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Udun rappresenta ciò che avremmo voluto vedere sin dall'inizio in The Rings of Power

Nonostante quasi tutti si siano mostrati in disaccordo con quanto avevo scritto in questo post in relazione al quinto episodio di The Rings of Power, resto fermo dell'idea che sino a quel punto quello fosse stato, senza ombra di dubbio il migliore episodio.

Non che ci volesse molto per essere superiori agli episodi iniziali, apparsi privi di mordente e senza una direzione interessante ma Partings, quello il titolo dell'episodio in questione, aveva in qualche modo fatto intravedere sprazzi dello show che immaginavamo di trovarci di fronte, indicando, finalmente, una direzione leggermente più chiara ed organica.

Non avevo tutti i torti visto che nell'episodio immediatamente successivo, dal titolo Udun, molti nodi vengono al pettine, la trama avanza in maniera decisa, il ritmo cresce e con lui tutto lo show.

Udun è, senza ombra di dubbio, non solo il migliore episodio della serie Amazon Prime Video sin qui ma è anche, molto probabilmente, il prototipo di quello che, ancor prima che lo show esordisse, ci saremmo aspettati di vedere una volta aperta la scatola contenente i cioccolatini di Jeff Bezos.

Ciò nonostante, di errori, facilonerie ed incongruenze sembrano essercene ancora ma, visto il pregresso, possiamo accontentarci di questo sonoro miglioramento.

Partiamo dai difetti o dai pregi?

Preferisco partire da questi ultimi poichè degli errori e delle noie vissute a causa dei primi episodi ne ho parlato veramente tanto nei post precedenti (a piè di pagina vi lascio i link alla recensioni di tutti gli altri episodi che hanno preceduto questo).

Visivamente, e questa non è una novità, è stato un gran bell'episodio. Lo slancio della battaglia ha reso tutto molto più semplice ma le sequenze di lotta, specie quelle a cavallo, hanno restituito tutta la potenza di quei momenti. Non è durato moltissimo, a dir la verità, ma tanto è bastato per far accelerare leggermente i battiti del cuore. La sequenza finale, poi, quella dei gayser improvvisi, dell'acqua che tutto travolge e dell'esplosione del vulcano è stata realizzata in maniera davvero impeccabile.

La cosa che, più di tutte, è cambiata è stato il ritmo. Sempre molto compassato negli scorsi episodi, questa volta non ci ha dato un attimo di tregua. L'attacco degli orchi prima, l'approdo di Galadriel, Halbrand e l'esercito di Numenor poi, ed infine il colpo di scena finale, sono riusciti a tenere altissima la tensione e l'attenzione di noi spettatori.

Una serie fantasy, a mio avviso, deve saper essere dinamica e deve regalare lunghi momenti con un ritmo serrato. La stasi dei primi episodi cozzava troppo con questo genere molto più che con altri generi. In un drama puoi permetterti di costruire e sviscerare all'infinito, puoi farlo persino nella fantascienza ma nel fantasy no. Nel fantasy, presto o tardi, dovrai mostrare battaglie, accelerazioni, plot twist, mondi fantastici in tutta la loro potenza, personaggi meravigliosi in tutta la loro stranezza. In questo episodio condensiamo, forse, tutto quello che era mancato prima in questi termini e non a caso questa svolta coincide con l'arrivo della prima vera battaglia.

Infine, per chiudere la panoramica sulle cose che hanno funzionato, è innegabile che questo episodio ci abbia permesso di avvicinarci maggiormente ad alcuni personaggi.

Adar è stato, sicuramente, quello che ha catturato maggiormente la nostra attenzione grazie ad un mix di spietatezza, fede e potentissima sicurezza che lo ha reso ai nostri occhi un semidio che, anche quando catturato, sa già come andra a finire.

