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Segnatevi Feel Good ma soprattutto un nome: Mae Martin

Ci sono serie tv che non rappresentano dei capolavori, non offrono nomi di grido nel cast o nel parco autori, ma che in qualche modo riescono ad incidere, a raccontare qualcosa, a lasciare un piccolo segno in quel particolare momento in cui vengono realizzate.

Feel Good è una di queste.

In onda su Channel 4, e poi su Netflix, prima stagione rilasciata nel 2020, scritto da Mae Martin, che è anche la protagonista e vera sorpresa di questa serie.

Feel Good narra la storia d'amore fra Mae e Georgina, 2 ragazze accomunate dalla medesima voglia di scoprirsi e scoprire la propria sessualità ma soprattutto se stesse e la propria identità.

Il discorso sulla sessualità vale solo e soprattutto per Georgina, ragazza che ha sempre avuto rapporti etero ma che improvvisamente piomba in una strana e ingiustificata attrazione proprio per Mae, ragazza che non ha mai nascosto la sua sessualità ma che il suo posto nel mondo non lo ha trovato ancora.

Ed è proprio questa la chiave della serie. Le ragazze, pur con storie e caratteri diversissimi, bramano di trovare il loro sacro luogo nell'universo, se vogliamo la loro identità, intesa come affermazione esistenziale del proprio IO.

In questo, Mae sembra essere molto più smarrita dalla compagna.

Una storia totalmente autobiografica quella raccontata dalla stand up comedian canadese.

Mae sa cosa vuole, sa di essere una ragazza con dei problemi e delle insicurezze e non limita al suo essere gay il proprio punto di vista.

Mae vorrebbe affermarsi e affermare in toto il suo sguardo sul mondo e sugli altri.

Georgina rappresenta per lei l'altra metà di una mela ancora troppo acerba ma rara e irresistibile tentatrice.

Non c'è dubbio che Mae sia un personaggio molto complesso.

L'autrice riesce però a renderlo più complesso e sfaccettato di molti altri personaggi visti e rivisti, triti e ritriti in questi anni, grazie all'autorivelazione delle sue stesse paure.

Mae sa di avere qualcosa che non va. Lo sa lei, lo sanno gli altri e soprattutto la seconda stagione proverà a scavare a fondo nei ricordi per capire da dove il suo disagio e le sue fisime siano derivate.

Mae sa di non essere una persona equilibrata. Lo sa le, lo sanno gli altri eppure tutti hanno fiducia che possa sconfiggere, presto o tardi, i suoi demoni ma prima dovrà accettarli, comprenderli, affrontarli, magari non da sola, magari fidandosi di chi, come Georgina, ha scelto di starle accanto.

Mae sa di avere delle insicurezze, di essere tossica per chi le sta accanto, di essere debole. Lo sa lei, lo sanno gli altri eppure sembra essere sempre Mae quella che respinge nonostante sia lei stessa il "problema" più che chi le sta intorno.

Questo meccanismo da un lato la rende odiosamente insopportabile agli occhi degli altri ma dall'altro la rende tremendamente umana, tremendamente capace di cogliere le sfumature quotidiane della vita che le scorre davanti.

Georgina, al contrario, nasce come una creatura sicura di sè, posizionata sui binari giusti della ferrovia.

Ha molti amici, tanti pretendenti, una famiglia benestante ed apparentemente benevola e compiaciuta del rapporto con la propria figlia, tutte cose che Mae non ha mai avuto nella sua vita o che quantomeno crede di non aver mai avuto.

Eppure questa sembra solo una patina posizionata sulla crosta della personalità e dell'esistenza di Georgina.

La scoperta di Mae, e dell'amore che prova per lei, le rivelerà che l'amore può avere un volto diverso da quello che si era sempre immaginato e che quello stesso amore può portare a dei risvolti totalmente inattesi, siano essi positivi o negativi.

Georgina scopre molto di sè grazie a Mae, e viceversa Mae scopre molto di sè stessa grazie alla propria amata, in una girandola di emozioni intime e private difficili da scardinare.

Non è un caso che entrambe riescano ad entrare in contatto e sinergia con se stesse e con i propri affetti, proprio adesso che hanno trovato l'altra.

E' un rapporto puro ma anche tossico perchè non permette ne all'una ne all'altra di fare a meno di questo amore cosi travolgente e inaspettato, sacrificando il proprio ego, i propri sogni, i propri orizzonti professionali ed umani.

L'autrice riesce a calamitare l'attenzione su di sè ma lo fa senza essere mai totalmente egocentrica e maniacale in questo racconto brevissimo dove riesce però a far emergere tantissimi aspetti.

Feel Good riesce ad essere non solo una storia sulla diversità ma soprattutto una storia sull'accettazione, 2 concetti che devono necessariamente viaggiare a braccetto per determinare una crescita nei singoli e nei gruppi di individui.

Mae è quel detonatore nella vita di Georgina che riesce a dare senso a tutte le ansie e le aspettative della ragazza ma è anche una ragazza in grado, potenzialmente, di rovinare tutto a causa del suo rapporto con sè stessa e con sua madre (Lisa Kudrow).

E' bello vedere come i rapporti più complessi nascondano delle fragilità e delle incomprensioni di fondo che, una volta accettate e una volta analizzate con serenità, si sciolgono come neve al sole.

E' un bel dramedy Feel Good.

Non è assolutamente un capolavoro.

Non è per nulla un caposaldo.

Non è imperdibile o consigliabile a tutti eppure sarebbe un peccato non regalarle 2 ore del nostro tempo.

Non aggiunge molto e non metterà in discussione nulla del vostro percorso ma forse vi strapperà qualche sorriso e vi regalerà qualche spunto per riflettere sulla diversità, sull'amore, e su voi stessi, senza pretendere nulla, senza spocchia e senza troppo rumore.



Sviluppo Personaggi: 8

Complessità: 6,5

Originalità: 7++

Autorialità: 7

Cast: 6,5

Intensità: 6,5

Trama: 6

Coerenza: 6

Profondità: 8

Impatto sulla serialità contemporanea: 4,5

Componente Drama: 6

Componente Comedy: 6

Contenuti Violenti: 0

Contenuti Sessuali: 3

Comparto tecnico: 5

Regia: 5

Intrattenimento: 6,5

Coinvolgimento emotivo: 6

Soundtrack: 3

Produzione: Netflix

Anno di uscita: 2020

Stagione di riferimento: 2