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Better Call Saul ritorna rasentando (per l'ennesima volta) la perfezione

La attendevate?


Fremevate?


Il prossimo mese sarà un mese di corrosione emotiva fino al 15 Agosto?


Better Call Saul, dopo una pausa di quasi 2 mesi ritorna con la mid season premierè della sesta e, purtroppo, ultima stagione.

Il ritorno è debordante, elegante, inappuntabile.

Si riparte da dove ci eravamo lasciati, da quella candela e dalla sua fiamma che vivendo offriva un presagio di morte e cenere.

Non sarebbe una puntata di Better Call Saul senza un cold open, e infatti la telecamera, prima di riportarci nell'appartamento di Kim e Jimmy, si allontana dal deserto Albuquerquiano e ci porta in riva al mare (e non per rallegrarci con le immagini di donne in bikini e bambini giocosi).

Prima di addentrarci nel clamoroso Point and Shoot, vi rimando al mio recente post di riepilogo della prima metà della sesta ed ultima stagione:


Previously on Better Call Saul 6

Un'onda scivola lungo la spiaggia, nel suo leggero andirivieni una scarpa elegante l'accompagna lungo la riva. Un piano sequenza con zoom all'indietro ci porta verso la duna dove troviamo l'altra scarpa a formare il paio. La macchina da presa entra in un auto dove, posizionati sul volante, compaiono un portafoglio ed una fede nuziale.

Il piano sequenza continua e ci porta dietro l'auto che avevamo scandagliato dall'interno. La scritta sulla targa recita "Namast3" e li capiamo che quell'auto è di Howard Hamlin, forse li posizionata per alludere ad un suicidio che scagionerebbe tutti dalla cruenta verità che lo riguarda.

Il cold open è efficace, naturale, "grave" ma al tempo stesso ci lascia l'interrogativo degli interrogativi. Chi avrà inscenato tutto ciò? Lalo? Kim e Jimmy? Mike? Gus? Altri ancora?

La solita, immensa, classe degli autori di questo indimenticabile show riesce, in pochi secondi a riportarci dentro la storia che avevamo lasciato poche settimane fa e, sin da subito, a proiettarci verso quello che, per noi spettatori, sarà l'immediato futuro.

Vince Gilligan prende in mano le redini di questo episodio, ponendosi dietro la macchina da presa, quasi a voler sancire che, per quanto siano tanti (e tutti eccellenti) i registi e gli autori che si avvicendano ad ogni episodio, la firma più prestigiosa resta la sua. E' lui ad aprire le danze verso il ballo finale. E la sua mano si vede.

Giusto il tempo di gustarci il cold open che quella fiamma che non ci aveva fatto dormire la notte, ritorna. E noi, con essa, torniamo in media res.

Il cadavere di Howard Hamlin è ancora caldo, Kim e Jimmy frastornati ed impauriti. Lalo è glaciale come un iceberg.

La coppia trema, e noi con loro.

Iniziamo ad intuire il piano di Lalo (o almeno crediamo). Servirsi di Kim e Jimmy per costringere uno dei 2 a recarsi a casa Fring ed uccidere l'uomo dei polli. Jimmy sarà il sicario, Kim l'ostaggio/assicurazione. Un'ora di tempo per compiere l'omicidio e tornare o Kim sarà morta. Jimmy, però, ci stupisce per altruismo e convince Lalo a puntare su Kim come sicario, nel tentativo di lasciare, nella peggiore delle ipotesi, la donna libera dal giogo di Lalo. Questo, ovviamente, comporterebbe il suo estremo sacrificio. Pur nella fatica del dolore e della paura, Jimmy viene tratteggiato con quella grande umanità e amore che ha sempre contraddistinto il suo lato luminoso e buono, quello che emerge spesso nell'intimità con Kim e che un tempo, prima che tutto andasse a rotoli, emergeva con suo fratello Chuck.

La tensione, nell'arco di tutto l'episodio, è talmente palpabile dall'essere ad un passo dal sentirla viva e vegeta nella nostra stanza.

Ci sono stati 2 fotogrammi che mi hanno fatto sussultare.

