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Blue Eye Samurai: quando l'animazione è d'autore

Perso come sono stato nel tratteggiare il 2023 seriale attraverso il lunghissimo speciale 2023 (trovate qui i 70 post) stavo per dimenticare di spendere qualche parola sulla migliore serie animata dell'anno scorso che, in generale, mi è parsa essere una delle migliori serie in assoluto, tanto da meritarsi la top 15 nella mia classifica finale riguardante, appunto, le serie tv andate in onda nell'anno di grazia 2023.

Sto parlando, come in molti di voi avranno capito, di Blue Eye Samurai, serie tv animata a catalogo Netflix creata e scritta da Michael Green e Amber Noizumi.

Pur essendo uno show che trasuda Giappone da tutti i pori, trattasi, con mia somma sorpresa, di produzione franco-statunitense.

Al netto di questo, il fascino dello show sta in una protagonista che richiama prepotentemente la Beatrix Kiddo di Tarantiniana memoria ed in una cornice solenne e ossequiosa di quello che doveva essere il Giappone dei samurai e degli Shogun qualche decennio addietro.

Blue Eye Samurai recensione serie tv netflix

Partendo forte sulla protagonista, Mizu è una ragazza, abilissima con la spada, che, camuffando il proprio aspetto sotto un cappellone ed un bavaglione da pistoleri del far west, scorazza tra un luogo e l'altro in cerca di vendetta. La sua sarà impresa impossibile, impervia, folle visto che i suoi obiettivi sembrano essere uomini potenti e invincibili a duello.

Sin dalle prime battute percepiamo che Mizu potrebbe diventare il nuovo manifesto errante dell'eroina, capace, infatti, di scardinare tanti topoi sin troppo schematici e banali su come dovrebbe essere e comportarsi una donna in battaglia, guerra, in missione, sia essa un'eroina in calzamaglia, dotata o no di superpoteri o donna che, tra le fatiche quotidiane, prova a prendere in mano il suo destino.

Mizu è, innanzitutto, una reietta, una mezzosangue che dovrebbe meritare, secondo i costumi del luogo, l'esilio o la lama di una spada. Ad aggiungere respingimento c'è il fatto che alle donne non è consentito impugnare una spada, figuriamoci andare in giro a cercar vendetta.

Mizu lo fa e lo fa con la nobiltà d'animo e lo spirito di un vero guerriero, di un vero samurai, ingaggiando una lotta con se stessa per garantire il successo della sua missione senza mai abbandonarsi ad amicizie o amori. La vita, però, offre spunti di riflessione e cambiamento inderogabili e, durante questo sentiero suicida, Mizu incontrerà compagni di viaggio improbabili come Ringo, avversari da rispettare come Taigen e alleati nei luoghi più marginali. Nonostante la sua ritrosia, Mizu dovrà scendere a patti con la sua sete di sangue, imparando a fidarsi ed affidarsi a chi, per motivi nobili o per secondi fini, vorrà essere dalla sua parte.

Al netto del percorso sanguinolento e violento intrapreso dalla ragazza, la serie offre numerosi spunti di riflessione sul ruolo della donna, talmente soggiogata e sottomessa da essere oggetto di tradimenti e derisione anche nei momenti in cui meriterebbe il trattamento contrario (emblematico il bellissimo episodio "The Tale of The Ronin and the Bride"). In questo senso Mizu diventa il megafono di ogni donna, il manifesto di un femminismo che non si appoggia su quel che gli altri vorrebbero che il femminismo fosse, facendo sua una battaglia personale, forse eccessiva, forse folle ma dannatamente personale, dannatamente unica.

Mizu non offre mai il fianco alla sconfitta. La contrasta. Dignitosamente.

Sempre.

Come solo un vero samurai saprebbe fare.


 

Sceneggiatura: 9

Regia: 7

Cast: /

Genere: Drama/Animazione

Complessità: 8

Originalità: 9

Autorialità: 9,5

Intensità/coinvolgimento emotivo: 9

Profondità: 8,5

Contenuti Violenti/Sessuali: 8

Intrattenimento: 8,5

Opening: 6

Soundtrack: 5

Produzione: Netflix

Anno di uscita: 2023

Stagione di riferimento: 1

Voto complessivo: 9

49 visualizzazioni

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