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The Boys e l'insostenibile leggerezza dell'hype

Eravate appesi al sottile file dell'hype per la terza stagione di The Boys?


I 2 trailer che precedevano la stagione vi avevano sufficientemente sconvolto?


Siete tra i tanti che hanno già visto il triplo episodio di apertura?


The Boys è finalmente ritornata a mostrare budella e occhi "rossi". Dal 3 Giugno, la terza stagione è disponibile su Amazon Prime Video.

Non mi dilungherò ma qualche appunto su questi 3 episodio volevo lasciarlo.

Non avevo letteralmente un "buco" in questi giorni per riuscire a vederli ma, miracolo dei miracoli, in qualche modo ce l'ho fatta a ritagliarmi quelle 3 ore e adesso non posso lesinarmi dal condividervi qualche sensazione.

Patrioti della serialità unitevi a me in questa brevissima raccolta di pensieri sparsi e disordinati sulla stagione.

La conclusione della terza stagione aveva sconvolto in maniera abbastanza imponente tutti i fan della serie.

L'Homelander in miniatura aveva bruciacchiato e sconfitto Stormfront.

Homelander ci era rimasto malissimo.

Becca aveva tirato le cuoia.

Butcher si era trovato di colpo senza la sua amata e con un baby patriota da accudire e da salvare dalle grinfie del super papà interpretato da Anthony Starr.

La terza stagione si apre con un cameo che mi ha letteralmente fatto saltare dal divano.

Si, quella "nazi bitch" che vediamo nelle prime inquadrature è proprio lei, la bellissima e statuaria Charlize Theron, ineffabile interprete di Stormfront nell'adattamento cinematografico dal titolo "The Dawn of The Seven" che, dopo aver puntato molto sull'eroina Stormfront ha dovuto riadattare la propria trama in funzione della rivelazione che quella eroina della Vought altro non era che una "nazi bitch".

Ne viene fuori un film ancor più ridicolo di quelle che potevano essere le intenzioni iniziali.

Red Carpet ed uno Hughie tirato a lucido come al ballo delle debuttanti per mostrarsi insieme a Starlight.

Ed è proprio la biondina ad avere il ruolo più importante in questi 3 episodi. L'indice di gradimento è alle stelle e la Vought decide di puntare tutto su di lei per placare le critiche piovute un anno prima per l'affaire Stormfront.

Sarà Starlight a diventare la co-capitana dei Seven, accanto ad un tramortito Homelander.

Come sempre è lui la figura più riuscita e meglio scritta.

L'invulnerabile patriota si riscopre debole, poco amato dal pubblico, scaricato sempre più da Stan e da quelli del marketing, privo della propria amata e spaesato come un cerbiatto in autostrada.

Dopo averle prese a destra e a manca, Homelander riesce a riprendersi lo scettro sfoderando un lato meschino, convinto e pauroso a tutto il mondo.

La presa di coscienza della sua forza lo renderà una minaccia ancor più grande di quanto non sia mai stato.

E allora l'unico modo per sconfiggerlo sarà la sua uccisione.

Ma come fai ad uccidere un Dio?

Improbabili alleanze si compongono.

Butcher, Maeve, Mallory, Starlight e Hughie si uniscono, nell'ombra per ritrovare Soldier Boy e ricostruire quanto sia successo a questo bifolco ma indistruttibile eroe americano 4 decadi prima. Nella sua morte/sparizione potrebbe esserci la risposta al problema Homelander.

Basterà una solida alleanza per risolvere il problema?

Butcher è un NO vivente a questa domanda.

Anche lui aveva gli occhi ad infrarossi nel trailer.

Ora sappiamo perchè.

Il V24 gli permette di essere supereroe per un giorno. Non senza effetti collaterali.

E qui c'è il dramma filosofico più grande di questi primi episodi.

L'uomo che combatteva i super decide di diventare un super. Un paradosso meraviglioso, forse non abbastanza originale ma di sicuro potentissimo in un contesto come The Boys.

Dove si spingerà? Quando rivelerà questa scelta ai suoi fidati compagni? Quanto questa scelta lo renderà più "disumano"?

Homelander e Butcher stanno per diventare 2 facce della stessa medaglia.

Intanto, sullo sfondo, il popolo bianco è in cerca di un leader, di un suprematista bianco che li guidi.

Sarà Homelander?

Deep ritorna. A Train ingrassa. Kimiko sogna. Serge è in difficoltà.

Tante sottotrame convergono, una su tutte quelle della Neuman e Red River.

Le tessere del domino crollano.

The Boys no.

Il sangue finto abbonda. Lo splatter anche. La rozza genialità non ne parliamo. Di scene vietate ai minori ne piovono a fiotti.

I ragazzacci son tornati. Come ce li ricordavamo. Con tanti eccessi, una satira sagace e pungente, uno sguardo all'oggi e tanta fantasia.

Continuate cosi.

Ci risentiamo alla fine.

Per adesso il mio voto è 8--.

Si poteva fare ancora meglio, ma decisamente si poteva fare molto molto peggio.

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