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Manifesto di un SerialFiller

Ci siamo quasi.

Il prossimo post che leggerete avrà come protagonista una serie tv e non introduzioni, spiegoni e manuali d'uso.

Promesso!


Pensavo che prima di iniziare a parlarvi di serie tv, dovessi a voi e a me stesso una sorta di dichiarazione di intenti, un manifesto.

Il manifesto di "nella mente di un SerialFiller".

Karl Marx e Lars Von Trier tremate, altro che "Manifesto del partito comunista" o "Dogma 95".





L'ho detto nell'introduzione e lo ripeto qui.

Questo sito web avrà al centro, dietro, davanti e di lato le serie tv come punto fermo.

Potrebbero nascere approfondimenti, escursioni più o meno impervie in altri mondi ed ambiti ma ogni capitolo del libro che, capitolo dopo capitolo, scriverò avrà come argomento la serialità contemporanea. L'obiettivo è quello di concentrare gli sforzi sull'universo seriale del nuovo millennio, concedendosi qualche "scappatella" in un passato non troppo lontano.

Attraverso le varie sezioni che vi ho presentato nel post precedente verranno raccontati i vari show con recensioni e approfondimenti con un punto di vista personale ma sempre oggettivo, rivolto all'impatto che ogni show, ogni episodio ha o ha avuto nel panorama seriale.

L'ambizione è quella di essere una guida per voi nell'epoca della cosiddetta "peak tv", fornendovi informazioni (News), pareri (Review), guide (watchlist) e graduatorie puntuali (classifiche).


Nell'epoca dei tweet sono consapevole della scarsa attenzione che desterebbero dei post molto lunghi.

Sono anche convinto che per diventare esperti di qualcosa, sia essa un'intera serie tv o un genere, una singola stagione o uno specifico episodio, sia necessario approfondirlo, sedimentare sensazioni e conoscenze per poterne discutere seriamente ma con leggerezza come una piuma che si posa sul dorso di un elefante restando in equilibrio mentre quest'ultimo si muove lentamente.

Sarebbero tante le citazioni che si potrebbero trasportare in questo manifesto per caratterizzare quanto sia necessario conoscere per poter essere consapevoli di cosa potrebbe essere "bello" o "brutto", se non oggettivamente, quantomeno dal punto di vista soggettivo.

Scomoderò il compianto Stephen Hawking che qualche anno fa disse:

Il più grande nemico della conoscenza non è l'ignoranza, è l'illusione della conoscenza.

Quello che spero di regalarvi è uno strumento, per quanto soggettivo, potente per rendervi più "saggi" dal punto di vista seriale. Ricordo ancora quando mi entusiasmavo con poco, con una puntata di CSI Miami o Criminal Minds, ridendo con Belushi e la sua famiglia o elettrizzandomi per Prison Break.

Oggi guarderei quelle serie tv solo per "cultura". Non riuscirei a guardarle con interesse e con vivacità.

Ci sono voluti anni per sviluppare una certà sensibilità nel determinare quali fossero davvero i miei gusti (crediamo di conoscerli ma non è un processo semplice e innato quello de riconoscersi in quel che vediamo), cosa cercassi in una serie tv, quale fosse il giusto bilanciamento fra intrattenimento ed approfondimento.

Per prendere in prestito un'altra citazione (Kierkegaard)

La vita non è un problema da risolvere, ma una realtà da sperimentare.

Vi chiedo di fidarvi di chi ha sperimentato abbastanza da sentirsi cosi folle da condividere con il mondo il risultato delle proprie esperienze seriali.

Ecco perchè i post saranno frequenti, ma non necessariamente lunghissimi.

Parole pesate nel caos della mente di un serialfiller.

In questo modo si cercherà di proporre un progetto ricco e variegato ma mai superficiale.


Non ci saranno preclusioni.

Nell'era del politically correct, delle assurde petizioni, della censura che non censura qui non ci saranno veti.

Preferenze si.

Bocciati a priori no.

Procedurali e serie che hanno poco da dire non avranno molto spazio. Mad Men avrà sempre più spazio di Criminal Minds, Six Feet Under avrà sempre la meglio su Elementary ma tutte le serie tv saranno attese allo stesso modo se dimostreranno di avere qualcosa da offrire. Con oltre 1000 serie tv nuove prodotte ogni 5 anni sarebbe impossibile provare a recensire ogni cosa.



Le cable tv hanno sempre dimostrato più coraggio, hanno sempre dato libertà infinita ai propri autori. Per loro ci sarà sempre un posto privilegiato rispetto alle tv generaliste, spesso coacervo di diktat, restrizioni, ripartizioni e artefatti mirati ad un pubblico, selezionato con un algoritmo.

Le piattaforme streaming stanno rubando la scena alle cable tv, per i loro prodotti è giusto porre un'attenzione particolare.

Ma le tv generaliste, i procedurali, serie apparentemente insignificanti hanno sempre saputo offrire qualche guizzo. The Good Wife ed il suo immenso spinoff The Good Fight. Lost, Fringe, Friends, Doctor Who, sono solo alcuni esempi.


Non perderò l'occasione di offrirvi l'occasione di scegliere il meglio.


Dietro lo schermo del pc che sto osservando mentre digito le parole che state leggendo c'è solo una persona, non un team, non un'azienda.

Il mio curriculum è fatto di centinaia di serie viste, a volte riviste, e sviscerate attraverso approfondimenti altrui ed una fortissima voglia di comprendere cosa ci fosse dietro la "macchina" seriale, sempre più possente e produttivamente sempre più all'altezza delle produzioni cinematografiche.

C'è, però, qualcosa di intangibile: la passione.

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THE END




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