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Quanto è tragico, carismatico e imperdonabile il Carlo visto in The Crown 5?

Dopo aver parlato dei primi episodi di The Crown 5 (in questo post).

Dopo aver commentato complessivamente l'intera quinta stagione dello show di Peter Morgan in questo articolo.

Dopo aver letto una valanga di fesserie sul conto di questo magnifico show.

Dopo aver capito che su The Crown, cosi come per altre poche serie (Better Call Saul, Succession, Severance e poche altre) va fatta una guerra di religione seriale, ho pensato di scrivere molti più articoli di quanto avessi immaginato all'inizio sulla quinta stagione.

In particolare, saranno 4 gli articoli dedicati ai 4 personaggi focali dello show, ovvero Carlo, Diana, Elisabetta e Filippo.

Oggi è il momento del Principe (ora Re) Carlo.

Ad interpretare l'attuale sovrano, nella stagione numero 5, è stato Dominic West.

Ed "apriti cielo".

Polemiche a non finire.

Troppo affascinante.

Diverso dal Carlo interpretato da Josh O'Connor.

Troppo alto.

Troppo in forma.

Ma come direbbe il buon Martellone: "e sti cazzi?".

Perdonate la scurrilità massmediale ma francamente di fronte ad un attore così, che ti regala una performance cosi e che trasforma, senza scombussolarlo, un personaggio cardine dello show, nonchè forse il personaggio pubblico meno amato del globo negli anni in cui la quinta stagione nasce e cresce, in un personaggio ricco di sfumature, pieno di energia e carico di cose da dire.

Carlo, a ben vedere, può essere etichettato come il vero villain della storia, quella dentro e fuori dal piccolo schermo, essendo stato lui, e lui soltanto, a non sposare la donna che amava, condannando la donna che invece sposò, Diana, ad un matrimonio ed una vita infelice ed emotivamente traumatica.

L'aspetto che rende interessante la figura dell'allora Principe ereditario è che, pur avendo tutti i crismi del villain, egli è, indubitabilmente una vittima, per gli stessi motivi per cui, probabilmente, in molti lo indentifichiamo con il cattivo della storia.

Carlo, infatti, non ha potuto sposare Camilla poichè mal vista dalla famiglia Reale, mal posta all'interno del sistema che la Corona ha costruito negli anni per proteggersi dal richiamo della modernità intesa come coacervo di usi e costumi popolari che mai avrebbero dovuto invadere i salotti reali. Quel veto, più o meno velato, lo ha spinto nelle braccia di una giovane donna da tutti amata, ben voluta ed accettata come modello perfetto, come esemplare futura Regina. Diana Spencer è stata il suo biglietto di uscita dall'anonimato ma, al tempo stesso, la sua condanna, e la condanna di Diana, per quasi mezzo secolo di infelicità.

Ad aggiungersi a questo aspetto vi è tutto quello che la quinta stagione ci offre sul Carlo più politico, ideologo, persino cittadino del mondo, sociologo che probabilmente nessuno di noi si aspettava e Dominic West fa un lavoro della Madonna nel trasferirci l'immagine di un Carlo tutt'altro che ingobbito, tutt'altro che "seduto" sugli altari, tutt'altro che sornione.

Carlo è stato, ed è ancora oggi, a quanto pare, un uomo brillante, intelligente e ricco di idee. Questo suo essere cosi prepotentemente vitale e desideroso di emergere lo ha posto in contrapposizione con i suoi illustri genitori.

Nello show emerge, con innata potenza, il ritratto di un uomo che ha atteso per decenni il suo momento salvo vederlo arrivare all'alba dei 75 anni nel settembre del 2022 con la morte dell'amata "mamà".

Quanto debba essere frustrante sapere che per brillare e mettere in pratica le tue idee tu debba, necessariamente, attendere la morte di chi ti ha messo al mondo, Dio solo può saperlo (oltre che Carlo ovviamente).

E cosi al quinta stagione che in tanti avete bistrattato perchè non vi ha mostrato quello che nella vostra testolina vi aspettavate di vedere (la morte di Diana? Qualche gossip in più? Qualche effetto speciale come se foste nel Marvel Cinematic Universe?) ci ha presentato un uomo che per anni è stato l'oggetto dello scherno, della derisione e della cattiveria dell'intero regno, un uomo che ha sofferto nell'ombra, ha soffocato ogni suo istinto, ha mosso mille passi senza lasciare traccia, ha sognato un mondo nuovo sapendo che per realizzare quel sogno avrebbe dovuto letteralmente attendere la fine del vecchio mondo (o meglio del vecchio regno), quello stesso mondo che lo ha reso, per diritto di nascita, quello che è e gli ha dato, per sua stessa natura, il permesso di sognare cosi in grande.

Carlo è un personaggio tragico, un uomo che durante il suo cammino ha commesso scivoloni perdonabili (le tante gaffes che ancora oggi le cronache ci raccontano) ed altri imperdonabili (sposare Diana, tradirla e probabilmente pedinarla per costringerla a passi falsi) e che, attraverso quegli scivoloni si è costruito una fama che ha oscurato tutto il resto. Mi ha molto colpito, a tal proposito, scoprire quanta beneficienza egli abbia fatto e quanti risultati tangibili abbia ottenuto con la sua fondazione, The Prince's Trust. Del volontariato e delle gesta di Diana, ad esempio, conosciamo quasi tutto. Di quelle del suo consorte non avevamo mai sentito parlare. Almeno qui in Italia.

Una serie cosi, con un personaggio cosi drammatico per cui empatizziamo mentre stiamo lanciando sassi su di lui, dove la trovate al giorno d'oggi se non in quei rari casi sopra citati?


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