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Rick & Morty: non ne farete più a meno



Diciamoci la verità.

Terminato Bojack Horseman eravamo tutti un pò depressi, senza voler essere poco delicati nei confronti di chi la depressione (quella vera) la combatte ogni giorno.

Un mondo immaginifico ma dannatamente in grado di raccontarci la vita, quella reale e quella possibile, impossibile, sognata e mai vissuta, ci aveva regalato perle di assoluta rarità e aveva saputo abbandonarci proprio quando avevamo iniziato a provare assuefazione per quel cavallo parlante.

La fine di Bojack Horseman ci ha resi tutti più tristi, orfani di un appuntamento che da 6 anni ci arricchiva, ci instillava dubbi, dava voce alla nostra vocina interiore, come solo le grandi serie (Mad Men, Six Feet Under, Better Call Saul) hanno saputo fare.

E' un sentimento comune alla fine di serie longeve e importanti. L'abbandono, la nostalgia, la depressione seriale, sono emozioni inevitabili. E' accaduto per Breaking Bad, per Lost, per Fringe, per The Americans, per Mad Men, per Mr Robot, per Dark . Accadrà ancora quando finiranno Better Call Saul e altre serie tv che oggi ci sembrano eterne ed immortali. In minima parte accade per quando i nostri guilty pleasure terminano.

Più grande è l'eredità che una serie lascia, più forte è il rischio che per settimane/mesi si abbia poca voglia di ricominciare una grande serie, di cercare un grande amore seriale nel marasma televisivo.

Più facile che ci si prenda una pausa dalla "grandezza" di certi prodotti e si navighi a vista attraverso prodotti meno impegnati ed impegnativi e meno attesi.

Capita, però, che il recuperone di una serie tv che "dovevi guardare", che "andava vista", che "non te ne pentirai", finisca per farti ritornare proprio laddove credevi non saresti ritornato, almeno non cosi presto.

Capita che quella serie tv che ti riconcilia col mondo condivida con Bojack il teatro dell'animazione, l'etichetta di "serie animata".

Ladies & Gentleman:

Rick & Morty




Sempre Netflix, ancora Netflix.

Rick & Morty è una serie tv animata nata nel lontano 2013 e arrivata oggi "solo" alla quarta stagione.

7 anni e solo 4 stagioni. Una rarità che spiega da un lato la grande ricerca dietro ogni episodio della serie, dall'altra la difficoltà che ogni anno Netflix deve incontrare per far fronte alle richieste di cancellazione, alle tante critiche, alle numerose petizioni per boicottare una delle serie più irriverenti e, diciamolo pure, blasfeme di tutti i tempi.

Personalmente, la ritengo una delle serie tv più acute e intelligenti mai viste. Opinioni personali, da parte di chi, nel massimo rispetto crede che un prodotto artistico, sia esso un dipinto, una scultura, un film, una rappresentazione teatrale, una serie tv, non debba, necessariamente, stare alle stesse regole di buon senso, buon gusto e "rispetto" della società civile.

Un cittadino che insulta un altro è passibile di reato. Un uomo che offende una donna è da bandire, licenziare, denunciare. Un nostro commento "razzista", "omofobo", "xenofobo" va condannato sempre e comunque.

Quello stesso commento, quella stessa offesa, quello stesso insulto se contestualizzato all'interno di un'opera d'arte, o comunque un prodotto artistico, non deve necessariamente rispettare gli stessi canoni, specie se parliamo di pura satira. Non è tutto lecito ma di certo qualcosa va concesso se quel qualcosa permette all'autore di dimostrare un punto, di denunciare qualcosa di più ampio, di ampliare l'orizzonte dello spettatore, di ravvivare l'immaginario collettivo, di farci riflettere.

Commenti, insulti, offese, irriverenze gratuite vanno condannate sempre e comunque o quantomeno ignorate poichè passano dall'essere acute a volgari.

Rick & Morty riesce ad essere offensivo, senza peli sulla lingua, blasfemo, irriverente, acuto, sarcastico, ironico, potente, senza mai essere volgare.

La mente dietro l'operazione Rick And Morty è Dan Harmon, già dietro una delle comedy più divertenti degli ultimi anni: Community.

E proprio Dan Harmon è stato il principale motivo di imbarazzo di Netflix ed al centro di un'assura polemica che avuto il movimento AON al centro di tutto.

Potete ripescare un sunto qui.

Avete letto?

Bene. Adesso avrete sicuramente un contesto più ampio sull'autore di Rick And Morty.

Badate bene a banalizzare. Quella era una provocazione uscita male, pessima, di cattivo gusto.

In Rick And Morty troverete quel livello di provocazione ma contenuta nei limiti del buon senso, della correttezza verso le sensibilità di ognuno di noi.

Nessuno, niente, verrà risparmiato. Tutti saremo "bersaglio" di Rick, ed in parte di Morty. Tutti, ci sentiremo messi in discussione, talora nei nostri ideali, talora nelle nostre convinzioni, talora nei nostri comportamenti.

La persona "superficiale" e "presuntuosa" si irrigidirà, contesterà quella messa in scena, abbandonerà la serie, la sconsiglierà a tutti.

La persona più aperta alla critica, all'autocritica, all'esplorazione di sè e del mondo che la circonda, avrà di che riflettere e, cosi come avveniva per Bojack Horseman, non ne avrà mai abbastanza.

