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Loki: ne è valsa la pena? For All Time. Always!

Volevate un finale col botto?

Siete stati accontentati.


Volevate una degna connessione con il Marvel Cinematic Universe?

Siete stati accontentati.


Volevate una forte evoluzione del personaggio principale?

Siete stati accontentati.


Volevate sorprese a go-go in questo attesissimo finale?

Siete stati accontentati.


Volevate un villain che il 99,99% dei villain dell'universo seriale e cinematografico "scansati"?

Siete stati accontentati.


Volevate trascorrerete 45 minuti in beata tranquillità condita da un forte intrattenimento?

Siete stati accontentati.


Volevate anche una seconda stagione di Loki?

Siete stati accontentati anche su quello.


Per tutto il resto?

Oltre a Mastercard c'è questa recensione.

Che Loki sia stata la più amata delle 3 serie Marvel/Disney sinora approdate sugli "schermi" di Disney Plus mi pare cosa assai palese.

Wandavision aveva entusiasmato, The Falcon And The Winter Soldier proseguito il percorso generale su Capitan America e la figura dell'eroe, non senza sbavature ma con un livello sempre molto alto.

Loki ha preso il meglio dell'una e dell'altra serie, arricchendolo con elementi specifici della mitologia del suo protagonista, ed aggiungendo a questo anche una spiccata capacità di inserirsi nello spazio/tempo del Marvel Cinematic Universe non solo con riflessioni ed easter egg ma anche con una gigantesca rivelazione che anticipa e rivoluziona l'MCU cinematografico e non solo.

Quello a cui assistiamo in questo finale di stagione (si, è un finale di stagione e non di serie visto che la scena post-credit annuncia una seconda stagione di Loki) è una rivelazione che in molti attendevano ma che, diciamoci la verità, in pochi credevano possibile.

"He Who Remains" è e sarà, con ogni probabilità, il nuovo Thanos di questa nuova fase che l'MCU vivrà.

Il fatto che egli appaia, per la prima volta non sul grande schermo ma sul piccolo schermo ci da la cifra di quanto la serialità, anche per un colosso come la Marvel, stia ricoprendo un'importanza capillare nell'universo espanso della casa fondata da Stan Lee e, direi, in tutta l'industria cinematografica.

L'avvento di colui che conosceremo meglio in Ant Man & The Wasp: Quantumania, scompagina ogni cosa, ridefinendo percorsi vecchi e nuovi, scelte fatte e che dovranno essere ancora fatte da parte di eroi e villain che in questi anni abbaimo imparato ad amare ed, in parte, idolatrare.

Non è un caso se l'opening credit del sesto episodio, oltre a girare le pagine dei fumetti come sempre e ad accompagnarci, col suo fruscio cartaceo e fumettoso, verso l'inizio della serie, indugi su estratti di dialoghi e monologhi celeberrimi, strappati dalle pagine dei capitoli degli episodi precedenti, non di Loki, non di WandaVision, non di The Falcon and The Winter Soldier, ma di Capitan America, Black Panther, Iron Man, Spider Man, Thor, Doctor Strange e tutti gli altri film che hanno composto la sterminata collana Marvel.

E' una manifestazione di intenti che sin da subito dichiara che quello che vedremo non sarà "solo" un episodio di Loki ma un momento catartico e illuminante per tutto l'universo espanso Marvel, uno di quei punti fissi nel tempo (per dirla con le parole del Doctor Who) con cui tutti dovranno fare i conti.

L'approdo di He Who Remains è funzionale, come ci dirà il finale, ad aprire le porte al multiverso, e più in particolare alla Multiverse War, dove innumerevoli versioni del personaggio interpretato da Jonathan Major (Lovecraft Country) invaderanno lo spazio/tempo in una gloriosa battaglia senza esclusione di colpi fra versioni alternative del personaggio che tutti noi finiremo per conoscere con il nome di Kang il Conquistatore.

Chi segue rumours e news sul MCU avrà intuito che colui che si celava dietro il Vuoto, Alioth, la TVA ed i Time Keepers è lo stesso personaggio che da tempo viene messo al centro dei futuri film della Marvel, e che, semplificando, viene indicato da mesi come "il nuovo Thanos".

Questa puntata ci permette di sbirciare il personaggio e di farci un'idea di quello che Major possa offrire nei panni di questo spaventoso villain.

La sensazione è che Major possa essere un eclettico ed egregio interprete di Kang, tuttavia, dato lo spessore del personaggio, non possiamo non interrogarci su quanto sarebbe stato più opportuno selezionare un attore più "navigato" (Denzel Washington? Mahersala Alì?) e di sicurissimo affidamento anzichè il pur bravo Major.

