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The Regime è stato un inaspettato flop?

Ogni anno, o per meglio dire ogni mese, ogni settimana, ci capita di entusiasmarci di fronte ad un trailer o una notizia relativa al casting o alla produzione di questa o quella serie, questo o quel film. In questo esatto momento, ad esempio, mi sento elettrizzato all'idea di scoprire i primi episodi di Presumed Innocent di Apple TV Plus con Jake Gyllenhaal. Se e quanto questa serie mi sorprenderà lo scoprirò solo dopo qualche episodio o forse dopo l'intera stagione, come è ovvio che sia ma in questo istante se mi chiedeste quale possa essere la serie da tenere d'occhio nei prossimi 2-3 mesi vi direi senz'altro questa.

Tutto il preambolo mi serviva per dirvi che se mi aveste posto la stessa domanda sul finire del 2023, chiedendomi quale show attendevo maggiormente in riferimento all'intero 2024, non credo che mi avreste trovato esitante.

Avrei scommesso tutto su The Regime, vuoi per le spalle forti dell'intoccabile HBO, vuoi per il ritorno del premio Oscar Kate Winslet sul piccolo schermo, dopo il trionfo dell'intensissimo Mare of Easttown, vuoi per il tema di fondo che sembrava, più o meno, voler richiamare House of Cards.

Come un turista che si reca per la prima volta al Bellaggio e punta al Black Jack senza conoscere la minima regola o strategia, ho perso tutto quello che ho puntato fidandomi di premesse che mai come stavolta si son rivelate fallaci.

Se doveste trovare la serie, a fine 2024, oltre la posizione 50 della classifica LIVE, non stupitevi.

Recensione The Regime serie tv HBO Kate Winslet

Ci son voluti pochi minuti per capire che qualcosa in The Regime non funzionava e che la serie non avrebbe avuto modo di ingranare le marce alte molto facilmente.

Quando poi, trascorsi i primi stranissimi minuti, è comparsa Kate Winslet senza che riuscisse minimamente a bucare lo schermo o invertire la rotta ho realizzato che The Regime era spacciata.

L'effetto è stato, più o meno, lo stesso che mi ha dato Napoleon di Ridley Scott quando, incontrato Joaquin Phoenix, intoccabile quanto la Winslet per bravura, ho avuto zero sensazioni positive. Mi sembrava fuori fase, non in parte, non dentro il ruolo o ancor peggio incapace di dare a quel personaggio quel tocco magico che aveva dato a decine di altri personaggi in carriera. Qui, in The Regime, accade esattamente la stessa cosa. Kate Winslet, la bravissima, intoccabile e pazzesca Kate Winslet, quella che ci aveva fatto venire i calli alle mani a causa degli applausi scroscianti per la sua interpretazione in Mare of Easttown, sembra un pesce fuor d'acqua, sembra essere un'attrice alle prime armi decisa a rendere il proprio personaggio una macchietta.

Intendiamoci, il cancelliere Elena Vernham, che lei interpreta, è e deve essere una figura caricaturale viste le intenzioni degli autori ma l'impressione è che non si possa riuscire in alcun modo a volerle bene o a ridere di lei o a piangere per lei. L'empatia verso il personaggio è ai minimi termini e quando manca quella, manca tutto, anche quando il protagonista, come in questo caso, deve essere l'ombra satirica di tanti cancellieri, governatori, presidenti sparsi in giro nelle democrazie o finte tali di tutto il mondo.

Per dare un po' di contesto, The Regime ci trascina in una democrazia di uno stato europeo di fantasia che democratico non lo è più da quando la cancelliera è salita al potere. Circondata da lacchè, contorniata da finti esperti, inondata di lodi e sorrisi, Elena ha sviluppato ben presto il complesso di Dio senza che alcuno spirito santo fosse piombato su di lei. Elena è, anzi, il ritratto di un potente governante senza troppi scrupoli e cultura che, però, crede di essere primo fra gli altri, al di sopra della legge e fautore di ogni successo o presunto tale della sua nazione. Un dittatore che si tinge di democrazia colloquiando con le altre nazioni a fini prettamente commerciali o di facciata e che celebra o per meglio dire si auto-celebra ogni volta che può.

L'idea non è affatto male ed è, per giunta attualissima come provocazione. Il problema è che è realizzata malissimo. A livello scenografico sembra essere tornati indietro di 20 anni. In termini narrativi sembra tutto troppo eccessivo e fuori posto. In termini diegetici ed extra-diegetici sembra di essere di fronte ad una grandissima insalatona mista dove gli ingredienti principali rimangono sullo stomaco e quelli di contorno sfumano in un nano-secondo.

L'unica cosa che rimane, almeno nella mia visione del mondo e delle cose, è un gigantesco riferimento alla politica nostrana con Elena che assomiglia molto alla nostra Giorgia ed i suoi consiglieri che assomigliano molto ai Del Mastro, Donzelli, Lollobrigida di Italia nostra. Lo sfacelo culturale, morale, etico, pubblico, economico, politico che notiamo in The Regime è lo stesso che ci passa davanti agli occhi ogni giorno da un paio d'anni, camuffato da trionfo grazie al controllo quasi totale dell'informazione, dai giornali ai telegiornali fino al sapiente utilizzo dei social. La distopia che si fa realtà o forse la realtà che è talmente distopica e triste da non permettere neppure ad un prodotto made in HBO, con Kate Winslet, di riuscire a stupire.

Ma questa, se volete, è un'altra storia, una drammatica altra storia con cui, prima o poi, come cittadini, dovremo fare i conti.


 

Sceneggiatura: 6

Regia: 4

Cast: 7

Genere: Drama

Complessità: 6

Originalità: 6+

Autorialità: 3

Intensità/coinvolgimento emotivo: 3

Profondità: 5

Contenuti Violenti/Sessuali: 2

Intrattenimento: 5

Opening: 7

Soundtrack: 4

Produzione: HBO

Anno di uscita: 2024

Stagione di riferimento: 1

Voto complessivo: 6

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