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Gen V: la figlia legittima e naturale di The Boys è appena nata e sa già cosa vuole

Non era affatto facile innestare una storia, sulla carta adolescenziale, nel mondo torbido, violento, grottesco e vorticoso di The Boys.

Eric Kripke e la sua banda ci son riusciti probabilmente sin dal momento in cui hanno iniziato a fantasticare all'idea di realizzare uno spinoff "teen" della loro creatura più riuscita, The Boys (tra l'altro è una delle serie che potete votare in questo post di apertura della Hall of Fame 2023! Accorrete!).

Dico questo perchè, a guardare Gen V (questo è il titolo dello spinoff di The Boys, appare chiaro che essa non sia un'opera improvvisata, studiata a tavolino per il gusto di spolpare il granchio succosissimo rappresentato dalla serie madre.

I primi 3 episodi di Gen V rappresentano un'attenta e apprezzabilissima estensione dell'universo di Homelander & co.

Cambia il contesto, si abbassa l'età media dei protagonisti, ormoni e tormenti di gioventù aumentano ma tutto trasuda The Boys in ogni singola scena e questo è un bene.

Vi rimando alla classifica LIVE 2023 per scoprire il posizionamento dello show di Amazon Prime Video e di tanti altri titoli in onda nel 2023.

Gen V recensione serie tv spinoff The Boys Amazon Prime Video

La cosa che più mi ha sorpreso nello scorrere, con estrema piacevolezza, i primi episodi di Gen V è quanto essa rappresenti una naturalissima prosecuzione del discorso intrapreso nelle prime tre stagioni della serie madre.

Non lo è solo sostanzialmente e concettualmente ma anche (e addirittura) temporalmente.

Sono molti i riferimenti agli eventi del season finale della terza stagione di The Boys, riferimenti mai chiassosi o didascalici ma che immediatamente catapultano lo spettatore più attento in continuum spazio-temporale con la serie madre.

In questo senso, Gen V pare fungere da intermezzo fra una stagione e l'altra di The Boys più che da vero e proprio spinoff (cosa che comunque è e rimane).

Un intermezzo utile a comprendere ancor meglio quanto sia chirugico lo sguardo degli autori sul mondo che ci circonda.

Laddove la serie madre scandaglia ai raggi x la figura dell'eroe e tutta la sua mitologia partendo da lì per dichiarare guerra alla società contemporanea dove gli adulti sono diventati miopi oggetti nelle mani degli Dei dei social, dell'hi tech, dell'intrattenimento e della politica (o quel che ne resta), Gen V abbassa lo sguardo verso i più giovani approfondendo l'impatto che quel mondo di adulti ha sulle loro vite.

In Gen V, come in The Boys, i protagonisti sono dei "Super" ma stavolta non sono ancora "arrivati", non sono ancora parte del teatro più prestigioso dove gli Homelander e gli A-Train giocano ma sono un loro derivato, uno specchio retrivisore dal quale osservare quanto accade ai Super più piccolini, più giovani, non ancora plagiati, corrotti e manipolati dal grande Circo messo in scena dalla Vought.

La nuova serie di Amazon Prime Video ci ricorda un paio di cosette che spesso, travolti dalla goliardia dei Butcher e dei Mother Milk, dimentichiamo.

I Super non nascono Super ma lo diventano e non lo diventano per libera scelta ma per imposizione.

Una scelta che subiscono e che viene fatta, solitamente, dalle persone che ogni bambino dovrebbe guardare come ad unico ed inequivocabile protettore ovvero il proprio genitore, i propri genitori.

Gen V rinfresca la memoria dello spettatore mostrandogli che nessuno di quei supereroi ha scelto di iniettarsi il compound V nelle vene.

Come ben ci ricorderà una delle protagoniste nel terzo episodio, quella merda è stata iniettata loro nelle vene proprio dai propri genitori- i quali, per mero lucro, hanno venduto i propri figli alla Vought per renderli i fenomeni da baraccone del futuro.

I protagonisti di Gen V, tutti adolescenti, sono, da questo punto di vista, delle vittime.

Vittime dei loro genitori, vittime del Dio Denaro, vittime delle corporazioni come la Vought.

Un domani, loro come Homelander, diventeranno, o potenzialmente potrebbero diventare, i carnefici del futuro, non gli eroi classici che abbiamo imparato a conoscere leggendo Spider Man o Superman o Batman.

Gen V aggiunge diverse sfumature al discorso intrapreso con The Boys.

I ragazzi e le ragazze rappresentate nella serie sono esseri umani in formazione e ancor più malleabili da uomini e donne di potere.

A questo aspetto non poco dirimente aggiungeteci che, in salsa splatter, grottesca, iper-violenta, gli autori riescono a conferire ai protagonisti caratteristiche molto reali e problematiche molto verosimili agli occhi di chi guarda.

Ognuno di loro si accompagna ad un trauma del passato molto forte, qualcuno ha quello che potremmo definire un disturbo alimentare, altri un rapporto complicato con il proprio padre, altri abbracciano la fluidità di genere nonostante un padre bigotto.

Temi sempre più attuali ed universali si affacciano ad un mondo, quello di The Boys, che non ha nulla di normale ma che pure riesce a rendere vividamente concreti i contrasti e le ambiguità della nostra società.

Ho abbondato con il paragone fra Gen V e The Boys.

Spero mi perdonerete.

Il fatto stesso che ne abbia sentito l'esigenza, però, rappresenta forse la più grande vittoria di Gen V e lo spot migliore che si possa fare.

La nuova serie Amazon Prime Video è la figlia perfetto della propria serie madre, una figlia adulta, riconoscibile ma anche perfettamente in grado di camminare con le proprie gambe.

Almeno per ora.


 

Sceneggiatura: 7,5

Regia: 6

Cast: 6+

Genere: Comics

Complessità: 7+

Originalità: 6+

Autorialità: 7,5

Intensità/coinvolgimento emotivo: 6

Profondità: 8

Contenuti Violenti/Sessuali: 9,5

Intrattenimento: 8,5

Opening: 2

Soundtrack: 3

Produzione: Amazon Prime Video

Anno di uscita: 2023

Stagione di riferimento: 1

Voto complessivo: 7,5


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