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Westworld 4 è partito col freno a mano. Dobbiamo preoccuparci?

Vi ricordate ancora qualcosa della terza stagione di Westworld?


Attendavate la quarta?


In ogni caso la coppia Joy - Nolan è una garanzia?


Westworld torna a 2 anni di distanza dal termine della terza stagione e lo fa con una premierè che definire anticlimatica è dire poco.

I robot, i sintetici, gli androidi, le grandi macchine dominanti e dominate dall'intelligenza artificiale sono un vago ricordo.

Non lo sono i nostri più cari personaggi, da William a Maeve, passando per Caleb e Dolores.

Si torna a Westworld ma lontano da Westworld è questo genera il primo livello di spaesamento.

Il secondo, ed è forse quello che preoccupa di più, è legato alla sensazione di vuoto derivante dalla visione del primo episodio.

E' capitato anche a voi di avere come un buco nella memoria rispetto a quello che era accaduto solo 2 anni fa?

Ho fatto una fatica bestiale a riconnettere i puntini delle varie storyline e questo credo abbia indebolito la concentrazione e la presenza mentale durante la visione dell'episodio.

Perchè Dolores è bruna? Perchè vive in quella casa? Perchè fa quel lavoro?

Come mai, invece, Maeve è ancora nel pieno dei suoi poteri?

Perchè William vuole impossessarsi di quelle mining data messicane gigantesche?

Come fa a governare la mente dell'uomo del cartello?

Come mai Caleb...niente...qui non mi viene in mente nessuna domanda...il personaggio era piatto allora e sembra essere tornato piatto in questa quarta stagione, nonostante Aaron Paul.

Come è o come non è ho avvertito un grande senso di frustrazione. Sarò forse io a perdere i colpi o ad avere troppe storie e troppe serie nella testa ma il fatto di non riuscire a ricordare quasi nulla di quella che reputo una delle serie che attendo maggiormente ogni anno, mi ha fatto riflettere.

Sarà che Nolan e Joy stanno facendo, già da 2 stagioni i passi più lunghi della gamba?

Non fraintendetemi, per me Westworld è una serie che non possono permettersi tutti, è una serie che offre tantissimo solo a chi è disposto a concentrarsi e tuffarsi nei suoi intrippatissimi discorsi sui massimi sistemi e sull'essere umano nella sua accezione più complessa e straordinaria.

Una serie così può sicuramente lasciare tanti interrogativi e lasciare punti in sospeso, vuoti di memoria più o meno giganteschi. La complessità delle trame e la coralità dei personaggi respinge ogni semplificazione, che piaccia o no.

Ed anche in questo ritorno, sempre graditissimo, tornano cari i classici temi della serie sebbene non sviscerati abbastanza.

Ce ne è uno che mi ha impressionato più degli altri e credo, anzi spero, possa essere il fulcro della stagione, anche perchè attualissimo ed ancestrale.

Viene evidenziato durante un dialogo fra Caleb ed un suo collega, il quale gli dice che la rivolta non li ha liberati e soprattutto che l'Incite non era la bestia cattiva che rubava i dati per dirci chi saremmo stati e cosa avremmo fatto in futuro, ma aveva smascherato chi eravamo già. Fatta questa bella analisi il tizio si rivolge a Caleb dicendogli una cosa del tipo: "Cosa è cambiato per te dopo la rivolta?". Domanda retoricissima che spegne gli entusiasmi del povero Caleb e spinge lui e noi ad una mastodontica riflessione su noi stessi.

Siamo quel che siamo e sta a noi determinare il nostro presente ed il nostro futuro, forti delle esperienze passate. Nessuna macchina, nessun maestro dei Big Data potrà plasmarci se non indicandoci esattamente chi siamo. Nel caso di Caleb un essere umano che dopo tutto quel casino ha finito per ritornare ad essere esattamente la persona che era prima, a fare il lavoro che faceva prima, senza che nessuno lo costringesse. Prima c'erano i robot e ci si lamentava dei robot, oggi i robot sono stati liberati e ci si lamenta di qualcos altro.

Siamo quel che siamo, appunto.

Ecco, questo è il tipo di riflessioni che mi aspetto da una serie come Westworld.

Questo inizio si è concesso pochissimi momenti del genere ed è un peccato.

La stagione è ancora lunga e ci sarà tempo e modo per riscattarsi.

Vi lascio, visto che ci siamo, con la recensione che ebbi modo di scrivere in occasione della fine della terza stagione.

La trovate di seguito:


Westworld 3: quando l'aspettativa diventa un macigno


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