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Love Life: la prima serie di HBO Max, non sembra una serie di HBO

Il 27 maggio del 2020 è stato un giorno che gli appassionati di serie tv e gli addetti ai lavori avevano cerchiato in rosso sul calendario appeso al muro, o forse più realisticamente annotato sul calendar di outlook o gmail.

In quella data la HBO avrebbe raddoppiato la sua presenza nell'universo audiovisivo. Un pò per convinzione, un pò perchè Netflix va in qualche modo contrastata, HBO ha lanciato la propria piattaforma streaming, la propria Netflix per dirla come la direbbe un vostro zio oramai in pensione: HBO Max.

Se avete letto qualche mio post allora saprete cosa penso di HBO. Per riprendere un mio stesso paragone, HBO è per la tv quello che Woodstock era e rappresenta per il rock.

Libertà di espressione, no censura, creatività massima, spazio a prodotti che non troverebbero spazio altrove e grandi sforzi produttivi. Un simbolo di coraggio e qualità che non ha avuto e, forse tuttora, non ha eguali.

Mentre gli "altri" inondavano i propri canali con Beautiful e Dallas, la HBO faceva la storia. Six Feet Under, The Soprano, The Wire (tanto per citarne alcuni) rappresentavano il nucleo della "Golden Age" televisiva. Titoli dirimenti, dei veri caposaldi della serialità, i quali hanno creato una scia che in tanti hanno seguito, da Mad Men a Breaking Bad, passando per The Americans e The Good Fight. Un nuovo modo di fare televisione, proseguito con altri capolavori, da The Leftovers a Watchmen, fino all'ultimo prestige drama di portata globale: Game of Thrones.

Era ovvio, dunque, che il lancio di HBO Max fosse attesissimo.

Love Life è il titolo d'esordio della piattaforma, e con essa ha debuttato lo scorso 27 maggio.

Pur con la sua mole di cose interessanti, Love Life ha immediatamente deluso. Il peso delle aspettative ha "bruciato" la serie rendendola, quasi subito, un mezzo fiasco.

Il motivo principale è quello che ho provato a riassumere nel titolo di questo post: Love Life non sembra una serie HBO.

Non che i prodotti HBO siano tutti simili, anzi. Home Box Office è nota per la sua varietà di offerta ma al tempo stesso per un suo preciso modo di fare le cose, di strutturarle, di partorirle. Una certa gravitas su storie e personaggi, una qualità di ricostruzione di ambienti, epoche e contesto storico, casting sempre azzeccato.

Con Love Life ci si trova immediatamente spiazzati.



E' straniante pensare che la casa di The Sopranos, Watchmen, True Detective, The Wire, abbia scelto di piazzare una comedy romantica come prodotto da mettere in vetrina all'inaugurazione. Scelta non sbagliata di per se ma sicuramente inusuale.

Il cast giovane e non mirabolante si è rivelato efficace ma poco attraente. Se lanci un nuovo contenitore è importante, anche, avere dei testimonial che richiamino l'attenzione del pubblico.

Il formato da comedy (30 minuti circa) poco si addice alla cultura HBO, che annovera comunque titoli appartenenti a questo genere e di grandissimo successo.

Ci sono, insomma, una serie di parametri fin troppo classici che hanno fatto partire un pò con il freno a mano la serie tv di HBO Max

Ne risulta una serie carina ma troppo poco dirompente.

In fondo, Love Life è una comedy romantica, con protagonista Anna Kendrick, scritta da Sam Boy, ambientata a New York, che segue le vicende amorose di Darby, ragazza in cerca dell'amore e di se stessa nella grande Mela contemporanea.

Una sinossi che non genera alcun brivido. Una trama che abbiamo letto mille altre volte, su piattaforme e canali molto meno rinomati.

Anna Kendrick è croce e delizia, una scelta di casting strana.




Riesce nella rara trasmissione di sentimenti contrastanti, polarizzanti rispetto al suo personaggio.

In certe occasioni è assolutamente adorabile, perfetta, specie nei momenti in cui viene messa in scena la sua crescita personale o assume un ruolo di supporto ad amici, amanti e persone care. La Kendrick riesce a creare una vera connessione con lo spettatore quando si commuove, si da forza, anima la sua Darby, oggetto spesso amorfo e privo di personalità ma che proprio per questo riesce a trasmettere una buona dose di empatia.

In molte occasioni, specie nella prima parte, sembra essere invece fuori luogo, fuori parte.

Un'attrice come la Kendrick, brava ma non fenomenale, sembra un pesce fuor d'acqua rispetto a 2 importanti situazioni ricorsive nella serie: la sua scalata professionale ed i suoi rapporti amorosi.

Nel primo caso non ci è quasi mai dato modo di capire come possa Darby evolvere. Letteralmente. La sua evoluzione è frutto di qualcosa che non percepiamo, non vediamo, non ascoltiamo. Questo depotenzia la sua, pur eccellente, crescita come donna.

Nel secondo caso risulta abbastanza inspiegabile come una ragazza timida, non esplosiva, non sexy come vorrebbero far credere i suoi tanti rapporti con partner follemente innamorati di, lei, risulti di fatto una donna apprezzata, sin dal primo sguardo, da tanti uomini, diversi fra loro ma accomunati dal perdere la testa per lei al primo incrocio di sguardi.

E c'è una differenza sostanziale tra il sostenere che Darby è una donna eccezionale e dunque merita il meglio (tesi condivisibile) ed il mostrare una Darby rubacuori al primo appuntamento. E' out of charachter.

Ne risulta dunque un quadro, anche qui, straniante.

Questo non deve far passare in secondo piano, però, una lenta e ben costruita evoluzione del personaggio e del racconto tutto.

Da questo punto di vista, Love Life, è una bella serie, capace di raccontare una crescita, più che un cambiamento.

La Darby del primo episodio è totalmente diversa dalla Darby del decimo episodio.

E' sempre la stessa Darby ma è effettivamente maturata, non per il numero di esperienze fatte e per il numero delle cose accadute ma per l'effettiva capacità di trarre degli insegnamenti dagli eventi occorsi nella sua vita.

Darby ne fa tesoro e riempie i cassetti dell'esperienza con importanti lezioni, lezioni che la rendono forte e capace di amare e perdonare più facilmente, rendendola anche un punto di riferimento per le persone care.

Un percorso credibile e ben sviluppato che va difeso e sottolineato.

Per queste ragioni, Love Life non va stroncato, ma di certo va preso per quello che è, che è diverso da quello che ci aspettavamo: una buona serie, di durata breve e di passo fiero e costante. Non è la serie della vita, non quella che cambierà gli equilibri dell'industria televisiva e sicuramente non una serie da HBO.



Trama: 5

Sviluppo Personaggi: 7 +

Complessità: 5

Originalità: 3

Impatto sulla serialità contemporanea: 4

Comparto tecnico: 5

Regia: 5

Intrattenimento: 5,5

Coinvolgimento emotivo: 7

Soundtrack: 5



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