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Westworld è tornata quella della prima stagione?

Per mia fortuna, nel raccontare la premierè della quarta stagione di Westworld mi ero accomiatato con una domanda e non con una sentenza.

Dobbiamo preoccuparci?

Era questo il quesito che vi avevo posto, dubbioso e perplesso come ero di fronte a quella premierè cosi pacata, introduttiva e spiazzante.

La parte ottimista di me mi diceva che il credito verso Nolan, Joy e la HBO era talmente alto da non doversi preoccupare di nulla e che quella sarebbe stata solo una mattonella posta sul grande pavimento di casa Westworld.

La parte pessimista, invece, mi sussurrava che forse, dietro tutta quella complessità qualcuno stava iniziando a perdersi nel labirinto che da sempre ci sta facendo impazzire.

Il dubbio, legittimo, lo avevo ribaltato a voi ed oggi sono qui a rispondere a me stesso ed a voi rispetto a quella domanda.

A metà stagione posso dirvi che...

Westworld è tornata ad essere Westworld.

Non voglio esagerare ma credo che questa quarta stagione possa eguagliare, o quantomeno avvicinare, i fasti della prima, straordinaria, stagione.

L'avvio compassato oggi suona come un avvio "calcolato", atto ad introdurci un filone narrativo terrificante che nel terzo e nel quarto episodio è esploso sulla nostra faccia.

Tornano tutti (o quasi) i personaggi principali, e per ognuno di loro la strada tracciata è nuova ma fedelissima al grande mondo di WW.

Finalmente Aaron Paul ed il suo saper dare il massimo con personaggi tormentati e sofferenti (vedi l'indimenticabile Jessie Pinkman di Breaking Bad) appare finalmente sfruttato a pieno.

Lui (e le mosche) sono i veri protagonisti di questa quarta stagione.

Accanto a lui una Thandie Newton sempre a suo agio nel ruolo di Maeve, personaggio oramai amato da tutti e che incarna, più di tutti l'umanità ed il Bene assoluto (che paradosso per un "robot").

La coppia che aveva dato il via e la fine alla vecchia guerra di cui qui vediamo gli strascichi, sono gli assoluti mattatori di questi 2 episodi, episodi in cui veniamo introdotti in un nuovo parco a tema (la Golden Age) ed in cui scopriamo chi e cosa ci sia dietro il nuovo mondo solo all'apparenza tornato alla normalità.

Dietro tutti gli intrighi, le domande, le sorprese che in questo avvio si erano palesate, c'era Hale, intenta a costituire un nuovo ordine mondiale, completamente ribaltato rispetto al mondo che Westworld ci aveva presentato nella prima stagione.

In quell'annata, erano gli uomini a plasmare, dominare, controllare le macchine. Quella destrutturazione/strutturazione serviva all'uomo per costruire delle macchine che fossero il più possibile simili, se non identiche, all'uomo. L'atto di Dio a cui l'uomo ambiva aveva uno scopo quasi triviale come quello di intrattenere un vasto pubblico nei parchi a tema dove tutto era concesso ed ogni impulso veniva tollerato, sfogato ed esaudito.

Oggi, 6 anni e 4 stagioni dopo, la Hale ribalta tutto. Saranno le macchine a destrutturare/strutturare l'uomo, nel tentativo di costruire un mondo dove tutti gli uomini diverranno macchine e soprattutto saranno controllati dagli androidi capitanati dalla Hale.

La nuova guerra, sfoggiata sotto una bandiera di nuova normalità, sembra avere un esito già scritto, esito che solo Bernard, qui in versione Doctor Strange in Infinity War, metterà in discussione.

Il "sintetico" più umano di tutti, infatti, compierà la scelta più forte che possa esserci: rinunciare all'eternità nel Sublime e gettarsi a capofitto in un'impresa folle e persa in partenza ovvero quella di salvare l'umanità da un annichilimento imminente.

Le forze del Sublime, infatti, hanno permesso a Bernard di predire che ci sarà solo una versione del futuro, tra le miliardi di possibili versioni, che assicurerà la salvezza degli umani.

Nonostante ciò, Bernard, si sveglia, in un futuro che scopriremo molto lontano e che si collegherà alla scioccante rivelazione sul finale della quarta puntata, e, coadiuvato da Stubbs, si tufferà in questa avventura dal finale quasi certo.

In questi 2 episodi assistiamo alla storyline di Bernard, in costante sottofondo, e a quella che lega i destini Maeve e Caleb per cui tutti abbiamo tifato (e sognato una ship fantascientifica).

L'ingresso nella Golden Age li ha fatti scontrare con una verità che non credevano fosse cosi atroce e che si ricollega a quanto detto poco fa.

La Hale sta sperimentando sugli umani una forma di "trasmissione", attraverso delle mosche infette, di un virus che permetterà lei di trasformare in androidi gli uomini stessi.

Caleb sarà uno dei pazienti zero.

Maeve la sua compagna di sventura.

Il tutto per portarci a quel tragico, travolgente e stravolgente finale che nessun fan di Westworld dimenticherà mai.

23 anni dopo un volto amico riaffiora dalla sabbia.

Un altro volto amico non è invecchiato di un giorno.

Una giovane donna cercando suo padre ha trovato una donna/androide che una guerra l'ha già vinta e si appresta a combatterne un'altra.

Sarà ancora più dura.

Sarà ancora più impossibile.

Sarà ancora una storia alla Westworld.

Per nostra fortuna.

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Voto 4x04: 9

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