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Doctor Who ha fatto 13!

Quale è la serie più longeva dopo Beautiful e i Simpson?


Vi dice nulla la parola TARDIS?


Avete qualche amico patito di quella serie lì con un signore del tempo che vaga per l'universo all'interno di una cabina blu della polizia?


Siete proprio voi quell'amico patito?


La risposta è Doctor Who e oggi sono qui ad annunciarvi che anche il signore del tempo ha fatto 13 e ci è riuscito senza giocare al totocalcio ma mettendo in fila ben 13 stagioni della sua nuova versione che dal 2005 ci accompagna verso l'infinito e oltre (mi sa che ho sbagliato citazione..).

Capita solo a me di avvertire un brivido di anzianità quando leggo (o come in questo caso scrivo) che la prima stagione della nuova versione del Dottore risale ad oltre 16 anni fa?

Ero molto più giovane, alcune cose erano uguali ad oggi, altre erano totalmente differenti, altre sarebbero evolute in cose più belle, altre involute in cose più amare.

Maradona era ancora vivo, i social non ci avevano ancora invaso, si intravedeva ancora qualche coppia di ragazzetti, abbarbicati su qualche panchina X di qualche paesino Y, baciarsi timidamente sulle labbra, Trump era solo un fallito imprenditore che faceva troppo lo sborone, il cambiamento climatico era lì ma non ce ne accorgevamo, Berlusconi era Presidente del Consiglio e non della Repubblica (perdonate l'ucronia finale).

16 anni e 13 stagioni il Dottore è ancora lì, sopravvissuto anche al nostro Dottore VR46, ritiratosi pochi giorni fa dalle corse (perdonate la digressione motociclistica).

Il tempo è passato, di acqua sotto i ponti ne è passata, di rigenerazioni ve ne sono state altre 4 ed il Dottore è diventato una Dottoressa (che sempre Dottore resta) il cui volto è stato prestato dalla brava, bravissima Jodie Whittaker.

Chi l'avrebbe mai detto che 16 anni dopo ci saremmo ritrovati qui a parlare di una versione femminile del Dottore?

Questa tredicesima stagione sarà l'ultima per la Whittaker e chi arriverà dopo di lei è ancora un mistero (il primo dottore afroamericano? il primo dottore omosessuale? Un ritorno alle origini? Si accettano scommesse).

Questa stagione sarà quella che ci consentirà di dire se la versione femminile del Dottore sarà da rimpiangere o da dimenticare.

Al netto di tutto, e come avevo forse accennato nel post di recensione su Revolution of The Daleks, sinora non c'è molto da essere entusiasti. La stagione 11 e quella successiva sono state un discreto buco nell'acqua. Noiosette e senza grossi guizzi, con un paio di episodi da ricordare, companion da dimenticare, e tante storie filler che non rimpiangeremo.

Non disperate però, perchè l'inizio della stagione 13 sembra essere viatico per cose molto molto importanti, se non addirittura indimenticabili. Anche qui, si accettano scommesse.

Il sottotitolo dei primi episodi, e a questo punto credo dell'intera stagione, è The Flux.

Il flusso pare essere il filone narrativo, ed in senso più ampio il nemico, che articolerà le prossime mosse del Dottore.

La bellezza, e la grandezza, dei primi episodi della tredicesima stagione sta nell'averci messo di fronte ad un villain inaspettato e ad un arco narrativo potentissimo ed insperato.

La storia che ci viene proposta sembra assumere delle proporzioni mastodontiche, rese ancora più palesi dal numero sconvolgente di personaggi e nemici del Doctor Who che nelle 12 stagioni precedenti abbiamo incontrato.

Dalle statue del leggendario "Blink" ai Sontaran, passando per i soliti Dalek, ai quali sono stati aggiunti nuovi personaggi come i Lupari e come gli scenari misteriosi di Atropos.

Ad acuire questa sensazione di magnificente ineluttabilità vi è la poderosa messa in scena di un conflitto che sembrerebbe articolarsi all'interno di ogni Tempo e di ogni Universo conosciuto, in una sorta di riscrittura temporale innescata dal misterioso Flusso e che potrebbe riscrivere non solo qualche linea temporale ma l'intera storia dell'universo sin dalle sue origini.

Lo spaesamento del Dottore e dei suoi compagni di viaggio amplifica ulteriormente la portata dell'avventura e della tragedia che incombono sulla terra e sull'intero universo.

Come andrà a finire è tutto da capire e da scoprire ma qualcosa mi dice che sarà una stagione grandiosa.

Sarebbe il giusto tributo ed il giusto saluto al Dottore di Jodie Whittaker, la quale ha dovuto reggere da sola sulle proprie spalle una pessima scrittura di Chibnall sin qui, nonchè una responsabilità enorme nell'essere la prima donna a rappresentare il Doctor più famoso di ogni epoca televisiva.


Voto primi 3 episodi: 8,5




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