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La recensione di tutti gli episodi di The Mandalorian 2

The Mandalorian è stato, innegabilmente, uno dei successi più clamorosi degli ultimi anni. La sua seconda stagione, in particolare, ha contribuito a rilanciare definitivamente la saga di Star Wars e, contestualmente, ha portato Disney Plus ad essere immediatamente la più credibile rivale di Netflix nella battle streaming sempre più feroce e aperta.

Mentre Pedro Pascal si appropria della scena mondiale seriale, anche lontano dall'elmo Mandaloriano e grazie alla stupenda The Last of Us (qui la recensione), noi ci prepariamo all'arrivo della terza stagione del fortunato spinoff di Star Wars, che arriverà il primo marzo 2023.

Il clamore suscitato dalla serie scritta da Dave Filoni e Jon Favreau è stato reso possibile da un sapiente mix di generi e di stili, nonchè un ingegnoso uso delle più sofisticate tecnologie visive e digitali a disposizioni. Questo, unito ad una clamorosa capacità di maneggiare il materiale a disposizione e di attingere alla sconfinata mitologia di Star Wars, fatta di 3 trilogie cinematografiche ma anche di fumetti e serie animate, ha reso The Mandalorian un cult divenuto molto credibile anche a livello qualitativo, non a caso nominato anche ai recenti Golden Globes (qui trovate un riassunto della serata).

Uno degli elementi più discussi, e paradossalmente innovativi rispetto al contesto seriale attuale, è stato quello legato al rilascio settimanale degli episodi di The Mandalorian, alla stessa stregua di quanto avvenuto per WandaVision.

Abituati come siamo al binge watching ed ad interminabili maratone, ansiosi di sapere in poche ore come possa terminare una stagione o in certi casi un'intera serie, non eravamo più preparati a dover attendere 7 giorni tra un episodio e l'altro.

Su questo sito è stato evidenziato più volte come l'attesa possa alimentare teorie e contribuire ad una migliore metabolizzazione degli eventi narrati, accrescendo la consapevolezza dello spettatore rispetto alla serie stessa e consolidando il rapporto fra pubblico e prodotto.

Nella dicotomica battaglia fra "rilascio settimanale vs rilascio unico" mi schiererei senza dubbio nella falange di chi apprezza molto il distacco fra un episodio e l'altro ma la situazione è molto più complessa.

Giusto per terminare il discorso telegraficamente, la risposta giusta sarebbe: "dipende". Dipende dal tipo di prodotto, dipende dalla lunghezza degli episodi, dipende dal contesto nel quale una serie si colloca.

Una serie come The Mandalorian, cosi come WandaVision, cosi come Game of Thrones o Watchmen, si presta benissimo al rilascio settimanale perchè nel frattempo il dibattito sul web, sui social e tra amici riesce a riempire l'attesa, qualificandola come una sorta di estensione della puntata a cui abbiamo assistito qualche giorno prima. E' come se dilatare in 2 mesi 8 episodi permettesse ad una serie di vivere più a lungo, in un'epoca dove ogni settimana proclamiamo una nuova "serie dell'anno" salvo poi dimenticarcene 10 giorni dopo.

Ogni episodio di The Mandalorian porta in dote talmente tanta roba, mette sul fuoco talmente tanta carne che merita di decantare e di essere gustata con una certa calma.

Ecco perchè ho trovato enorme piacere a raccontarvi ogni episodio della serie nei scorsi mesi ed ecco perchè oggi, anche per offrire un ramoscello d'ulivo ai binge watcher, ho pensato di raccogliere in questo post tutte le 8 recensioni scritte per parlare, in quel momento a caldo, dell'episodio che era appena uscito a riscaldare i nostri cuori da serialfiller.

Di seguito trovate tutti i link di riferimento, conditi da una breve introduzione e qualche immagine divenuta nel frattempo iconica.

Ovviamente potreste trovare spoiler sulla seconda stagione ma se siete arrivati sin qui dubito che siate dei neofiti di The Mandalorian, dunque se volete approfondire allora "This is The Way"!


La stagione parte subito con una guest star d'eccezione. Timothy Olyphant (Justfified, Santa Clarita Diet, Fargo) è il coprotagonista di un episodio dalle tinte western (genere che spesso fa capolino in The Mandalorian) e che si prefigura come un buon episodio di introduzione che ci permette di riconnetterci all'atmosfera mandaloriana senza troppi sforzi. E' il classico adventure episode dove la trama orizzontale poco avanza ma quella verticale ci regala le solite emozioni ed il solito ritmo che non lascia scampo alla noia.


The Passenger è stato un episodio molto contestato al momento della messa in onda. Non grossissime polemiche, intendiamoci, ma la critica di molti secondo cui The Mandalorian stesse cincischiano e stesse prendendoci un pò in giro.

Chi muoveva queste assurde polemiche, aveva, forse, mal compreso quale sia la vera natura di The Mandalorian, il quale, dietro la sua gloriosa e meravigliosa superficie nasconde soprattutto dei personaggi straordinariamente sviluppati e l'ascesa tenerissima e inattesa di un legame indissolubile fra il personaggio interpretato da Pedro Pascal e il suo amichetto verde.

