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L'Amica Geniale ci "Cura" con una "Guerra Fredda"

Similmente a quanto fatto con Gomorra ho deciso di seguire un'altra serie italiana memorabile a suon di recensioni.

Anche per L'Amica Geniale vi proporrò i miei commenti con dei post relativi ad ogni dittico di episodi in onda su Rai Uno ogni domenica sera per 4 settimane.

Siamo immediatamente arrivati al giro di boa.

Dopo il doppio episodio di esordio (che avevo commentato qui) Rai ed HBO ci presentano il secondo dittico della terza stagione, per gli amanti dei libri (e non solo) Storia di Chi Fugge e di Chi Resta.

"La Cura" e "Guerra Fredda" sono episodi meno esplosivi, e forse più noiosi dei precedenti, ma non meno importanti.

Sarò brevissimo.

L'intento è lasciare una traccia rispetto al terzo e quarto episodio di questa meravigliosa serie, sperando di offrire qualche spunto a chi, come me, ha seguito in diretta su Rai Uno, o in streaming su Rai Play, il terzo e quarto episodio dello show che di tanto orgoglio dovrebbe riempire i nostri petti italici.

Ci sarà, dunque qualche spoiler.

Dopo l'introduzione lasciata agli episodi precedenti, con questi 2 entriamo più nel profondo delle vite e delle menti di Lenù e Lila, seguendo in maniera abbastanza conseguente i discorsi aperti in precedenza.

Diciamo subito che stavolta la più coinvolta nello sviluppo della trama è Lenù, la quale dovrà fronteggiare le conseguenze di una scelta molto canonica che ella ha effettuato quando ha deciso di accettare la proposta di matrimonio di Pietro.

Come spesso accade quando gli autori decidono di concentrarsi su Elena piuttosto che su Lila, emergono episodi molto più compassati e lenti ma non meno potenti.

Prima di effettuare il grande passo, Lenù si confronta con molti pezzi del suo passato nel rione. Il pretesto è il ritorno di Lila. Elena si fa carico di sondare il terreno prima che Lila possa ritornare nel suo quartiere d'origine, quartiere che oltre a dimenticarla ha da tempo deciso che Lila fosse una fuggitiva, una zoccola, una poco di buono, una traditrice, una pazza.

Nella lunga interlocuzione che Lenù ha con vari personaggi della vita del rione, dai suoi stessi genitori, a Gigliola, passando per Antonio e per altri "sentito dire", ella percepisce che per quanto astio ci possa essere nei confronti di Lila, ognuno ha i suoi enormi problemi quotidiani, tanto grandi da far apparire insignificanti gli impatti degli altri su un eventuale ritorno di Lila.

Quello che emerge fortemente è la difficoltà delle donne a liberarsi di un sistema patriarcale onnipresente e l'eredità che Lila ha lasciato agli occhi dei "mostri" del paese, specie in Michele Solara, fedifrago, chiassoso, prepotente ma innamorato follemente di Lila, nonostante tutto.

Lo scontro/incontro avvenuto in presenza di Lila a casa della Galliani, romperà l'idillio fra Lenù e Lila, fungendo da elemento di rottura e transizione fra "La Cura" e "Guerra Fredda".

La rottura avverrà soprattutto rispetto alla questione genitoriale.

Per Lila la gravidanza è stata una sciagura. Un evento tutt'altro che lieto. Il limite da non valicare. Il solco che ogni donna scava attorno a se stessa per perire di fronte al sistema patriarcale vigente.

Lila, con i suoi modi ed i suoi toni irriverenti e distruttivi, metterà in guardia Lenù, quasi implorandola di vivere una vita piena e diversa, intimandole di continuare a scrivere e creare un mondo diverso e non predefinito.

Lenù, dal canto suo, si autoconvincerà che Pietro è un ragazzo diverso da Michele, da Nino, da Stefano, da Pasquale e che egli mai chiederebbe a Lenù di rinunciare a qualcosa, di privarsi della propria indipendenza.

Il matrimonio, però, cambia tutto.

Ben presto Lenù partorirà la sua primogenita Adele e ben presto si renderà conto che, nonostante la differenza intellettuale ed ambientale in cui si trova grazie a se stessa e alle origini borghesi di Pietro, anche lei sarà destinata ad essere una "serva fidata", non meno di Gigliola, non meno di tutte le altre donne incontrate nel rione.

La serie mette in evidenza come il maschilismo tossico sia tale ovunque, a prescindere dal ceto sociale.

Pietro e la sua famiglia, rappresentanti dell'intelligentia, dei cervelli di un'operazione politica ed ideologica in favore del proletariato e dell'uguaglianza sociale, altri non sono che degli ipocriti che predicano molto bene ma che poi conservano ed accentrano il potere e l'indipendenza nelle mani del pater familias, in maniera non dissimile da quanto farebbero i Solara o i Carracci di questo mondo.

La straordinarietà di questi 2 episodi molto meno digeribili sta proprio nell'efficacia con cui trafiggono figure cosi moralmente indiscutibili, mettendole, invece allo stesso livello di figure cosi moralmente discutibili come i Solara, i Cerullo, i Caracci.

E' o non è stato anche questo uno dei motivi del fallimento italiano dell'ultimo mezzo secolo?


Voto 3x03 - La Cura: 7+

Voto 3x04 - Guerra Fredda: 8-

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