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Loki: The Nexus Event

Il pilot mi aveva accecato.

Il secondo episodio, The Variant, inebriato.

Il terzo, Lamentis, mi aveva parziamente deluso.

Arrivati al quarto episodio era tanta la curiosità di scoprire se Loki sarebbe stato quello caciarone, divertente ma sperimentale e ambizioso dei primi 2 episodi o quello più intimo e “whovian” della terza puntata.

Nella migliore delle tradizioni Lokiane, il quarto episodio non assomiglia ai precedenti, ma si presenta, dall’inizio alla fine, come un combinato disposto di intrattenimento, suspence e introspezione.

Da questo punto di vista, forse, The Nexus Event, è il più completo fra tutti gli episodi, capace come è stato di accontentare i fan più smaliziati, quelli più emotivi e quelli, infine, passati qui per caso a caccia di un prodotto leggero che li facesse staccare il cervello per qualche ora.

Al netto di questa considerazione, quanto è stato cool e importante The Nexus Event?

La risposta, un po spoilerosa, dopo la pubblicità (magari!).

Come era prevedibile, Loki e Sylvie, non resteranno a lungo su Lamentis.

Giusto il tempo di vivere il loro momento “Melancholia” (sempre caro mi fu Lars Von Trier) che vengono risucchiati dagli agenti della TVA e riportati a “casa” dove li aspetteranno niente di meno che i Time Keepers in persona.

Quanto avvenuto su Lamentis è servito a preparare il terreno a quello che sarebbe accaduto in The Nexus Event.

Il legame fra Loki e Sylvie funziona da molla affinchè Loki sia concentrato su un obiettivo più romantico e umano e non solo sulla sopravvivenza e sul potere come motore delle sue azioni. La scoperta, da parte di Loki, che gli agenti della TVA non sono altro che ex varianti sarà la variabile impazzita che scatenerà la morbosa curiosità e il crollo delle certezze di Mobius e B-15.

Quello a cui assistiamo è un susseguirsi di colpi di scena che spiazzano un po tutti ma che forse potevano essere resi meglio.

Idem per la battaglia corpo a corpo nel tempio dei Time Keepers, molto raffazzonata e poco “Marvel”, sia per come è stata gestita sia per la resa visiva abbastanza approssimativa.

Al termine della visione si ha l’impressione di essere stati messi di fronte ad un colossale WOW per quello che è successo e di essere immediatamente attratti da quello che è accaduto ma soprattutto da quello che potrebbe accadere.

La scena post-credit apre scenari ampissimi sulla storia e su tutto l’MCU, con l’ingresso di nuovi e variegati Loki ed una guest star di livello come Richard E.Grant.

Tutto bello dunque?

Si ma con i dovuti distinguo.

Idee e coraggio da vendere ma la vena “artistica” sembra essere poco gonfia, poco piena di sangue e linfa. Combattimenti gesti male, innovazione “visiva” ai minimi storici per un prodotto Marvel e con forse troppa carne al fuoco che rischia di depotenziare quello che verrà.

La nota che a me appare più stonata (ma che vedo essere abbastanza amata dal resto del mondo) è questo amore cosi forte e improvviso di Loki verso Sylvie.

Ci sta. L’evoluzione ci sta ed è stato gettato bene il terreno per far si che ciò avvennise. Quello che stride è la velocità e la pienezza con cui Loki è disposto a “concedere” il suo cuore a quella che fino a poche ore prima era solo una sconosciuta.

La soddisfazione è tanta per questo episodio ma, visto qualche difettuccio e data qualche accelerazione di troppo, è bene restare coi piedi per terra.

Fino alla fine dei tempi.




Voto episodio: 8++