Ma di cosa parla Rick & Morty?

Quale potrebbe essere la sinossi basica di questa serie tv cosi irriverente e capitale?

Beth e Jerry (archetipo della coppia infelice, ingabbiata in un matrimonio forzato dovuto ad una gravidanza mai programmata e avvenuta in età giovane) sono i genitori di Summer e Morty. Quest'ultimo condivide con suo nonno Rick, padre di Beth e ospite della famiglia Smith, avventure che vanno aldilà di ogni immaginazione.

Rick Sanchez è l'uomo più intelligente del mondo. Sotto quei suoi capelli stellati e rimembranti il Doc di Ritorno al futuro si cela il cervello più brillante della galassia. Sotto quella divisa composta da un camice bianco riecheggiante la figura del più classico degli scienziati pazzi, si nascondono le membra di una delle infinite versioni di Rick Sanchez.

Con la sua navicella spaziale e con il fidato scudiero Morty, viaggeranno attraverso il tempo e lo spazio in una continua e dissennata avventura che permetterà loro di conoscere strane razze aliene, universi più o meno paralleli, infinite versioni di se stessi, alluncinanti mondi distopici o utopici e di interagire con se stessi o con altri sconosciuti amici intenti a salvare o distruggere lo spazio tempo.

Quella che inizialmente può sembrare una raccolta di fiabe contemporanee con questi 2 strambi soggetti protagonisti, ben presto si rivelerà una sprezzante disamina della società contemporanea ed una ricerca dell'ignoto, dell'oscuro, dello sconosciuto, dell'inimmaginato, da far impallidire la decine di stagioni di Doctor Who, il tutto con la rara capacità di farci ridere come se stessimo guardando uno show di Ricky Gervais o una puntata di Scrubs.

Rick and Morty è un prodotto difficile.

Provate a mostrare 5 minuti ad una persona che non lo ha mai visto.

Non ne resterà attratta.

Non ne resterà incuriosita.

Non ne carpirà alcuna potenzialità.

Andando oltre, la stessa sensazione potrebbe accompagnare lo spettatore per 5-6-7 episodi prima di convincerlo a restare.

E' necessario un atto di fede, un bel contrappasso per una serie tv dichiaratamente atea, completamente rinnegante qualsiasi Dio o religione da seguire.

E la lista di culti, credenze, tradizioni, personaggi "colpiti" dalla satira di Rick And Morty sarebbe lunghissima.

Da Obama a Trump, passando per Gesù Cristo, senza contare le citazioni, le aberrazioni, le parodie verso prodotti della cultura pop come Game of Thrones o i cavalieri dello zodiaco e mille altri ancora.

Rick And Morty risulta essere una delizia per ogni Nerd, un focolaio incontrollabile per i sociologi, un fiume in piena per gli psicologi, una manna dal cielo per i critici, un delirio per mamme, istituti settari, perbenisti, evangelisti, razzisti di ogni luogo o credo.

Rick And Morty, nel suo cinismo e nella sua incontrollata furia verbale, rappresenta il miglior antidoto alle destre, al razzismo, al "tutto uguale", agli stereotipi, al consumismo, al materialismo, al "fakenewsismo", ai social media fuori controllo.

I loro viaggi inter galattici sono un mezzo per metterci in guardia da quelli che siamo, che siamo diventati, che potremmo diventare. Un "the social dilemma" elevato all'ennesima potenze e rappresentante uno spettro molto più ampio di quella che la nostra società è diventata/rischia di diventare. Dall'eugenetica alla spiritualità, dall'etica alla governabilità, dalla musica al cinema, dalla politica alla psicoteratepia, dall'ambiente ai diritti civili.

Nulla è esente dalla "critica" di Dan Harmon.

Qualcuno potrebbe scambiare questa ostentata voglia di accusare tutti come un metodo furbo per fare ascolti, per essere dentro il sistema, per essere parte di quel marketing trasversale che riguarda tutti noi, digital coach di noi stessi.

Rick And Morty forse non ne è esente, forse ha preso in giro tutti noi, forse se ne frega di essere il paladino di qualsivoglia diritto o valore.

Forse.

Nel frattempo è riuscito a spingersi oltre la satira, intrattenendo e lasciandoci mille interrogativi, abbracciando quel pubblico miscredente che assomiglia tanto ad una setta e provando a raccogliere le menti e i cuori di chi ad una setta, sebbene diametralmente opposta, già appartiene.

La vittoria agli Emmy 2020, proprio a discapito di quella meraviglia di Bojack Horseman sembra essere il perfetto passaggio di testimone fra 2 serie animate capaci andare oltre mille serie tv "umane" e mai cosi vicine alla comprensione dell'animo umano.



Sviluppo Personaggi: 8

Complessità: 9,5

Originalità: 9

Autorialità: 7

Cast: -

Intensità: 5

Trama: 7

Coerenza: 7

Profondità: 9+

Impatto sulla serialità contemporanea: 7,5

Componente Drama: 6

Componente Comedy: 9

Contenuti Violenti: 10

Contenuti Sessuali: 7

Comparto tecnico: 6

Regia: 6

Intrattenimento: 8

Coinvolgimento emotivo: 7

Soundtrack: 6

Produzione: Netflix

Anno di uscita: 2021

Stagione di riferimento: 4