• cinguettio
  • Instagram
  • Facebook Icona sociale

The Girl From Plainville: adolescenti, depressione e "messaggini"

Hulu non vi delude mai?


Elle Fanning neppure?


L'accopiata Hulu-Fanning non ne parliamo neppure?


Hulu ed Elle Fanning, dopo l'eccellente collaborazione in The Great (qui la recensione) tornano a collaborare e lo fanno con la miniserie in 8 episodi dal titolo The Girl From Plainville.

Accanto alla Fanning spunta Chloe Sevigny, oramai convertitasi alla serialità vista anche la recente apparizione nella seconda stagione di Russian Doll (anche qui vi ripropongo la mia recensione in merito).

In cabina di sviluppo vi è Liz Hannah, autrice semi sconosciuta che, oltre ad avere lavoricchiato con Steven Spielberg, si è contraddistinta per aver scritto alcuni episodi del recente The Dropout e di Mindhunter.

Tutto quello che c'è da sapere su The Girl From Plainville appare, forse, nella scritta che anticipa il pilot, dove si legge che la serie è basata su una storia vera e che i fatti saranno, a fini di adattamento televisivo, oggetto di qualche romanzamento (che cattivo che sono).

Sarò cattivo forse ma la storia, e lo si capisce anche dal pilot, che viene narrata nella serie viene in qualche modo "rovinata" dalla consapevolezza di essere di fronte a qualcosa di reale. Peggio mi sento se sono uno spettatore che ha già ben chiara la situazione a cui la serie approderà prima ancora di vederla.

Per dirla in altri termini e senza girarci intorno. Se conoscete come va a finire la serie ha veramente poco senso guardarla. Se proprio non avete idea di cosa ci sia dietro allora The Girl From Plainville potrebbe "prendervi" e potrebbe regalarvi qualche piccola soddisfazione.

Non una cattiva serie, anzi. La capacità di creare quella tensione silente e quel subbuglio leggero nello stomaco, gli autori hanno dimostrato di averla ma viene totalmente depotenziata dal fatto che conosciate o meno la storia.

Ma quale è, alla fine, questa fantomatica storia di cui stai parlando caro Serial?

E' quella del suicidio di Roy Conrad, giovane diciottenne che un mattino viene ritrovato privo di vita nella sua auto, all'interno di un parcheggio del suo piccolo paese in prossimità del mare.

Sul fatto che si tratti di suicidio ci sono pochi dubbi ma che il contesto intorno a cui si sia sviluppato quel efferato crimine verso la propria persona è abbastanza fumoso, indefinito e misterioso.

Sin dal pilot qualche pulce nell'orecchio ci viene messa e sin da subito immaginiamo che Michelle Carter, interpretata da Elle Fanning, c'entri qualcosa con il suicidio di quello che lei definirà più volte l'amore della sua vita.

Quella pulce che entra nel nostro apparato uditivo, in realtà sembra solleticare anche la madre di Roy ed il detective che indaga sul caso. Qualcosa non torna. Non so dirvi cosa, ma qualcosa non torna. E' questo che io spettatore, e loro protagonisti, abbiamo pensato sin dal primo istante in cui abbiamo conosciuto Michelle.

Da li si scende, gradino dopo gradino verso una cantina buia fatta di egocentrismo e disturbi della personalità che, fusi con la spaventosa duttilità con cui i social media plagiano le menti degli adolescenti spingendoli ad essere ciò che non sono ed agognare un like o un commento più di ogni altra cosa, convergeranno verso la comprensione di un atto individualistico e personalissimo come il suicidio che qui assumerà la forma di un crimine. Michelle, infatti, scopriremo essere colei che istigherà al suicidio Roy e lo farà nel pieno delle sue facoltà mentali, assistendolo in un percorso di accettazione di una realtà inaccettabile e da cui, dunque, fuggire.

Il personaggio interpretato dalla Fanning suscita interesse poichè, pur apparendo totalmente disturbato e dissociato dalla realtà, conserva quell'apparente serenità e normalità adolescenziale con cui giustificheremmo ogni cosa.

Anche quando scopriremo la verità, tenderemo ad indignarci ma anche a capire, a comprendere che in fondo nulla nasce davvero per caso e che Michelle, pur essendo complice di un atto cosi violento come quello perpretrato da Roy ai danni di se stesso, è in fondo una ragazza che ha accompagnato un ragazzo da lei tanto amato verso una orribile decisione che sembrava avere un senso logico nel grande schema delle cose che i 2 stavano disegnando.

Senza Michelle, Roy si sarebbe comunque tolto la vita?

Avrebbe mai pensato di uccidersi?

Michelle avrebbe potuto avvisare famiglia o autorità che qualcosa stava per accadere?

In questo senso, Michelle è sicuramente colpevole.

La giuria decreterà.

Noi continueremo ad esplorare la psiche della protagonista.

Intorno nasceranno domande che ci porteremo fuori dallo schermo.

The Girl From Plainville è una buona serie che merita una chance, specie se vi interessa l'argomento. Non mi sento di affossarla ma neppure di esaltarla. A voi la scelta.

La metterete in lista o la lascerete morire?

Sviluppo Personaggi: 7

Complessità: 4

Originalità: 5

Autorialità: 5

Cast: 7,5

Intensità: 7,5

Trama: 6+

Coerenza: 6,5

Profondità: 5

Impatto sulla serialità contemporanea: 1

Componente Drama: 9

Componente Comedy: 0

Contenuti Violenti: 1

Contenuti Sessuali: 2

Comparto tecnico: 6,5

Regia: 5

Intrattenimento: 2

Coinvolgimento emotivo: 5

Opening: 2

Soundtrack: 2

Produzione: Hulu

Anno di uscita: 2022

Stagione di riferimento: 1

123 visualizzazioni

Post recenti

Mostra tutti