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Maid non smetterà di prendervi a calci nello stomaco. Siete pronti?

Non vi spaventano le serie potenzialmente noiosette?


Cercate sempre un messaggio importante nelle serie che guardate?


Le serie intelligenti e profondamente vere meritano applausi a prescindere?


La violenza sulle donne va denunciata e debellata anche grazie all'arte visiva?


Maid è una serie tv che vi permetterà di entrare nella vita tristissima di una giovane madre vittima di abusi, soprattutto psicologici, da parte di un marito alcolizzato e tormentato e soprattutto vi porterà dentro la forza portentosa di una donna che farebbe di tutto per proteggere la propria figlia di 3 anni da quello spaventoso vortice di insensata violenza ed atroce violenza.

La serie Netflix con protagonista Margaret Qualley è una delle serie rivelazione del 2021 e non smetterà di prendervi a calci, pugni e testate nello stomaco, nonostante un ritmo lento che potrebbe indurvi a percepirla negativamente.

Per chi come me ha adorato The Leftovers, Margaret Qualley non è una sorpresa. La ricorderete forse in Once Upon A Time in Hollywood di Quentin Tarantino, libera e tentatrice insieme a Brad Pitt.

Con Maid la cara Margaret ha finalmente avuto la grande occasione di essere la protagonista assoluta, e quasi totalizzante, di una serie costruita intorno a lei (non è un riferimento a Banca Mediolanum ma meglio specificarlo).

Nella serie Netflix ella interpreta Alex, una donna giovanissima ma che sembra avere davanti a se un abisso alla quale pare essere predestinata. Il matrimonio infelice (per usare un eufemismo), il conto in banca azzerato, la difficoltà nel sentirsi libera e indipendente (o meglio l'impossibilità di esserlo), il non essere stata una di "quelle che sono andate al college", genitori che, per motivi diametralmente opposti, l'hanno abbandonata da tempo ed una figlia di 3 anni da accudire e proteggere, proiettano Alex in una dimensione di totale annichilimento rispetto a qualsivoglia speranza di emersione rispetto ad una mediocrità assoluta.

Tutto ciò si stagna all'interno di una cornice domestica nella quale Alex è ripetutamente vittima di abusi che toccano soprattutto la sfera psicologica. Suo marito Sean (un bravissimo Nick Robinson) è l'emblema di un sistema patriarcale ruralissimo nel quale la donna è vista come un suppellettile alla stregua di una calamita da apporre al frigo e di una badante alla quale affidare la prole e le faccende domestiche. Ma Sean non è solo un uomo dalla visione retrograda rispetto alla figura femminle. Egli è anche un marito violento, un alcolizzato che vive costantemente dietro l'alibi dell'alcol per non rispondere mai delle sue azioni, dei lanci di oggetti contro il muro, delle urla, delle porte sbattute in faccia ad Alex, delle costrizioni, delle restrizioni ad ella imposte ogni santo giorno.

La vita tristissima di Alex è figlia di Sean e dell'atteggiamento di quest'ultimo o è figlia dell'accettazione che quella vita sia l'unica possibile?

Maid risponde esattamente a questa domanda, aprendo gli occhi a noi sull'inferno quotidiano di una giovane donna vittima di violenze domestiche e sulla speranza che tali condizioni possano essere migliorate da chi sta intorno e spinte dalla forza e dal coraggio di ribellarsi a questo silenzioso ed atroce destino.

La serie non cincischia e sin da subito ci mostra la dinamica del rapporto tra Alex e Sean.

Son 2 ragazzi che un tempo si nutrivano genuinamente di un sincero amore reciproco, forse anche romantico. Si percepisce sempre la chimica che un tempo li ha condotti al matrimonio e alla genitorialità. Alex, però, è divenuta, in poco tempo e forse senza accorgersene, un sacco da boxe contro il quale Sean potesse scagliare la frustrazione di una vita grama trascorsa in una roulotte tra i boschi ed i bar della contea nei quali guadagnare qualche dollaro e ubriacarsi fino allo svenimento.

Quando Alex aprirà gli occhi su tale situazione proverà a proteggersi all'interno della rete prima familiare, poi amicale, poi sociale che dovrebbe tutelarla rispetto ad un marito cosi inadeguato ad amarla e, egli stesso in primis, a proteggerla.

Alex si troverà di fronte un muro fatto di non detti, protezioni quasi criminali fra uomini solidali solo a sè stessi, una famiglia disintegrata e assente, amici mai disposti a sostenerla (e a crederla) e ad un tessuto sociale non pronto a farsi carico della tragedia che accomuna nel mondo milioni di donne.

E' in quel momento che in Alex si farà strada l'idea di dovercela fare da sola, di dover mirare ad un solo obiettivo, inderogabile: l'indipendenza.

Una parola che pare essere quasi utopica, politica, lirica ma che trasuda realtà da ogni poro.

Essere indipendenti vuol dire essere capaci di badare a se stessi sotto ogni punto di vista, economico, culturale, temporale, mentale.

Come riuscirci quando sei una donna senza un quattrino, senza una casa, senza una famiglia, senza un bricioli di umanità a supportarti e senza un minimo di supporto da parte di chi ami?

Alex è la protagonista di un'epopea che strazia il cuore e ci tiene incollati allo schermo.

La risposta la troverà dentro di sè, lavorando sulla propria dimensione di donna, madre, moglie, essere umano.

