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Succession: soldi, potere, famiglia e soprattutto una sceneggiatura perfetta

Vi state chiedendo perchè tra tante serie meravigliose abbia scelto proprio Succession come migliore serie del 2021?


Siete sorpresi dal fatto che nonostante gli sforzi di Disney, Netflix, Apple sia sempre la HBO a sfornare il meglio?


Sono le storie di potere e sul potere quelle che riescono a dipingere meglio il ritratto della nostra società?


Sono sempre le stesse storie quelle che raccontano meglio chi siamo?


Proverò a rispondere a queste domande in questo post dove la terza stagione di Succession sarà la protagonista e la famiglia Roy il grimaldello grazie al quale scardinare le tante domande che nascono in ognuno di noi, ricco o povero, giovane o meno giovane ma attenzione: Succession non è una serie da prendere e afferrare alla leggera, non è una serie che potrete intercettare in un respiro ma se quel respiro vi farà provare un brivido allora sappiate che anche voi sarete divenuti proseliti di una delle migliori serie di sempre.

Spoiler alert!


Giusto per non ripetermi ed essere ridondante vorrei partire da quanto vi avevo già detto nel corso delle prime sensazioni riguardanti questa terza infaticabile e meravigliosa stagione.

Lo avevo fatto in questo post quindi vi prego cliccate qui se volete riprendere quel discorso iniziato settimane fa.

Il prosieguo della terza stagione non ha alleviato sofferenze, non ha subito cali, non ha divorato l'hype ma anzi ha continuato a farci tremare, divertire e rabbrividire.

Succession non è un giallo, non è un horror, non è uno sci-fi eppure è sempre riuscita a costruire un proprio universo calandolo pesantemente nella realtà e vivendo di emozioni, di intuito, di sensazioni mai artefatte nonostante il mondo che ci è sempre stato tratteggiato fosse lontanissimo da quello di noi persone comuni.

La famiglia Roy è una famiglia potentissima e ricchissima e come tutte le famiglie di questo tipo essa vive in una sorta di bolla fuori dal tempo e dallo spazio a noi conosciuti.

Le colazioni loro sono diverse dalle nostre. I loro viaggi non sono i nostri. I loro obiettivi non sono i nostri. La loro percezione della realtà non è la nostra. I loro appartamenti non sono come i nostri. I loro matrimoni non sono esattamente come i nostri. I loro obiettivi non sono simili ai nostri. I loro lavoro differiscono da quelli della gente "comune".

Eppure, nonostante questa distanza, i Roy sono esseri umani come noi e come noi agognano, in ultima istanza, quello che noi sogniamo, quello a cui noi aspiriamo. Quando la giostra si ferma siamo tutti sulla stessa piattaforma, fatta di paure, debolezze, fragilità, speranze, porti sicuri.

E cosi anche i Kendall, le Shiv, i Roman, i Connor di questo mondo vorrebbero, alla fine di quel giro di giostra, essere amati, essere ricordati, essere "visti" da chi li ama.

La straordinaria bellezza della terza stagione è che riesce a restituirci personaggi- ancora più annientati da sè stessi, divorati dai propri errori, annichiliti dai propri rimpianti, ingabbiati dalle loro celle dorate.

Il finale della seconda stagione sembrava averci consegnato lo sfacelo definitivo.

Kendall contro la sua famiglia. Kendall il traditore che distruggerà ogni cosa per cui Logan Roy ha lottato fino a divenire una delle persone più influenti, potenti e ricche del globo.

Era stato, di per sè, un messaggio potentissimo. Nonostante questi pazzi scatenati avessero il mondo ai loro piedi, essi non hanno saputo accontentarsi, non hanno saputo lavare i propri panni in famiglia, non hanno saputo mediare, confrontarsi, guardarsi negli occhi con l'amore di un padre verso un figlio e viceversa.

Questo asettico modo di vivere li stava portando alla guerra parricida/fratricida che avrebbe determinato solo un vincitore.

Lo splendido finale della terza stagione, ed il percorso che ci ha portati sin lì, ci hanno detto che, quando l'affetto, l'amore, la sincerità, la fiducia, il rispetto sono solo vuote parole, al peggio non potrà esserci fine.

E cosi Kendall il traditore diviene solo l'ennesimo boccone divorato da Logan il drago e insieme a lui tutti coloro i quali finiranno per mettersi di petto di fronte al magnate, vorace e mostruoso come un villain delle fiabe per bambini, inguaribile stratega che finirà per risucchiare tutto a sè come un uragano con le case di legno che si pongono sulla propria furia avanzante.

Connor sarà il primo ad alzare bandiera bianca, ad urlare con tutta la sua goffa impotenza quanto il rapporto con Logan (ma anche con Ken, Shiv e Rom) lo abbia privato del bene più grande che un essere umano possa mai desiderare: l'affetto e la presenza della famiglia.

