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Resident Alien: Are We Friends?

Cercate una comedy sci-fi?


O anche solo una comedy?


Le idee se vogliamo banali ma succulente sono sempre ben accette?


I personaggi un po demenziali ma divertenti vi strappano un sorriso?


Sy-fi deve aver pensato proprio a voi quando ha ragionato su Resident Alien, comedy fantascientifica con Alan Tudyk che in questo affollato 2021 seriale ha piantato le radici sul pianeta terra.

A volte le idee migliori sono quelle più elementari, quelle sotto ai nostri occhi da sempre, quelle evidenti alla nostra mente e manifeste da sempre nella letteratura, cinematografia e cultura contemporanea.

La fantascienza è da sempre stata il genere più aperto a nuove idee, che meglio si presta alla libertà autoriale a 360 gradi, che più di tutte ci offre spunti per esplorare territori inesistenti geograficamente e materialmente ma presenti dentro ciascuno di noi. In molti confondono la science fiction con racconti interstellari, come se bastasse una navicella aliena per tratteggiare un mondo fantascientifco o uno sfondo intergalattico per sentirsi sci-fi, o un robot per familiarizzare con Asimov.

Black Mirror prima, ed il recente Made For Love poi (qui la recensione di questa piccola gemma) ci hanno dimostrato che la fantascienza può essere anche tanto altro e non aver sempre bisogno di alieni e navicelle per definirsi distopica e intelligentemente al di fuori dello spazio e del tempo a noi conosciuti.

In Resident Alien gli alieni ci sono e le navicelle pure ma sono solo il contorno di un racconto molto molto più basico e sempliciotto.

Un alieno approda sulla terra deve mimetizzarsi tra noi, diventare umano per poter adempiere al suo scopo.

Quell'essere intergalattico come reagirà nella vita di tutti i giorni alle abitudini terrestri? Come familiarizzerà con noi? Cosa riuscirà a cambiare di se stesso per avvicinarsi a noi? Quanto ci troverà strani e inferiori?

Resident Alien risponde a tutto questo e sceglie di vestirsi con panni comici per raccontarci l'esperienza di Harry Vanderspiegle (Alan Tudyk), pseudonimo preso in prestito dal suddetto alieno per aggirarsi nella piccola cittadina del nord degli Stati Uniti nella quale la sua navicella è precipitata.

Resident Alien è un comedy purissima dove Tudyk è il mattatore assoluto.

Lui, alieno tra gli umani, troverà enormi difficoltà ad ambientarsi divenendo un essere misterioso per tutta la comunità. Harry non riuscirà da subito a trovare la chiave di volta per farsi amare e rispettare ma quando lo farà sarà difficile per lui tornare indietro.

L'idea geniale alla base di Resident Alien è mostrarci la suddetta difficoltà di adattamento da parte di un essere che respira e vive ma per cui noi umani non siamo che insetti da schiacchiare, personaggi inutili nell'economia della galassia e che nulla hanno a che vedere con il modo di essere e di vivere della razza aliena.

Leggeteci se volete una voglia di buttare sul tavolo il tema dell'integrazione. Noi che disprezziamo oramai chiunque, a volte per il colore della pelle, altre per la religione, altre ancora per il sesso, altre per l'appartenenza politica, altre semplicemente per le idee e le azioni dagli altri portate avanti, potremmo, in realtà, essere noi l'anello debole dell'universo, visti come un urticante gregge di pecore che scorrazzano in giro su un pianeta senza un ben precisato motivo di esistere.

L'incapacità di Harry di rapportarsi a noi nasce proprio dal fatto di vederci come "inferiori". Tecnologicamente indietro rispetto al popolo dal quale proviene, praticamente inconciliabili rispetto ad esso, razionalmente fuori da ogni logica.

A questo, però, contrapponiamo una forte capacità di empatizzare e di vivere il prossimo ed il mondo come se fossero la cosa più importante che esista (quando siamo fortunati e quando siamo in grado di manifestarci come "brave persone").

Il viaggio di Harry, iniziato come quello di un essere superiore che ci guarda dall'alto in basso, finirà per essere un itinerario molto più nebuloso dove l'incontro con "noi" esseri umani gli permetterà di scoprire la bellezza di essere umani.

La nostra unicità sarà proprio insita nelle nostre debolezze, nelle nostre frivolezze, nelle nostre fragilità, nelle nostre paure. Senza di quelle saremo solo degli automi, delle macchine costruite per adempiere ad un insieme di task.

Questo Harry lo capirà, lo scoprirà strada facendo e solo allora diverrà davvero uno di noi, diverrà davvero qualcosa di più.

Resident Alien esplora un vecchissimo topoi del genere, basti pensare a quanto Doctor Who abbia costruito la sua fortuna sul rapporto fra "l'alieno" e l'umano e quanto quel filone narrativo porti sempre a grandi risultati in termini di esplorazione del "noi" in quanto razza umana.

Questo è tutto quello che Resident Alien si propone ma se oggi son qui a parlarvene è perchè la serie sa essere davvero molto leggera e divertente oltre che abbastanza acuta.

Non siamo di fronte ad un'opera che vi sconvolgerà ma di certo un minimo di che divertirvi e di cui parlare potrebbe regalarvelo.



 

Sviluppo Personaggi: 6,5

Complessità: 6

Originalità: 8

Profondità: 6,5

Cast: 6+

Trama: 6,5

Impatto sulla serialità contemporanea: 6+

Componente Drama: 3

Componente Comedy: 9

Comparto tecnico: 5+

Regia: 5,5

Intrattenimento: 9

Coinvolgimento emotivo: 6,5

Soundtrack: 5

Produzione: SyFy

Anno di uscita: 2021

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