La risposta, ma questo è solo un contorno narrativo, sarà nel diventare una donna delle pulizie, da cui il titolo dello show, che navigherà nelle vite e nelle case in cui il suo aspirapolvere, i suoi guanti, le sue pezze porteranno freschezza, pulizia, brillantezza. La risposta sarà in un diario. La risposta sarà nel riuscire a scrivere di sè stessa e soprattutto per sè stessa. La risposta sarà nel fare a meno degli altri per essere pronta per affrontare il mondo a viso aperto, per lei e per sua figlia, lontana da uomini come Sean ma anche lontana da uomini per bene e solidali come Nate, incapaci, in modo diverso, di essere davvero lì per lei in qualsiasi momento.

Lungo tutto il sentiero tracciato dai 10 episodi della serie, tifiamo per Alex, soffriamo con lei, la incitiamo, sentiamo sulla nostra pelle il peso delle umilianti sconfitte, le brucianti parole di Sean prima, del padre poi, della madre ancora, degli amici intorno, degli assistenti sociali impotenti di fronte a tali invisibili tragedie. Muoriamo dalla voglia di vederla trionfare, di vederla anche solo riuscire ad incassare qualche decina di dollari per poter sfamare la dolcissima Maddy.

Maid ha la grandissima capacità di farci immedesimare nella protagonista e di non cadere mai nell'errore di appiattire il tema della violenza sulle donne ad uno stereotipo di donne debolissime, subalterne ai propri uomini, pesantemente picchiate, sfatte, stordite, carcasse fumanti che generano solo pietà.

Alex è fuori dallo stereotipo che da anni ci propinano film, serie, racconti, documentari, inchieste, giornali, telegiornali.

Alex è una donna forte i cui problemi non sono assolutamente minori a quelli delle altre donne ritratte in questi anni. Alex vive su un campo minato ogni giorno, viene sfrattata continuamente, fatica a trovare il lavoro, non ha in tasca qualche dollaro per effettuare rifornimento. Alex non piange, non si dispera, non si abbandona perchè sa che se lo facesse oltre a lei anche la sua Maddy sprofonderebbe in quel metaforico divano di sofferenze e possibilità mancate.

La forza che la anima è l'amore per la propria figlioletta prima e la determinazione di poter guardare negli occhi il proprio aguzzino poi e lasciarlo dietro le spalle, ingrigito dalla birra, intristito dalla miseria della sua patetica vita mentre Alex a piccoli passi si fa grande, si riappropria della sua esistenza e gioisce insieme alla sua bimba.

L'altra incredibile forza di Maid è il farci notare quanto sia importante per un essere umano determinare la propria vita e non la propria sopravvivenza.

Spesso guardiamo ai poveri, agli indigenti, agli emarginati, i vessati, i maltrattati, gli abusati come ad una massa informe di persone a cui al massimo potremmo concedere la possibilità di sopravvivere.

La grande vittoria di Alex, ed il grande pregio di Maid, è quello di inseguire la vita e non una scialba copia della vita stessa.

Gli occhi di Alex luccicano quando Maddy è felice, quando Maddy cavalca per la prima volta un pony o festeggia il suo terzo compleanno, quando cammina tra i boschi o quando colora un disegno su carta. Alex ambisce ad offrire a Maddy quella vita e non una vita fatta di stenti, di finzione, di zuccheri e di carboidrati sintetizzati. Alex è quella che non riesce ad accettare un pasto stellato da Regina, che non spreca il suo tempo a sognare una maglia di cashmere. Alex bada al sodo e soffre per raggiungere l'obiettivo di essere finalmente indipendente per sè stessa e per Maddy.

Prima di concludere 2 parole su Andie Macdowell, per molti straordinaria interprete di Paula Langley, mamma di Alex. Confermo le tante lodi sperticate che ho trovate qui e lì in rete ma dissento sul fatto che la MacDowell sia stata davvero cosi fenomenale. A tratti mi è sembrata molto forzata la sua recitazione. Risate da matta a volte eccessive, costantemente sopra le righe e mai veramente in grado di cambiare registro. L'ho trovata un'ottima performance, ma non una performance da Oscar come leggo spesso. Credo che meriterebbe una nomination ai prossimi Emmy ma di certo non di vincerli.

In conclusione reputo Maid una serie potentissima come dicevo in apertura.

Margaret Qualley ha restituito al suo personaggio una fragile forza che ci ha permesso di sentirla vicinissima a noi e di sentirci in obbligo, moralmente, di fare lo stesso con lei.

Abbiamo genuinamente sofferto con lei ed esultato nei rari momenti di gioia che le sono capitati ma più di tutto siamo riusciti a capire perfettamente cosa significhi, per una donna, per una qualsiasi donna, essere trattata con zero rispetto, non essere vista, essere annientata ogni giorno di più, fino a sparire come essere umano.

Ecco perchè Maid merita una menzione d'onore in questo 2021, divenendo uno di quei "must" capaci di amplificare la nostra sensibilità su un tema mai cosi attuale e mai cosi vicino all'essere compreso bene da tutti e messo al centro dell'agenda sociale di ogni civiltà che si rispetti.


Sviluppo Personaggi: 8 Complessità: 7 Originalità: 9 Autorialità: 9 Cast: 8 Intensità: 10 Trama: 8 Coerenza: 9 Profondità:10 Impatto sulla serialità contemporanea: 6 Componente Drama: 10 Componente Comedy: 0 Contenuti Violenti: 2 Contenuti Sessuali: 1 Comparto tecnico: 6 Regia: 6 Intrattenimento: 2 Coinvolgimento emotivo: 10 Soundtrack: 4 Stagione di riferimento: 1 Produzione: Netflix Anno di uscita: 2021


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