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City On A Hill: un classico poliziesco con un ruvidissimo Kevin Bacon

Vi mancano i bei polizieschi di una volta?


Vi piacciono i personaggi dannati, sporchi e incasinati?


In un'altra vita vorreste essere uno di Boston?


Non siete tra quelli che per essere bella una serie deve essere originale e sopra le righe?

Prendete City on a Hill, una delle novità della stagione di Showtime e scoprirete che a volte un grande classico, se fatto bene, può regalare emozioni, trasporto emotivo e tensione.

E' il caso di questa serie ambientata a Boston nei primissimi anni '90, che come accade spesso in tutti quei prodotti ambientati nella città dei Celtics ed i Red Sox, vede Ben Affleck come produttore. Il ragazzo di Boston ha sviluppato una certa sana ossessione per prodotti ambientati nella sua città e con sullo sfondo rapine, poliziotti corrotti e personaggi sopra le righe.

Ad aiutarlo nella realizzazione di questo suo piccolo cruccio vi è una scrittura super, capace di generare dialoghi pungenti e serrati, battute da incollare sul post-it in cameretta ed una trama che fila dritta al punto senza perdersi in gingilli e complicate astrazioni.

Ad impreziosire il tutto un cast di ottimo livello dove spicca un Kevin Bacon, sporco, rude, vuoto, spietato, cinico e bastardo che nell'interpretare l'agente dell'FBI Jackie Rohr riesce a tirare fuori il meglio del suo repertorio vastissimo. E' lui ad essere il fulcro di tutto, pur lasciando spesso spazio ad altri ottimi personaggi che loro malgrado devono spesso lasciare la scena ad un personaggio ed un attore semplicemente con una classe maggiore.

Ed è strano che a parlare di Rohr/Bacon si parli di classe, visto che quello che il suo personaggio trasuda è l'opposto. Agente alle prese con problemi di alcol, fedifrago, assente in famiglia, privo di emozioni, menefreghista. Eppure in questo suo tremendo vuoto riesce a trovare appiglio nel lavoro, nella ricerca della fama e del potere, quella fama che lo ha toccato più volte in carriera nella sua Boston ma che adesso inizia a diventare un ricordo sbiadito. Ed ecco che la sparizione di 3 agenti nel corso di una rapina ad un blindato diverrà il perfetto richiamo per tornare di nuovo sotto le luci della ribalta. Non ci penserà su 2 volte Rohr e nel farlo trascinerà con se un nuovo procuratore afroamericano alle prese con problemi professionali e non rispetto alla comunità bianca di Boston e soprattutto rispetto ad agenti corrotti che aveva cercato di perseguire. Una strana coppia quella costituita da Ward e Rohr. Un uomo alla ricerca di legge e giustizia vs uno alla ricerca di notorietà, un avvocato che studia da politico vs un uomo d'azione senza peli sulla lingua, un uomo tranquillo e pacato vs uno agguerito e scaltro. Insieme metteranno su un circo para legale che proverà ad arrivare fino in fondo a questa storia. Rivediamo finalemtne Sarah Shai sugli schermi dopo la spettacolare esperienza in Person of Interest. Non una parte di simile caratura ma comunque un'ottima aggiunta al cast.

Le vicende inizieranno ben presto a svilupparsi linearmente, prendendo pieghe talvolta inaspettate, altre volte meno che porteranno ad esiti non proprio impronosticabili ma comunque di grande impatto. Un classico poliziesco insomma, ben scritto, ben girato, ben recitato che non stupisce ma che in fondo piace, tanto. E scusate se questo è poco.


 

Sviluppo Personaggi: 8

Complessità: 4

Intensità: 7

Originalità: 4

Cast: 8

Trama: 5

Coerenza: 6

Profondità: 4

Impatto sulla serialità contemporanea: 4

Componente Drama: 8

Componente Comedy: 5

Comparto tecnico: 6

Regia: 6

Intrattenimento: 5

Coinvolgimento emotivo: 7

Soundtrack: 5

Produzione: Showtime

Anno di uscita: 2019

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