizione a cui siamo abituati.

A differenza di quello che avveniva, infatti, per un gran bel disco musicale di successo, presente in classifica per mesi, o addirittura un paio d'anni, o per un film capolavoro da distribuire al cinema ad oltranza fino a che il pubblico non ne avrebbe avuto abbastanza, una serie da un miliardo di visualizzazioni sembra avere vita breve.

In che senso?

Nel senso che, The Night Agent ha fatto il pieno di visualizzazioni nei primi giorni andando a scemare cosi tanto da essere relegata, dopo un mese, a serie vista da poche decine di utenti. Un dato, a mio modo di vedere, senza senso logico ma che riflette benissimo questi nostri tempi fatti di approssimazione, fretta, ansia di chiudere il discorso. Non siamo nei tempi dell'ozio come virtù ma nei tempi dell'ozio come vizio. Non intendiamo il fermarci come un momento utile per riflettere, immaginare, creare, costruire ma come un momento di stop, di interruzione dalle attività quotidiane, di perdita di tempo, di sconfitta. Questo si traduce in una compulsiva voglia di esserci. Essere sui social, essere sul pezzo rispetto all'ultima serie uscita 2 secondi fa, l'ultimo brano musicale pubblicato 3 secondi fa, l'ultimo film in onda da appena 4 secondi. Per noi, oggi, esserci equivale a vivere affannosamente il presente senza mai, però, esserci davvero. E' un atteggiamento che oramai fa parte di noi e che ci rende insensibili, oramai, a molte cose. Dall'impegno civile, alla responsabilità collettiva, dal modo in cui lavoriamo al modo in cui ci rapportiamo. Forse la sto facendo più complicata di quel che è ma come spiegare, in termini psicologici, attitudinali, sociali il fatto che le serie più viste, quelle più amate, famose, divenute un fenomeno di massa si spengano anch'esse dopo poche settimane? Come spiegare, in correlazione, a questo inconfutabile fatto che un'ampia fetta di spettatori, utenti, lettori, commentatori, reputi vecchio, poco aggiornato, inutile un qualsiasi scrittore, commentatore, critico che osi parlare di uno show qualche settimana dopo l'uscita di quest'ultimo. Secondo questa linea di pensiero, dunque, oggi non potremmo parlare di The Sopranos o The Wire, di The Leftovers o Breaking Bad in quanto uscite anni fa e quindi, secondo questa scuola di pensiero, non attuale.

Secondo questa filosofia divulgata dai nostri geni contemporanei, dunque, dovremmo bruciare ogni copia de L'Iliade o de La Divina Commedia o di Romeo e Giulietta o addirittura de La Bibbia da ogni scaffale di ogni singola libreria del globo poichè non scritti la settimana scorsa, cosi come dovremmo fare un gigantesco rogo per facilitare la sparizione di tutte le copie, analogiche e digitali, di vecchi capolavori della cinematografia, da The Godfather a Quarto Potere, passando per Taxi Driver e Pulp Fiction.

Trovo tutto questo deprimente oltre che grottesco. Un conto è essere sulla cresta dell'onda, restare aggiornati sempre (la classifica LIVE serve proprio a quello per quanto mi riguarda), altro conto è vivere con la FOMO addosso e proiettarla verso i propri interlocutori sempre e a qualsiasi costo rendendoli, all'interno del discorso, quelli, de facto, poco aggiornati, arretrati e totalmente inaffidabili in quanto non fautori della cultura della velocità.

Se prodotti di serie B come The Night Agent o Ginny & Georgia finiscono in vetta con decine e decine di milioni di ore di visualizzazioni in pochi giorni (per poi finire nel dimenticatoio dopo 3 settimane) un motivo ci sarà e non è certo legato alla qualità dei prodotti stessi o di chi li guarda ma ad un nostro comune sentire come prioritario il fatto di doverli vedere a tutti i costi e subito prima che qualcuno ci spoileri l'episodio 3 o prima che il collega alla macchinetta ci faccia la fatidica domanda "Ieri notte ho finito l'ultima serie Netflix. Tu l'hai già vista?", proiettandoci in una dimensione oscura fatta di accidia, vergogna ed un pizzico di delusione verso noi stessi.

Qualità ragazzi, qualità!

Pretendiamola anche da noi stessi, anche in quello che guardiamo, quando lo guardiamo e, a questo punto, in come decidiamo di guardarlo ed in quanto tempo.

La velocità, a meno che non siate piloti di formula 1, non è sinonimo di bellezza, godimento o serenità.

Parola di un serialfiller navigato con migliaia e migliaia di ore di visualizzazione accumulate sulla sua fidelity card seriale!

33 visualizzazioni

Post recenti

Mostra tutti

Comments

Couldn’t Load Comments
It looks like there was a technical problem. Try reconnecting or refreshing the page.
bottom of page