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Supersex: dall'intimo all'intimità di Rocco Siffredi il passo non è breve

Difficile non pensare al porno quando devi recensire una serie tv ispirata liberamente alla vita di Rocco Siffredi, approvata da Rocco stesso, raccontata, se vogliamo, dalla viva voce del porno attore più famoso degli ultimi decenni.

Difficile non immaginare che Supersex dovesse essere un certo tipo di serie.

Difficile non volare con la fantasia agli anni d'oro del grande Real, di Moana e Cicciolina.

Difficile non pensare che Supersex dovesse mostrare, mostrare, mostrare e ancora mostrare l'animale sessuale che Rocco Siffredi incarna e nel farlo dovesse attingere, a piene mani dal materiale pornografico di cui son pieni i sexy shop, i cassetti dei teenager di qualche anno fa, il web dei pirati solitari.

Partendo da un presupposto assai semplice, poco profondo e poco sottile, vi verrà facile comprendere come, Netflix, nell'attuare questa operazione tutta ormoni e gemiti, abbia voluto fare qualcosa che stona col personaggio e la sua storia.

Di personaggi bellissimi è pieno questo 2024 che vi sto raccontando, recensione dopo recensione, in questa sezione dedicata.

Nel tratteggiare quello che Supersex è stato provo a raccontarvi la mia esperienza da utente, da spettatore.

Il pilot mi è piaciuto molto.

Ho trovato interessante il voler partire dalle radici di Rocco, dal suo paesino Natale, da un passato simile a quelli di tanti altri ragazzi nati nella profonda provincia della profonda Italia del centro-sud. Ho trovato interessante il voler stratificare una storia ed un personaggio abbastanza piatti. Rocco è Rocco. Un pornoattore. Il pornoattore per definizione. Che altro aggiungere?

La serie, invece, prova a raccontarci il Rocco bambino per farci capire chi fosse il Rocco uomo che, dalla negletta e trogloditica provincia italiana degli anni '70 si fosse poi spinto agli estremi limiti dell'hard. Operazione nobile e sensata ma che, terminato il primo episodio ha perso di senso e potenza puntata dopo puntata.

Capiamoci; una serie su Rocco Siffredi fatta tutta di bellissime donne che ansimano, peni eretti, capezzoli turgidi, eros, tensione sessuale e gente eccitata, probabilmente l'avrebbero vista solo dei ragazzini foruncolosi con problemi di accesso al piratesco web. Al tempo stesso, però, ho trovato fuori fuoco, fuori posto, il voler rendere Roccone nostro una sorta di eroe, un ragazzo tanto sfortunato quanto dotato fisicamente laddove il sole non batte. Stratificare e approfondire va bene ma rendere la vita di Rocco Siffredi un drammone alla HBO con il tono di una serie sudamericana, no grazie.

Adriano Giannini, Jasmine Trinca e Alessandro Borghi ce la mettono tutta per convincerci che la vita di Rocco meritava una serie cosi e, scena per scena, probabilmente ci riescono pure. Purtroppo, però, al netto del fatto che Supersex è una buonissima serie tv che si guarda con piacere e che ha una buona capacità di raccontare quel che si prefigge, lo show Netflix è troppo distante da quello che sarebbe lecito aspettarsi da una serie tv incentrata sul personaggio di Rocco Siffredi.

Chiariamoci ancora una volta; Rocco non è un animale, non è solo Rocco il pornoattore. E' anche un uomo, è stato un bambino, un adolescente, un marito, un amante. Nulla quaestio. Rocco, però, non è Giovanna D'Arco, non è Saul Goodman, non è Tony Soprano.

Forse, aver provato a rendere un personaggio di questo tipo quel che questo personaggio non può permettersi di essere, è stato l'errore più grande che potesse commettere la serie diretta dal bravissimo Matteo Rovere.

Le dimensioni (degli errori) contano.

Sempre.


 

Sceneggiatura: 6 --

Regia: 6,5

Cast: 8

Genere: Drama

Complessità: 4

Originalità: 3

Autorialità: 4

Intensità/coinvolgimento emotivo: 6+

Profondità: 4

Contenuti Violenti/Sessuali: 9

Intrattenimento: 6,5

Opening: 3

Soundtrack: 5

Produzione: Netflix

Anno di uscita: 2024

Stagione di riferimento: 1

Voto complessivo: 6+



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