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What We Do In The Shadows 3: sempre al top ma..

L'ultimo vostro costume di Halloween/Carnevale è stato quello di Dracula?


Avete una strana passione per i Vampiri?


Vi siete sempre chiesti come possa essere la vita di uno zannuto immortale succhiasangue oggi?


Aldilà di tutto quel che vi interessa è divertirvi?


Cosa ci fate ancora qui? Correte a cercare un modo per recuperare What We Do In The Shadows, mockumentary vampiresco di FX nel quale la finta troupe segue le vicende di un gruppo di 4 vampiri, e del loro familio, in quel di Staten Island.

Ne avevo già parlato abbondantemente in questo post nel celebrare la seconda stagione.

Oggi, invece, spoilerando lievissimamente, vi voglio parlare della terza stagione che in questo 2021 ha provato a farci sorridere nuovamente ripartendo dagli eventi della stagione numero 2.

Come detto la stagione 3 riprende esattamente da dove era finita la 2.

Guillermo si era rivelato essere un ammazzavampiri spietato e infallibile, oltrechè inatteso, e la ciurma composta Laszlo, Nandor, Nadia e Colin Robinson aveva beneficiato della sua "condizione" mettendosi in salvo da una congiura nei loro confronti da parte del Vampire Councile.

Questo evento ha generato 2 questioni tutt'altro che secondarie.

La prima ha dei risvolti interni al gruppo, la seconda getta lo sguardo sul regno vampiresco tout court.

Guillermo diventa, di fatto, al tempo stesso una minaccia ed una salvezza. I 4 vampiri sanno di dover convivere con un familio che potrebbe sterminarli tutti in un batter d'occhio ma che, contemporaneamente, può proteggerli da ulteriori tentativi di uccisione da parte di altri vampiri.

Da qui viene tracciata la prima linea verso quella che sarà la terza stagione che, dopo un paio di episodi di assestamento sarà in grado di rinnovarsi, con intelligenza mettendo i propri protagonisti di fronte a scelte difficili e nuove esperienze.

E' il caso delle tentate bromance di Nandor che goffamente, in questa stagione, prova ad umanizzarsi, scegliendo, soprattutto di lanciarsi in avventure amorose destinate miseramente, e comicamente, a fallire.

Non sarà il solo tormento del giovane e immortale "The Relentless", da sempre specchio più intimista del gruppo stesso. Nandor vive una sorta di crisi esistenziale che lo porterà più volte a spingersi oltre i confini delle ombre in cui è destinato a vivere.

Il suo rapporto con Guillermo vacillerà più volte ma più volte verrà sfidato, senza successo, ad un ultimo atto.

Laszlo e Nadia continueranno, invece, a fungere da componente più violenta, verbalmente e fisicamente, e negligente alle tante regole che la storyline legata al Consiglio dei vampiri costringerà loro a rispettare.

E infine c'è Colin Robinson, il vampiro energetico che forse più di tutti riesce a farci entrare in quella che è la grande dialettica extradiegetica che gli autori vorrebbero instaurare con il pubblico. E' lui, infatti, a metterci di fronte alle tante ipocrisie della società contemporanea, fatta di consumi, di tempo gettato alle ortiche di assillanti esigenze, di inutilities, di socialità artefatta e di tanti altri modelli che pedissequamente seguiamo senza stare troppo a chiederci il perchè e per come.

E sarà proprio Colin Robinson il detonatore di tante emozioni che emergeranno nel dittico finale da parte dei protagonisti.

La terza stagione di What We Do In The Shadows è stata bella, interessante e divertente come le altre due.

Nessun dubbio su questo.

Quel "ma" che mi trascino sin dal titolo rispecchia una fortissima sensazione che ho avvertito lungo tutta la stagione.

Si tratta di quel mancato fermento che invece nelle altre 2 stagioni, soprattutto nella prima, ero riuscito ad avvertire. Ricordo le risate fragorose, lo stupore nel vedere messe nero su bianco delle critiche alla società molto argute e sottili, mai banali, e che invece ora sembrano essere meno roboanti, meno impattanti verso lo spettatore quasi come se la vera forza di What We Do In The Shadows risiedesse nell'effetto novità. All'epoca dell'esordio, infatti, era palbabile la sensazione di assistere a qualcosa di unico, diverso, originale. Oggi la serie sembra, nonostante gli enormi sforzi, essere troppo ingabbiata entro il proprio recinto, sempre divertentissimo, sempre originalissimo, sempre unico ma notevolmente depotenziato rispetto agli esordi.

Non è un problema in sè ma di certo la rende una serie più vicina al guilty pleasure che al must to watch.

Ho continuato a ridere, ma con meno gusto. Ha continuato a sorprendermi, ma con una frequenza minore.

Continuerò a consigliarla, ma con meno ardore.


 

Sviluppo Personaggi: 8

Complessità: 6,5

Originalità: 9

Autorialità: 7

Cast: 7

Intensità: 5

Trama: 5

Coerenza: 5

Profondità:7

Impatto sulla serialità contemporanea: 6

Componente Drama: 2

Componente Comedy: 9

Contenuti Violenti: 8

Contenuti Sessuali: 2

Comparto tecnico: 6

Regia: 6

Intrattenimento: 9

Coinvolgimento emotivo: 4

Soundtrack: 4

Stagione di riferimento: 3

Produzione: FX

Anno di uscita: 2021

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