Vedremo.

L'episodio non si limita ad introdurlo ma si prende la briga, e di certo il gusto, di definirlo e di regalarci una sorta di "origin story" se non del personaggio di tutto quello che il personaggio rappresenterà.

"He Who Remains" è Kang ma è anche Immortus, ed è anche il Centurione Scarlatto, ma è soprattutto Nathaniel Richards, uomo che nel XXXI secolo si mise in contatto con versioni alternative di sè stesso, in seguito alla scoperta di mondi paralleli collassati sul proprio. Quella che all'inizio fu una bella e fruttuosa collaborazione fra le parti, divenne ben presto una guerra del tempo, nella quale interi mondi furono distrutti dalla furia e dalla sete di potere di alcune versioni di Richards (ditemi se questa non è la trama di quella bella e sottovalutata serie che è Counterpart, con protagonista JK Simmons!).

L'uomo dietro tutti gli inganni a cui abbiamo assistito in Loki è solo una di quelle versioni di Nathaniel Richards ed, in un certo senso, ne rappresenta la versione più buona, sempre che si possa rappresentare come "buono" un personaggio che annichilisce il libero arbitrio e spazza via intere esistenze al solo scopo di preservare la Sacra Linea Temporale.

Ed è qui che entra in scena Loki, o meglio entrano in scena Loki e Silvye, costretti, ad un certo punto, a scegliere se prendere il posto del burattinaio, diventando essi stessi burattinai e dunque artefici degli orrori contro cui stavano lottando, o se uccidere "Colui che rimane" sapendo che, cosi facendo, avrebbero si ripristinato il libero arbitrio nel mondo ma scatenando una guerra totale fra i multiversi e "liberando" tutte le versioni di Nathaniel Richards e dunque anche Kang il Conquistatore.

Su questo dilemma Kate Herron (a proposito complimenti a lei per la scelta di costruire una serie cosi intima) si gioca tutto. Mettendo Loki di fronte alla potenziale realizzazione dei sogni che hanno caratterizzato la propria esistenza, la Herron mette Loki di fronte a sè stesso costringendolo a scegliere fra la versione che avrebbe sempre desiderato essere e quella che può scegliere di essere.

Loki il signore del tempo, il conquistatore, il re, il mago, il burattinaio, il "compagno", l'amante, l'amato oppure Loki l'assassino, il vendicatore, il carnefice, l'uomo che ha distrutto e ucciso l'essere più potente dell'universo?

In 2 momenti diversi, prima di incontrare Kang e poco prima di doverlo "lasciare", Loki compie la scelta più umana e libera, rinnegando la versione di sè stesso "classica" e ultimando, definitivamente, il suo percorso di crescita.

Sarà proprio la versione riflessa in Silvye a tradirlo, a deluderlo, a ferirlo, ad ostacolarlo nella sua compiuta fase di crescita.

Silvye è un Loki con meno esperienze sulle spalle, un Loki 1.0, un Loki che non ci è passato ancora attraverso alcune fasi di una vita fatta di "glorious purpose".

Nonostante l'amore, nonostante il sogno di un amore vero, nonostante il sogno di una gloria infinita, Loki predilige la scelta giusta, mettendo a rischio tutto e accantonando egoismi.

L'uomo che era entrato Dio dell'inganno finisce per diventare uomo, con lo "U" maiuscola.

Il villain ineffabile si è fatto eroe. Senza che nessuno possa avere nulla da ridire sul percorso che lo ha portato a questa inversione ad "U".

Il finale è già storia.

Per chi non lo avesse pienamente capito, l'uccisione di Colui che Rimane scatena una ramificazione compulsiva della linea temporale.

Tale ramificazione darà vita e linfa alle versioni "cattive" di Richards, generando decine di mondi, decine di TVA, decine di Mobius, decine di universi paralleli, nei quali, probabilmente, Kang il conquistatore regnerà incontrastato e proverà a dominare tutti gli universi, proprio come Colui Che Rimane aveva anticipato.

Un Loki spaesato e ferito si troverà al cospetto di una TVA dove una statua di Kang si erge minacciosa.

Silvye è stata la miccia ed il detonatore di una guerra che si preannuncia infinita.

Loki potrebbe esserne il Salvatore?

La seconda stagione risponderà a questa domanda.

La prima (stagione) ci ha detto che Loki è una serie grandiosa, spettacolare ma soprattutto intima e ben scritta.

Il futuro nasce oggi, nasce qui.


For All Time.

Always.










Voto Episodio: 8,5


Voti Stagione:


Sviluppo Personaggi: 9,5

Complessità: 8

Originalità: 9,5

Autorialità: 7++

Cast: 8++