Se dovessimo individuare un punto, un episodio all'interno del quale quel rapporto passa dall'essere importante a speciale, diventando poi ancora qualcosa di più sul finale di stagione, è proprio questo The Passenger, episodio che tiene altissima la tensione ed omaggia, a suo modo, il genere horror.



E' un incontro importante quello che ci viene mostrato nel capitolo 11.

Non sarà il solo e non sarà l'ultimo incrocio rilevante nell'economia di questa seconda annata.

Il mandaloriano fa la conoscenza di Bo Katan, notissima ai fan delle serie animate The Clone Wars e Rebels e qui al suo debutto nella versione in carne ed ossa.

Ad interpretarla è un'attrice che ogni qual volta viene anche solo nominata riesce a generare un brivido sulla schiena degli amanti della fantascienza e della serialità. Katee Sachoff (Battlestar Galactica) è il volto perfetto, una scelta di casting azzeccatissima per il ruolo della ex reggente di Mandalore. E' un approdo attesissimo e che non delude e che servirà a disseminare altre briciole di pane sulla via del gran finale.


The Seige, pur nella sua importanza, è forse l'episodio più interlocutorio della seconda stagione. Funge da reunion fra vecchi compagni e ci prepara a quelli che saranno episodi tragici e ricchi di dramma oltre che di azione.

Qui l'azione è più predominante e l'introspezione più superficiale che in altre occasioni.

Resta un episodio di alto livello ma in coda rispetto ad altri di questa annata.


The Jedi è certamente un episodio iconico.

Lo è perchè ci presenta il primo Jedi seriale della storia (escludendo le serie animate) e perchè ci consegna un personaggio come Ahsoka Tano che, nonostante i pochi minuti a disposizione, è diventata leggenda.

Volto riconoscibile, storia convincente, legame profondo con la trama orizzontale, passaggio fondamentale rispetto agli eventi che ci attenderanno nell'adrenalinico e drammatico episodio successivo.

Ennesima presenza di peso nel cast grazie a Rosario Dawson e la sua performance nei panni proprio del guerriero Jedi.


Ricordo che avevo pubblicizzato questo episodio, e dunque l'articolo che lo riguardava, come uno spartiacque per il mondo dell'entertainment.

Non lo avessi mai detto!

Ricordo i tanti insulti social secondo cui stavo dicendo delle eresie. Ricordo anche che chi argomentava il suo dissenso lo faceva puntando su un tema che non era l'oggetto del contendere ovvero la bellezza in sè dell'episodio. Non a caso parlai di enterteinmant e non di serialità o cinematografia. Credo che The Tragedy abbia rappresentato un punto altissimo per l'intrattenimento. Ritmo asfissiante, sofisticatissimi effetti digitali, azione claustrofobica ed un evento traumatico per lo spettatore e per i protagonisti della serie.

Ne sono convinto ancora.

Ah, e poi arriva Boba Fett...


All'epoca della recensione avevo considerato questo episodio come un bellissimo episodio action ma meno importante e meno roboante del precedente.

Alla luce degli eventi del finale credo che questa puntata possa essere considerata di svolta per il protagonista. E' in The Believer che assistiamo ad un turning point interiore che consolida la convinzione del protagonista di dover andare oltre il proprio credo, la propria armatura, la propria stessa vita pur di portare a termine la missione che si è autoimposto.

E' un momento potentissimo quello in cui Pedro Pascal appare sullo schermo ed è il preludio a quello che vedremo nuovamente nel finale.



Il finale della seconda stagione di The Mandalorian è stato già consegnato alla storia della tv.

Esso rappresenta l'esempio di quella che si definisce "buona scrittura". Tutto quello a cui abbiamo assistito durante la stagione trova compimento in questo finale. Ogni briciola di pane viene raccolta fino a condurci nella più naturale delle soluzioni. Quando un percorso narrativo appare allo stesso tempo naturale e sorprendente allora gli autori hanno fatto centro, riuscendo a costruire una storia credibile ma che non apparisse mai scontata. Si chiama coerenza narrativa, si chiama bravura, si chiama talento.

Il parco autoriale di The Mandalorian è un parco autoriale geniale e per questo la serie riesce ad andare oltre l'azione e oltre il budget, sfondando il muro di scetticismo che poteva circondarla all'inizio e convincendo appassionati e non.

Il finale ci consegna il compimento del destino dei protagonisti e un'assemblea, un'orgia di guest star e personaggi secondari che avevano via via affollato gli episodi precedenti.

E poi ci sono le 2 sequenze finali che hanno oramai il monopolio delle sequenze più chiacchierate dell'anno.


E' stato divertentissimo ripercorrere con voi gli 8 episodi della seconda stagione di The Mandalorian.

Questo piccola gitarella verso Mandalore mi ha permesso di riconnettermi alla serie e anche di apprezzarne ulteriormente il percorso.

Spero possa funzionare allo stesso modo anche per voi.

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