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SerialFiller globe 2021 - (50-46)

Che caldo asfissiante.

Meglio rinfrescarsi le idee e rimboccarsi le maniche che c'è bisogno di fare un bel salto indietro nel tempo e ripercorrere l'annata precedente a suon di cinquine stellari.

La SerialFiller Globe ritorna con la sua seconda edizione.

La prima è stata un discreto successo. Qui trovate il link riassuntivo con tutti i post e tutte le posizioni.

So che l'avete apprezzata e spero possa valere lo stesso anche per questa stagione numero 2 della classifica delle migliori 50 serie tv del 2021.

Anche quest'anno vi saranno dei bonus track, dedicati a quelle serie che avrebbero meritato una menzione speciale ma che nella top 50, per motivi vari ed eventuali, non sono riusciti a metter piede.

A loro un pensiero speciale ed un invito a voi per andarle a recuperare.

Altra cosina che ci tengo a puntualizzare.

Come sapete benissimo, nella homepage potete trovare una sezione dedicata alle tante classifiche annuali che vi condivido.

Qui trovate quella legata al 2021.

Potreste notare delle incongruenze fra la SerialFiller Globe e quella classifica ma prima di tacciarmi di ipocrisia lasciatemi spiegare che queste 2 classifiche non devono necessariamente convergere.

Nella classifica ufficiale, infatti, provo a mettere in fila quelle che, in assoluto mi sono sembrate, durante l'anno, le serie più meritevoli. E' una classifica "a caldo", frutto delle sensazioni del momento, unite ad una buona, ma non estrema, dose di raziocinio.

Con la SerialFiller Globe provo a "tornarci su", ripensando all'effetto, la portata, l'impatto e l'onda lunga che quelle serie hanno avuto, per cui troverete piccole, potenziali, variazioni, dettate da ragionamenti "a freddo" e dalla voglia di premiare soprattutto le serie che hanno detto qualcosa, hanno aggiunto qualcosa, al panorama seriale.

Dovrei aver detto tutto. In caso abbiate dubbi, domande o richieste, sapete dove cercarmi (canali social, mail, app Wix se siete iscritti al blog).

Che partano le danze.


#50 - Dr Death (Peacock)


Dr. Death è il classico esempio di serie tv che non sarebbe dovuta essere qui probabilmente ma che merita di esserlo per alcuni fattori decisivi.

La storia.

I personaggi.

Il cast.

La storia è una di quelle storie poco conosciute ma potentissime. Un abile e complesso medico, riesce ad emergere nei più prestigiosi ospedali statunitensi. Nonostante la fama, però, emerge pian piano che quel dottore cosi bravo non è, e che, anzi, ha sulla coscienza le vite di parecchi suoi pazienti.

I personaggi sono personaggi complessi e tormentati. La serie lavora bene su quei tormenti e sulle sfumature dei caratteri dei personaggi principali, aggiungendo della buona scrittura ad una storia già solida di per sè stessa.

Il cast ci restituisce un trittico molto importante, costituito da Alec Baldwin, Cristian Slater e soprattutto un sorprendente, intenso, enigmatico Joshua Jackson.

3 motivi per darle fiducia e provare a recuperarla.

Qui la recensione.



#49 - Kevin Can Fuck Himself (AMC)


Altra serie che di per sè stessa non dice tantissimo ma che deve tutto alla sua originalità.

Kevin Can Fuck Himself si poggia su un'ottima Annie Murphie (Schitt's Creek) per segmentarsi in 2 bisettrici, una comica, una drammatica, che vengono nettamente separate dai toni e dai colori scelti dagli autori per divenire un unicum nel panorama seriale.

Un po' sitcom, un po' drama, un po' dramedy.

Belle le intenzioni, ottima la realizzazione, un pochettino fuori fuoco la storia.

La seconda stagione sarà l'ultima, speriamo possa confermare le buone cose viste all'esordio.

Qui la recensione.



#48 - Staged (BBC One)


Staged è una chicca che mai sarebbe esistita se non fosse stato per il maledetto covid.

La pandemia ha permesso a quei 2 simpaticoni di David Tennant e Michael Sheen di cimentarsi una web-comedy anch'essa unica nel suo genere, interamente ambientata sugli schermi delle videochiamate zoom dei 2 amici-attori.

Esilarante e bellissima e con molte guest star graditissime.

Il 2021 ha segnato la seconda stagione di uno show che ha debuttato proprio nel pieno della pandemia nel 2020.

Qui la recensione.



#47 - The Kominsky Method (Netflix)


Dopo 3 serie emergenti passiamo ad una serie al tramonto.

The Kominsky Method, dopo aver salutato Alan Arkin, ha salutato la platea degli spettatori che per 3 stagioni hanno sorriso e riflettuto sulle sorti, i dilemmi, l'ombrosità e la leggerezza della terza età.

Chuck Lorre ha compiuto un ottimo lavoro con questo show cosi divertente ma anche molto tenero e foriero di grandi domande e spunti di riflessione su un periodo della vita cosi pieno di ricordi, rimorsi e l'inevitabile paura/certezza di una vita che sta finendo.

Nell'ultima stagione Michael Douglas fa gli straordinari e li fa benissimo.

Qui la recensione.



#46 - The Mosquito Coast (Apple TV Plus)


The Mosquito Coast è forse una delle serie dal più grande potenziale del 2021, in parte sprecato, in parte rimandato, in parte espresso.

Justin Theroux ci ha provato, non sempre riuscendoci, ad offrirci una serie ed un'interpretazione indimenticabili.

La sensazione è che la seconda stagione possa essere quella decisiva per capire se ci troveremo di fronte ad una serie eccezionale, intensa ed indimenticabile o ad un prodotto da "vorrei ma non posso".

Qui la recensione.




Bonus Track: Heels (Starz)


Il primo Bonus Track è dedicato al mondo del Wrestling.

Stephen Ammel sveste i panni di Arrow, Alexander Ludwig sveste quelli di Bjorn Lothbroke.

Insieme costituiscono una coppia di fratelli che condividono la passione per il wrestling, il ricordo di un padre oramai vivo solo nei ricordi ed un futuro di speranze non sempre raggiungibili.

Qui la recensione.


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