La sua storia, quella legata ai Moriondor, a Morgoth, a Sauron e agli Uruk apre degli scenari tutti nuovi per chi non ha mai sfogliato una pagina dei libri e permette di aggiungere elementi di sicuro interesse a ciò che finora aveva ampiamente annoiato e deluso.

La stessa Galadriel, grazie soprattutto ad una discreta alchimia con Halbrand, sembra aver vissuto i suoi migliori momenti in questo episodio.

Si potrebbe dire altro ma per adesso chiudiamo questa finestra ed apriamo quella da cui gli spifferi sono maggiori ed il vento freddo accede maggiormente.

E poi non ci sono i pelopiedi in questo episodio... Impagabile!

Per lunghi tratti dell'episodio ho fatto finta di non vedere, ho preferito immaginare che tutto stesse filando liscio.

Non è andata, purtroppo, cosi.

Di errori, anche banali, ce ne sono stati.

Il più clamoroso è legato proprio alla battaglia che imperversava nel villaggio, in pieno giorno, fra Galadriel e la sua armata e gli orchi capitanati da Adar. A meno che non mi sia perso qualcosa, si intravedono chiaramente, porzioni di cielo illuminati a giorno. Come avevamo visto negli episodi precedenti, gli orchi dovrebbero proteggersi dalla luce, tanto è vero che nel quarto episodio, mentre rincorrono Bronwyn ed Arondir, decidono di fermarsi perchè il giorno sta sopraggiungendo.

Nella migliore delle ipotesi ci troviamo di fronte ad un'incongruenza grossa come una casa e nessun cappuccio che tenga può cambiare questo spiacevole fatto.

Veniamo poi all'esaltazione della coincidenza temporale.

Capisco benissimo che sia molto figo far si che Numenor arrivi nella Terra di Mezzo, per di più esattamente in quello specifico villaggio (come facessero a sapere che gli orchi fossero esattamente in quella minuscola porzione di territorio, non è dato saperlo) proprio mentre gli orchi ed Adar stavano facendo man bassa di Arondir & co. Un momento spettacolare ma privo di qualsiasi costruzione, roba che i draghi di Daenarys erano dei veicoli di coerenza narrativa estrema a confronto.

E poi c'è la fretta, quella dannata fretta che depotenzia tutto. In circa 20/30 minuti passiamo da Arondir contro tutti ad armata al fianco di Arondir. Adar con pugnale, Adar senza pugnale, Adar di nuovo con pugnale. Theo contento, Theo triste, Theo di nuovo triste. Halbrand re di nessuno. Halbrand acclamato dal popolo.

Tutto cambia con una rapidità pazzesca, senza permetterci di gustare nulla.

Udun è l'episodio che ho guardato con maggiore piacere e che rappresenta molto bene il "sentiment" che avevo nell'attesa che lo show debuttasse.

Se mi chiedeste quale è l'anima che ti piacerebbe ritrovare in una serie del genere vi risponderei che una discreta parte di quello spirito l'ho trovata in questo Udun. Uno show più battagliero, libero, solenne, epico e travolgente, che sappia costruire i momenti e sappia quando e come far esplodere le situazioni più esacerbanti.

In parte, questo episodio, ci riesce. In parte no.

Pregi e difetti, cose buone e cose meno buone, cose da dimenticare e cose da ricordare ma, perlomeno, non siamo più di fronte ad un prodotto da 6-- che rischia di lasciare indifferenti.

Come direbbe Galileo Galilei:

Eppur si muove!


Voto Udun: 7,5


Vi lascio alle recensioni degli episodi precedenti:


Gli Anelli Del Potere: basta parlare di capolavoro (o di delusione) - Recensione primi 2 episodi


Gli Anelli del potere: Adar non risolve i dubbi dei primi 2 episodi. Li alimenta. - Recensione Episodio 3


The Great Wave ci porta ad una (sonnecchiosa) svolta? - Recensione Episodio 4


Partings è il miglior episodio di The Rings of Power sin qui (e questo dovrebbe dirci qualcosa...)





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