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Lucky Hank - Bob Odenkirk alla sua prima serie post Better Call Saul

Quando nel 2013 finì Breaking Bad, per me era diventata una quasi ossessione seguire i lavori successivi di chi aveva fatto parte di quel progetto che aveva cambiato la vita seriale, e non solo, di molti di noi.

Conoscere i percorsi che avrebbero intrapreso Aaron Paul, Bryan Cranston, Giancarlo Esposito, Bob Odenkirk era diventato un obbligo morale. Li avrei seguiti ovunque.

Per qualcuno di loro il futuro fu una strada dritta verso il recente passato. Bob Odenkirk, in particolare, solo pochi mesi dopo la fine del capolavoro di Vince Gilligan, iniziò le riprese dello spinoff di Breaking Bad, riprendendo il ruolo dell'avvocato Saul Goodman (e di Jimmy McGill, di Viktor, di Gene Takovic...).

Terminato Better Call Saul, con quel "Saul Gone" che lo scorso agosto travolse di emozione ogni mia cellula fino a spingermi a scrivere la mia più lunga, sentita ed appassionata recensione da quando esisto (qui trovate quell'articolo), Bob Odenkirk, insieme a Rhea Seehorn, sono diventati le mie nuove ossessioni seriali.

Per Rhea, il futuro sarà ancora con Vince Gilligan ma lontano da Albuquerque.

Per Bob, invece, il futuro è già adesso visto che da qualche giorno è uscita su AMC la nuova serie tv con protagonista Odenkirk.

Il titolo è Lucky Hank e lo trovate, appunto, su AMC, guarda caso emittente di Breaking Bad e Better Call Saul, giusto per rendere ancora più circolare il discorso avviato poco fa.



E veniamo a Lucky Hank.

La serie è tratta da un romanzo del 1997 dal titolo Straight Man.

Bob Odenkirk interpreta il protagonista William Henry Deveraux Jr.

Nessuna traccia dell'Hank che da il titolo alla serie. Almeno per ora.

E questo, per quanto possa sembrare una stupidaggine, mi intriga.

William è un professore di cattedra, il "chair" (e qui mi è tornata in mente questa serie) del dipartimento di lettere di una scuola, il nostro liceo, di un paesino non meglio identificato degli Stati Uniti d'America.

Al suo fianco Mireille Enos ad interpretare Lily, moglie di William e manager di un altro istituto scolastico.

Sin dalle prime battute ho avuto la sensazione che saremmo andati a parare sul tema della cancel culture e, a fine primo episodio, devo dire che l'intuizione, seppure molto marginale, è stata azzeccata.

Ma quello, francamente, non mi sembra essere il punto focale.

William, infatti, è un uomo indecifrabile eppure abbastanza piatto, comune e monodimensionale.

All'apparenza.



Mi è parso di intravedere scampoli proprio di Breaking Bad e Better Call Saul nella manipolazione iniziale del personaggio.

Un uomo buono, placido, tranquillo, quasi annichilito dalla vita che gli sta passando davanti senza sussulti ma un uomo con grande personalità, potenzialità e, probabilmente, un lato oscuro che credo possa emergere pian pianino (non che dal secondo episodio possa produrre metanfetamina o uccidere gente a caso ma sicuramente un uomo che potrebbe rivelare un lato più scoppiettante di se stesso). Tutto potrebbe emergere, con una venatura che mi sembra molto più tendente al comedy che al drama.

In definitiva, Lucky Hank mi intriga molto e molta voglia di andare avanti mi ha lasciato.

Sarà perchè a Bob Odenkirk non riesco a dire di no, sarà perchè il pilot ha detto pochissimo senza però annoiare mai, senza mai sembrare piatto, sbiadito e spiazzato, sarà perchè credo possano esserci gli estremi per una grande serie, io una bella scommessa su Lucky Hank la farei.

Senza sperarci troppo ma confidente che possa essere una bella rivelazione grazie, soprattutto, al mio carissimo amico seriale Bob, che fu Saul, fu Gene, fu Viktor, fu Jimmy e che per me rappresenterà sempre un porto seriale sicuro.

Voglia di continuare a vederlo: 9

Voglia di consigliarlo: 7,5

Originalità: 7

Cast: 9

Comparto Tecnico: 6,5

Opening: 3

Dove Vederla: AMC

Anno di uscita: 2023

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