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The Crown must always win, a dispetto di tutto e tutti

Mi erano bastati 5 episodi per intuire che l'ultima stagione di The Crown, la quarta, non sarebbe stata come le altre. L'arrivo di Lady Diana Spencer e Margaret Thatcher rappresentava un elefante troppo grande anche per le immense stanze di Buckingham Palace, Sandrigham o Balmoral.

La prima è stata, forse, il detonatore principale affinchè la Corona entrasse mani e piedi nel nuovo millennio.

La seconda è ancora oggi l'incarnazione di un certo modo di fare e immaginare la vita politica.

Entrambe entravano, quasi d'improvviso, in una storia che nelle prime 3 stagioni, pur tra tanti scricchioliì e tentazioni era riuscita a restare incollata al motto, al concetto, al mantra evidenziato nel titolo di questa recensione.

La corona prevale sempre, su qualsiasi cosa.

Lo sapeva già molto bene Filippo di Mountbatten, Duca di Edimburgo. La principessa Margaret ne aveva potuto assaggiare più volte il sapore amarognolo.

Tanti personaggi che avevano dedicato la propria vita alla Corona, al Re Edoardo prima e a sua figlia la Regina Elisabetta II poi, ne erano o ne sarebbero stati a conoscenza, chi prima, chi poi.