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Succession:Kill List - Stiamo assistendo alla storia della tv?

Sogno o son desto?

Nel guardare (anzi nell'ammirare) il quinto episodio dell'ultima straordinaria stagione di Succession, ho avuto come l'impressione di essere spettatore di qualcosa di molto più grande di un semplice show.

Non stavo godendo "solo" di una ottima puntata ma ero partecipe di qualcosa di mastodontico in termini di portata qualitativa e storica intrinseca di quell'universo seriale che da qualche anno provo a raccontarvi.

E' solo una sensazione ma nessuno mi toglierà dalla testa che sia una giusta e reale sensazione.

Dopo quell'evento (qui la recensione della 4x03) e dopo il metabolizzare rapidamente quell'evento (qui la recensione della 4x04) la trama va avanti alla velocità della luce cosi come i disegni, le macchinazioni, le fantasticazioni e i mille risvolti economici, psicologici, esistenziali che quella notizia porta con se.

La 4x05, dal titolo molto avvincente ed evocativo,"Kill List", ci proietta in una dimensione nuova ma che non riesce a mollare i vecchi archetipi.

Ed è una goduria pazzesca!

Seguiranno spoiler.

Tutta la combriccola, compresi i Big Three della Roy Family si sposta in Norvegia per chiedere il milionario affare con il magnate Mattson, ancora una volta interpretato magnificamente da Alexander Skarsgaard.

Sul volo di andata "the old ones" provano, in maniera molto accorta e con un approccio soft, ad addestrare i 2 nuovi CEO, cercando di proporre loro la migliore strategia per convincere "The Swedish" a sborsare quantomeno la cifra promessa a Logan. Sotto i 144 non sarà considerato un successo. A 146/147 sarà un ottimo affare. Questo è l'obiettivo dichiarato. E' buffo vedere i vari personaggi muoversi in un mondo senza Logan.

Karl, Frank, Gerry, Hugo e Karolina vorrebbero dare l'impressione di essere quelli in grado di guidare il branco verso un successo assicurato, forti della decennale esperienza maturata con la vecchia volpe. Quello che (forse) non sanno è che nel mondo pre-mortem di Logan non c'era mai stato davvero spazio per loro e per le loro strategie. Logan era un padre-padrone, un leader innato ed indiscusso che faceva e disfaceva a suo piacimento ogni trattativa, in barba a qualsiasi consiglio. E cosi, nonostante i lauti stipendi e l'enorme esperienza, Karl, Frank, Gerry, Hugo e Karolina sembrano quasi degli sprovveduti, incapaci di muoversi davvero in quella giungla e di trattare con il Mattson di turno come se fosse la cosa più naturale del mondo.

E i ragazzi, invece?

Con loro, se vogliamo, il discorso è ancora più grottesco e basta seguire l'evoluzione della trattativa per capirlo.

Shiv viene, effettivamente, coinvolta su tutto ma al momento del dunque sono Roman e Ken a prendere le redini della situazione in mano. Il loro big moment è contrassegnato da indomabili e inattesi sentimenti verso il defunto padre o, per dirla ancora più precisamente, verso la legacy che i Roy vorrebbero ereditare, maneggiare e a loro volta lasciare in dote ai propri figli, nipoti e pro-nipoti. La trattativa con lo svedese, infatti, fa emergere la consapevolezza di avere tra le mani un impero e di essere, tutto sommato, i nuovi imperatori. In loro sgorga un fiume di sogni, immagini, possibilità sin lì solo sperate. Ed è per questo, e per tanti altri motivi, che decidono, alla fine, di mandare all'aria la trattativa. Quella che doveva essere, però, una elegante ed impercettibile marcia indietro diventa uno sfogo di colui il quale si era presentato come il più cauto e sereno sin qui. Tutti immaginavamo che Roman sarebbe stato il primo a scoppiare dopo la morte del padre. E cosi è stato.



Il suo minaccioso e durissimo scontro con Mattson risulta tremendamente umano. Dietro quel ko alla negoziazione c'è tutto il rigurgito di un figlio che è stato costretto a volare dall'altra parte del mondo da un magnate europeo viziato, senza scrupoli e senza freni (clamorosa, in tal senso, la confessione sul mezzo litro di sangue spedito da Mattson alla sua assistente) che, per il vil denaro e per profittevole strategia, impone ai 3 fratelli di chiudere la trattativa in fretta e di farlo nel bellissimo, selvaggio ed immenso spettacolo norvegese che questo episodio offre.

Il risultato di questa non strategia molto comprensibile, istintiva e dannatamente verace è che Mattson rilancia proponendo un affare che nessuno potrebbe rifiutare.

Ecco che Kendall e Roman appaiono, per un momento, agli occhi di tutti, come i grandi conquistatori, come i nuovi imperatori. 191 milioni di dollari e la ATN fuori dalle scatole, con tutti i problemi ad essa annessi.

Un trionfo.

Nessuno sa, a parte Roman e Ken, che quell'affarone non è frutto di un'abile contrattazione ma del desiderio di Mattson di farsi beffe, anche a costo di strapagare il suo nuovo figlio mediatico, dei 2 fratelli.

Il rapporto di grande empatia con Shiv potrebbe, prima o poi, determinare la confessione di quanto, su quella montagna, i 3 uomini si son detti, sgretolando le convinzioni di Shiv, tenuta all'oscuro di una scelta fondamentale e violata nella fiducia solo dopo 2 giorni di biumvirato.

Logan è morto ma le sue ceneri sono ovunque.

Il mondo potrà anche vivere senza di lui ma la sua presenza è ovunque in questo episodio, è ovunque nella testa di Shiv, Roman e Ken, senza dimenticare il povero Connor alle prese con i preparativi funebri.


Voto 4x05: 9,5

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