Entrambi, a mio modestissimo avviso, rappresentano un abile rimando ad Ozymandias, migliore episodio di Breaking Bad (unico fino ad ora ad avere 10/10 su IMDB, tanto per farvi capire di che livello stiamo parlando), rimando che avevamo già ammirato nel terzo episodio di questa stagione, quel Rock And Hard Place in cui Nacho cadeva a terra nella sabbia del deserto ai piedi dei Salamanca.

Anche qui assistiamo ad una doppia caduta a terra.

La prima è di Jimmy, nella prima parte dell'episodio, quando, imbavagliato e seduto, cade a terra ed il suo orizzonte incrocia gli occhi di un defunto Howard riverso a terra.

La seconda, nella seconda parte di episodio, quando Gus cade a terra nel laboratorio, anche in questo caso al cospetto di Lalo, cosi come avvenuto per Jimmy in precedenza.

Ozymandias fu l'episodio in cui venne certificata la caduta del Re, del protagonista, del personaggio principale, abile richiamo al mito del re egizio.

E' difficile credere che Gilligan non abbia studiato a tavolino che anche Jimmy e Gus dovessero cadere nella stessa identica posizione di Walter White prima e Nacho Varga poi.

Sappiamo che fine abbiano fatto WW e Nacho dopo quella caduta. Sappiamo che fine farà Gus, sappiamo che Jimmy, pur salvando la pelle, sarà costretto a fuggire. Il messaggio metaforico, ancora una volta coglie nel segno.


Kim scappa, corre, accelera, rimugina, pensa a denunciare tutto alla polizia ma alla fine tira dritto e decide di premere il grilletto. Non sa chi possa esserci dall'altro lato ma non eseguire quell'ordine significherebbe decretare la morte di Jimmy. Lei lo sa e agisce di conseguenza.

Viene fermata da un uomo calvo. E' Mike.

La tensione cresce. Gli attimi sono concitati. Tutto è confuso ma tutti stiamo realizzando che Mike salverà la situazione ed andrà a caccia di Lalo.

Ma Lalo aveva in mente altro ed il piano che pensavamo di avere capito si arricchisce di altri elementi. Lo capiamo noi, lo intuisce Fring.

La lavanderia sarà il luogo dello scontro tanto atteso.

In un episodio dove piano piano ci siamo sentiti svuotare di ogni energia, si arriva al culmine quando vediamo Gus senza via di uscita e Lalo con la pistola puntata al suo acerrimo nemico. Sappiamo tutti che non sarà cosi che Gus morirà ma l'uomo è troppo alle strette per uscirne vivo.

In quella che è forse la scena più forzata assistiamo al compimento dello scontro a fuoco. Ad uscirne vivo è Gus. Lalo muore e lo ritroveremo nella amarissima scena finale, quando il suo cadavere e quello di Howard si uniranno in un fatale abbraccio sul fondo di quello che domani sarà il laboratorio di metanfetamine di Gus utilizzato da Jesse e Walter e dove un giorno un taglierino sgozzerà la gola di Hector.

Le fondamenta di quell'operazione si tingono ancora più di rosso.

Il lavoro dei protagonisti di Breaking Bad si macchia ancora più, non solo metaforicamente, di sangue.

Nel mezzo, tra un'uccisione ed una doppia sepoltura, torniamo da loro, dai 2 compagni che guideranno la volata verso ferragosto, verso quel series finale che sancirà la fine del più importante show degli ultimi 10 anni.

Si riabbracciano, si guardano, si sfiorano ma nessuno può esattamente dire cosa potrebbe accadere di qui in avanti fra loro.

Quello che sappiamo è che, dopo questo episodio, non acquisteremo più un frigorifero a cuor leggero.

Si chiude un episodio magistrale, perfetto nella messa in scena cosi come nella sceneggiatura, carico nei toni, denso negli eventi, elegante nella proposizione e solido nella costruzione, coadiuvato da un cast in stato di grazia.

Ci attendono altri 5 episodi. Saranno altri 5 capolavori?

Io ci scommetto il pollice opponibile!


Voto Episodio: 10

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