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A Small Light: Anna Frank e l'importanza di quel Diario

Sono tempi molto bui per le nostre società, per le democrazie occidentali, per il modello di vita ed economico che abbiamo scelto di adottare negli ultimi 70 anni.

Siamo a rischio.

Siamo in pericolo.

Che esso sia costituito dal cambiamento climatico o dal vento degli estremismi, cambia relativamente poco. Negli ultimi anni siamo sempre più minacciati dal pericolo di un ritorno ad epoche buie quasi come se la lezione dell'Olocausto non ci fosse servita a nulla. Ecco perchè, oggi più che mai, serie tv come A Small Light sono fondamentali, crocevia di una sensibilizzazione all'orrore che, soprattutto per le nuove generazioni, risulterà cruciale per discriminare l'odio dall'ideologia, la democrazia dall'autocrazia, la libertà dalla prigionia.

Sembrano temi ovvi ma i tributi ad Acca Larenzia, un presidente del Senato col busto del duce fieramente esposto in ufficio, un ex capitano della squadra di calcio della capitale con la fascia delle "SS" al braccio, senatori pistoleri, deputati travestiti da generali nazisti sono solo la punta dell'Iceberg (e limitatamente al fenomeno italico) di un ritorno nostalgico a qualcosa che dovremmo sempre e solo ricordare come l'apice di tutti i mali del mondo, almeno per quanto riguarda la storia recente, quella che i nostri nonni e bisnonni hanno vissuto sulla propria pelle.

Qui trovate lo speciale 2023 con 70 post che hanno raccontato per intero l'anno 2023 della serialità.

Recensione A Small Light miniserie sulla seconda guerra mondiale e Anna Frank

In quello speciale ho idealmente eletto A Small Light come miglior miniserie dell'anno.

Ed è di ideali, di etica, di coraggio che, tra le altre cose, questo show vuole parlarci.

Per farlo si serve di una delle figure più note e nobili di quel periodo oscuro che è stata la seconda guerra mondiale ovvero Anna Frank.

Del suo diario conosciamo tutto o, quanto meno, per cultura generale, ne abbiamo sentito parlare. Quello di cui abbiamo sentito parlare meno è di come quel diario sia arrivato ai giorni nostri e di quante persone per bene si siano prodigate affinchè la piccola Anna, e la sua famiglia, potessero avere una chance di sopravvivenza nella Amsterdam di quegli anni. E' sul sacrificio e i sacrifici di queste persone, sulla loro temerarietà che la serie si concentra con un focus particolare su Miep, splendidamente interpretata da Bel Powley (fresca di comparsa ricorrente in Masters of The Air), giovane apprendista di Otto Frank (Liev Schreiber), padre di Anna Frank. Quel fortuito incrociarsi di destini permetterà ad Otto, ebreo come tutta la sua famiglia, di chiedere aiuto a Miep (non ebrea) quando il momento di farlo arriverà. E quel momento sarà proprio l'invasione nazista dei Paesi Bassi con relativa occupazione di Amsterdam. Lì, come nel resto dei territori occupati, gli ebrei non erano contemplati, considerati alla stregua di scarafaggi o formiche da schiacciare, bruciare, sterminare. Settimana dopo settimana il clima si fece più pesante anche ad Amsterdam. Quelle che dapprima erano "semplici" esclusioni divennero velocemente privazione dei diritti fondamentali fino a generare rastrellamenti a tappeto in cerca di chiunque fosse ebreo e di chiunque avesse a che fare con gli ebrei. Una storia tremendamente nota questa ma che in molti sembrano iniziare a dimenticare. Questo sussulto dell'indifferenza storica, questa barbara insensibilità a ciò che è stato ci sta riportando a quei tempi bui a cui facevo riferimento prima. Ecco perchè la Memoria con la "M" maiuscola è valore che andrebbe stampato nelle menti e nei cuori di tutti, grandi e piccini, e a tutte le latitudine. E' la Memoria delle Liliana Segre di questo mondo a renderci migliori di quel che eravamo oltre mezzo secolo fa.

La storia di Miep è potente perchè mette al centro della discussione un'eroina di tutti i giorni che, silentemente, dietro le quinte, a rischio della sua stessa vita, aiutò una famiglia ebrea a nascondersi, soffrendo con loro, tremando per loro, mettendo a rischio ogni cosa per cui avesse mai lottato pur di dare una speranza a quelle brave persone ree solo di credere in un Dio diverso da quello di Hitler e della sua gente.

A Small Light fa luce su quelle che erano le fatiche quotidiane di una come Miep. Muoversi in una Amsterdam occupata era come camminare su un terreno minato. Chiunque ordinasse più pane di quel che servisse alla propria famiglia poteva essere segnalato, chiunque manifestasse amicizie o simpatie per gli ebrei veniva schedato, chiunque finisse nel mirino della gestapo veniva perquisito. Bastava che un solo indizio divenisse prova per finire impiccati o fucilati o peggio ancora.

Miep riuscì a convivere con tutto questo anteponendo l'Umanità (anche qui con la Maiuscola) agli interessi particolari. Si fece carico di un fardello non suo. Aiutò quelli che fino a quel momento erano poco più che buoni conoscenti. Eliminò se stessa per poter dare un futuro ad altri.

La Storia ci insegna molte cose e una di queste è che la differenza, spesso, la fanno gli uomini e le donne che fanno le scelte che fece Miep insieme al suo compagno e a tutta la rete di uomini e donne che credevano che salvare un uomo equivalesse a salvare l'intera Umanità.

Dove è finita, oggi, quella convinzione?


 

Sceneggiatura: 8

Regia: 6,5

Cast: 7,5

Genere: Drama

Complessità: 6,5

Originalità: 2

Autorialità: 7

Intensità/coinvolgimento emotivo: 9

Profondità: 10

Contenuti Violenti/Sessuali: 5

Intrattenimento: 4

Opening: 1

Soundtrack: 3

Produzione: National Geographic

Anno di uscita: 2023

Stagione di riferimento: 1

Voto complessivo: 7,5

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