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The Curse: tra Emma Stone ed il genio di Nathan Fielder

Dopo aver assistito al pilot di The Curse, nuova serie in onda su Showtime, posso assicurarvi che Nathan Fielder è entrato nella piccola ciurma di quegli autori di cui non mi perderò più nessuna nuova serie o progetto che dovesse portare la sua firma.

L'anno scorso il suo The Reaharsal (qui la recensione) si era assicurato a mani basse la presenza fra la lista delle serie più strane, originali e imperdibili dell'anno. Un mockumentary di una attualità e profondità spaventosa che giocava meravigliosamente con gli imbarazzi ed i dubbi esistenziali di un uomo contemporaneo che nel cercar se stesso continuava a smarrirsi sempre più.

Con The Curse, Nathan Fielder ci riprova, ancora una volta sia in veste di sceneggiatore che di protagonista, servendosi ancora una volta del genere mockumentary e affiancando a se stesso una delle migliori attrici degli ultimi decenni come la premio Oscar Emma Stone che già avevamo serialmente notato in Maniac (qui la recensione).

Due attori, due nomi da Hall of Fame insomma.

A tal proposito affrettatevi.

Le ultime votazioni sono ancora aperte.

In questa sezione potrete decretare quelle che saranno le personalità ed i titoli che accederanno nella prima Hall of Fame di Nella Mente di un SerialFiller.

The Curse, di cui al momento ho visto il solo pilot, è una serie ancora una volta stranissima che affonda nelle ridicolezze ordinarie e straordinarie di uomini e donne alle prese semplicemente con la propria esistenza.

E' nel nostro essere ridicoli che mostriamo le nostre debolezze e fragilità ed i personaggi di The Curse non fanno eccezione.

Emma Stone e Nathan Fielder interpretano due giovani coniugi, dal passato e dalle parentele a quanto pare discutibili, che si trasferiscono a Espanola, piccola comunità del New Mexico per intraprendere quella che potremmo sostenere essere una carriera da filantropi. Una giovane coppia al servizio della comunità, tra case sostenibili, integrazione, ricerca ed inserimento nel mondo del lavoro, progetti residenziali per persone meno abbienti che per brillare ha bisogno di tanta pubblicità. E quale migliore pubblicità se non un documentario che testimoni l'avanzare del loro progetto?

Ed è qui che parte il solito delirio a cui Fielder ci ha abituati.

Tra un regista alquanto spinto e senza scrupoli, situazioni poco edificanti, dietro le quinte imbarazzanti ed una maledizione lanciata da una ragazzina in un parcheggio, il pilot raggiunge posizioni apicali di non sense.

E' un non sense che, come accaduto in Reaharsal, promette di scavare a fondo nell'animo dell'uomo contemporaneo, di farlo con cesello e con la pala laddove servisse, a caccia del torpore dal quale non riusciamo a svegliarci e dall'avidità dalla quale non riusciamo a staccarci. Prima o poi verranno a galla cose serie e lo faranno tra un sorriso compiaciuto ed uno disperato, fra una smorfia di soddisfazione ed una di preoccupazione nella atavica maledizione in cui i protagonisti, e noi tutti, sembriamo essere caduti.


Voglia di continuare a vederlo: 8

Voglia di consigliarlo: 6,5

Originalità: 9

Cast: 8

Comparto Tecnico: 8

Opening: 2

Dove Vederla: Showtime

Anno di uscita: 2023

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