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Pesci Piccoli: i The Jackal nel "The Office" partenopeo

Nella settimana dell'esordio di Questo mondo non mi renderà cattivo, nuova serie Netflix di Zerocalcare a 2 anni di distanza dal successone di Strappare Lungo i Bordi (qui la recensione), anche Amazon Prime Video punta forte su un prodotto italiano che, francamente, arriva in totale sordina.

Si tratta di Pesci Piccoli che, analogamente al suo "vicino" netflixiano, consta di 6 episodi e si cala perfettamente in un genere comedy leggero e fruibilissimo (in questo, in realtà, si discosta un pochino dal prodotto di Zerocalcare sicuramente più impegnato e profondo). A crearlo sono i The Jackal, gruppo di youtuber napoletano che da oramai 18 anni ci diverte con video, gag, pubblicità e scorribande televisive e cinematografiche. Un collettivo di persone che negli anni si è consolidato a tal punto da diventare quasi un'icona di quel sottobosco di gruppi e persone, spesso youtuber, che hanno fatto fortuna sul web, concentrando le proprie forze in brevi video o apparizioni sui propri canali social. Meglio dei The Jackal, negli ultimi 10 anni, probabilmente, non ha fatto nessuno.

Un gruppo che, nel tempo, si è allargato e rinnovato spessissimo come testimonia il fatto che oggi i frontman del collettivo napoletano sono Aurora Leone, Fru, Fabio Balsamo e Ciro Priello (questi ultimi 2, tra l'altro, vincitori di 2 delle 3 edizioni di LOL)che, alle spalle hanno un foltissimo esercito di autori, comparse, collaboratori che, a vario titolo, compaiono anche nello show di Prime Video.

C'è tantissimo di questi ragazzi nello show che vado brevemente a commentare per cui, siete avvisati: se avete un affare in sospeso coi The Jackal forse è meglio stare alla larga da Pesci Piccoli in quanto si presenta, nel bene e nel male come un prodotto in puro stile The Jackal, senza se e senza ma.

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Frù e Ciro dei The Jackal in ufficio in una scena di Pesci Piccoli serie tv Amazon Prime Video

Il concept di Pesci Piccoli è molto semplice.

I protagonisti sono dei dipendenti di una delle succursali di una società che lavora nel mondo della pubblicità. Un mondo fatto di creativi, project manager, social media manager e tanti altri ruoli dalle sigle stravaganti. Dietro quei roboanti titoli "nobiliari" che celano l'insicurezza ed indefinitezza del mercato del lavoro odierno, si nascondono, sempre e comunque, volti e persone ognuna con le proprie personalità. Il cuore di Pesci Piccoli sta nell'abbattere le differenze e vivere il proprio luogo di lavoro con spensieratezza, un pizzico di stravaganza ed un profondissimo senso di comunità.

Per trasferire questo messaggio i The Jackal scelgono una formula che sta a metà tra Benvenuti al Sud e The Office. A quest'ultimo, non a caso, è dedicato, in maniera eloquentissima, il quarto episodio, tutto girato sottoforma di mockumentary all'interno dell'ufficio partenopeo dove i nostri protagonisti si muovono. Un episodio stupendo, zeppo di citazioni ed ironia e tutto basato sull'oscillazione fra copia ed ispirazione. Quando è che copiamo spudoratamente qualcosa da altri e quando, invece, ci lasciamo ispirare da quella determinata cosa per poi, tramutarla in qualcosa di nostro e, dunque, di originale? L'esempio del divano fatto dal sempre divertentissimo Fabio, è perfetto.

Pesci Piccoli gioca, grazie allo stile riconoscibilissimo del collettivo napoletano, su una serie di gag e filoni narrativi che occupano l'intero episodio, una partita dove la pretesa è minima ma la resa è altissima. Attraverso le tante situazioni assurde (pensate ai dick pics o al Mariofono, passando per il test QI e la storia di Nonna Lia) che ci presentano, però, riescono anche a far passare un messaggio quasi "Ted Lassiano" (qui la recensione del finale della serie tv Apple), fatto di semplicità, ottimismo e spirito di gruppo.

Greta, nuovo "boss" della sezione napoletana, relegata nel ghetto campano in segno di manifestata punizione per aver quasi compromesso una campagna con Achille Lauro ai tempi della sua esperienza nella sede centrale meneghina, si confronterà con un ambiente di lavoro totalmente differente da quello austero, impettito e serioso della sede milanese. A Napoli, proprio come accadde per Claudio Bisio in Benvenuti al Sud, troverà qualcosa di differente, di totalmente differente a quello a cui era abituata. Un ufficio pieno di sorrisi, spalle su cui piangere, abitudini particolari ed una grandissima propensione all'Umanità verso i propri colleghi ma anche verso i clienti.

Greta, man mano, dovrà accettare quel cambiamento e farsi accettare da un nucleo di persone che da anni, oramai, avevano cementato riti e tradizioni che albergavano all'interno dello spazio lavorativo.

I 6 episodi, da 30 minuti, ci restituiscono una gran voglia di divertirci e di essere un po' meno seri, gravi e "produttivi" nella vita quotidiana, negli affetti, nei rapporti.

Un po' come ci aveva, appunto, insegnato Ted Lasso fino a qualche giorno fa.

Citazionismo, ispirazione o spudorata copia?

L'impressione è che i The Jackal non abbiano fatto altro che continuare a fare ciò che riesce loro meglio.

Essere se stessi.

Essere i The Jackal.



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