Quello sfogo era solo il preludio all'ultima zampata di Logan, da 2 stagioni al passo d'addio ma sempre 10 mosse avanti agli altri.

Ken, Shiv e Rom, finalmente uniti, finalmente coesi, finalmente una famiglia, finalmente un terzetto di fratelli, hanno provato a fermarlo ma lui, Logan, aveva già previsto tutto, aveva già ragionato come solo un vincente, come solo un vero bastardo, come un potentissimo patriarca saprebbe fare.

Logan ha anticipato tutti e a qualunque costo ma con questa mossa apparentemente vincente ha strappato via l'ultimo cerotto che separava la sensazione del dolore dalla permanenza di una cicatrice.

In quelle scene finali anche Shiv e Roman hanno potuto constatare che quello che aveva portato Kendall ad agire non era egoismo, egocentrismo, avidità mista ad ingenuità ma il conclusivo grido disperato di un figlio senza padre, di un uomo senza uno scopo, di un ambizioso ragazzo senza una via d'uscita o un approdo sicuro.

Ma siccome Succession è diventata la serie che da una pista a tutti perchè, proprio come il suo protagonista (un Brian Cox S-O-N-T-U-O-S-O), è sempre stata in grado di alzare la posta e di colpirti allo stomaco anche (se non soprattutto) quando sei già stramazzato al suolo, essa ci ha regalato una sequenza finale che ci ha lasciati ancor più senza parole e senza respiro.

Il coupè de theatrè di Logan è stato possibile solo grazie ad una soffiata dalla cerchia ristretta dei fratelli.

In una scena che sembra presa da "Il Padrino" assistiamo al momento in cui è Shiv a vedersi crollare definitivamente il mondo addosso, quel momento in cui Tom entra dalla porta col suo solito fare tenero e rassicurante. E' in quel momento che Shiv realizza (e noi con lei) che l'uomo mansueto e ammansito a cui prima o poi regalerà un figlio potrebbe averla tradita e privata dell'unica cosa per cui avrebbe fatto carte false: l'eredità del nome Roy, la cosiddetta Legacy per dirla all'americana.

E' un contrasto fortissimo, quasi nauseante da quanto è disturbante, quello fra l'amore ed il tradimento ultimo, quello fra la fiducia ed il tradimento stesso.

Ken lo ha sperimentato nella seconda stagione.

Rom ha iniziato a percepirlo sul finale della terza.

Connor lo ha sempre saputo.

Shiv se ne è accorta in quel momento.

Un pugno dietro l'altro Succession ci ha stesi al tappeto anche questa volta.

Lo ha fatto nella cornice delle colline Toscane del Chianti e tra i rami del lago di Como dove gli autori hanno scelto di girare gli ultimi 3 episodi.

Quel finale che ricorderemo non sarebbe stato tale se non fosse stato preceduto da un sentiero di diffamazioni, macchinazioni, gag divertentissime, illusioni, difficoltà che hanno contraddistinto questa clamorosa stagione.

Tutti contro Ken è stato il motto della prima parte di stagione. Ken il diseredetato, l'ingrato, l'inetto, è ben presto divenuto lo zimbello non solo della famiglia ma di tutto il mondo intorno a lui.

Più volte, in questa stagione, gli episodi si sono conclusi con un Kendall ogni volta più solo, ogni volta più smarrito, ogni volta più bombardato da sensi di colpa e da un vuoto esistenziale che lo ha quasi portato al suicidio.

Mentre Shiv e Roman provavano ad ingraziarsi Logan. Mentre Connor cullava i sogni di una presidenza improbabile. Mentre Logan cercava un nuovo modo per restare in controllo.

Tutto crollava sotto i nostri occhi.

Tutto ci conduceva tra i vigneti del Chianti.

Tutto stava collimando per portarci in quella stanza.

Spaesati. Storditi. Sgomenti eppure cosi attratti da quel gioco perfido e senza sconti che in fondo, nonostante la distanza di modi e costumi, cosi ben rappresenta quanto vuoti, meschini e pronti a tutto siamo diventati.

Per la fama.

Per il potere.

Per il denaro.


 


Sviluppo Personaggi: 10

Complessità: 10

Originalità: 9,5

Autorialità: 10

Cast: 10

Intensità: 10

Trama: 10

Coerenza: 10

Profondità: 10

Impatto sulla serialità contemporanea: 9

Componente Drama: 10

Componente Comedy: 7

Contenuti Sessuali: 0

Contenuti Sessuali: 0

Comparto tecnico: 9

Regia: 8,5

Intrattenimento: 8

Coinvolgimento emotivo: 10

Soundtrack: 9

Produzione: HBO

Anno di uscita: 2021

Stagione di riferimento: 3


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