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The Expanse comincia l'ultimo ballo

Eh niente, un post di benvenuto per una delle serie da me più amate negli ultimi anni.

The Expanse è tornata con una sesta ed ultima stagione che vedrà la conclusione tra qualche settimana.

Piccola nota personale. La recensione della quinta stagione di The Expanse è stata una delle più apprezzate da tutti voi, non solo in termini di visualizzazioni ma anche in termini di interazione. Ancora oggi, ogni tanto, mi capita di beccare qualche nuovo commento sui vari social in relazione a quel post oramai rilasciato un annetto fa.

Per voi curiosoni ecco qui la recensione della stagione 5.

Son soddisfazioni. Non ci guadagno un fico secco (anzi investo gran parte del mio tempo libero in questo blog) ma di sicuro ne guadagno in termini di personal satisfaction.

Spesi 30 secondi su questo mio delirio personale torniamo a bomba sul ritorno di The Expanse.

Come è stato?

Dove eravamo rimasti?

Dove andremo?

Un fiorino!

Eh no, non siamo all'inizio di Non ci Resta che piangere (sempre lodato sia Massimo Troisi) ma all'inizio di una brevissima recensione (o forse dovrei dire un saluto) ad una serie tv che sta per lasciarci, stavolta per sempre.

Lo "stavolta" è reso necessario dal fatto che, come saprete, The Expanse ha vissuto 2 vite. Una su Netflix (che lo aveva lanciato e creato) ed una su Amazon Prime Video (che lo aveva in qualche modo ripreso dopo la cancellazione della piattaforma streaming sua competitor). Stavolta l'addio sarà per sempre e già avverto quel misto di adrenalina e malinconia che accompagna tutte le grandi serie che stanno per terminare.

La sesta stagione parte, fondamentalmente, da dove ci eravamo lasciati (e qui mi chiederete dove ci eravamo lasciati visto che erano successe un miliardo di cose).

Riassuntino velocissimo e privo di dettagli.

La terra (o meglio gli "inners") avevano subito forse il più feroce attacco alla loro supremazia. Marco Inaros e la sua Free Navy erano riusciti a forzare un anello, avviando uno scontro epico che potremmo riassumere come quello fra gli oppressi e gli oppressori ma anche come quello fra coloro che credono nella democrazia e coloro che credono nell'anarchia, fra i violenti ed i pacifici (che poi pacifici mai lo sono stati), fino ad arrivare all'eterna dicotomia tra buoni e cattivi.

Filosoficamente la quinta stagione era stata come sempre di altissimo livello ma, soprattutto grazie all'arrivo di Marco Inaros essa era riuscita ad avviare un notevole discorso epico intorno alla Free Navy e la Rocinante, fra gli inners e i belters.

Questa ultima premierè riparte da li, mostrandoci come e quanto la Free Navy sia riuscita ad avanzare e conquistare e quanto la Terra e gli inners siano sull'orlo della sconfitta definitiva.

Vi è stato anche un momento in cui la nostra amata "Chrissy" ci ha lanciato un monito grosso come una casa su quelli che, extradiegeticamente, altro non sono gli impatti che il cambiamento climatico potrebbe avere sulla nostra amata Terra e sulla Natura che ci circonda.

L'avvio della sesta stagione sembra averci voluto dire che lo scontro finale non solo è arrivato ma è oramai quasi avviato a conclusione.

I nostri eroi, gli amici della Rocinante (intanto rimasti senza Alex) sembrano avviati a sconfitta e morte certa. Inaros sembra avere vinto, stravinto su tutto e tutti ed essere in una posizione di vantaggio tattico, tecnico e di fuoco senza precedenti.

Ed ecco che allora sarà molto importante tenere sotto osservazione quelle che sembrano le uniche 2 variabili impazzite di questo epico scontro finale, vale a dire Philip Inaros e la nostra amata Drummer. Entrambi, per motivi diversissimi, potrebbero rappresentare delle schegge letali nella testa di Marco. Philip sembra essere avviato ad un tradimento completo, il capitano Drummer deve solo attendere di essere trovata (probabilmente dalla Rocinante) e perdonata, in modo da poter giocare un ruolo chiave nel ribaltamento dei fronti in favore degli Inners.

Le cose cambieranno statene certi e cambieranno mille volte ed in maniera diversa, imprevedibile e sempre perfetta.

Stiamo parlando di The Expanse ragazzuoli, mica di New Amsterdam? Qui non si scherza. Qui la posta in gioco è altissima. Qui le cose si fanno serie anche quando non dovrebbero. Figuriamoci ora che la galassia "interna" è in pericolo!

Ci rivediamo per la recensione finale fra qualche settimana!

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