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The Crown 5: due parole sui primi 2 episodi

"3 minuti solo 3 minuti" cantavano i Negramaro qualche anno fa.

Trasformo quelle 5 parole in "2 parole solo 2 parole" per parlarvi dei primi 2 episodi di The Crown.

Non son riuscito a trattenermi.

Ieri sera ho fatto doppietta e non voglio aspettare la fine della visione di questa attesissima stagione per parlarvene.

Intanto vi rimando alla recensione della quarta stagione, in modo che, qualora vogliate, possiate fare un bel recap.

E visto che sto pubblicizzando vecchi post e sto parlando di una delle serie che probabilmente finirà nella top 10 delle mie classifiche annuali, vi rimando a questi 2 fondamentali articoli in costante aggiornamento:

Le migliori serie tv del 2022


I Migliori Episodi delle serie tv andate in onda nel 2022



E adesso torniamo all'esordio di questa stagione che ha sancito il recasting di tutto il cast principale cosi come avvenne nella terza stagione.

Tobias Menzies ha lasciato spazio a Dominic West, un attore che forse i non serialfiller conoscono poco ma che noi abbiamo avuto modo di adorare in The Wire e The Affair.

Il suo Carlo mi sembra la perfetta continuazione del Carlo interpretato da Josh Connor, eternamente sospeso fra la predestinazione al ruolo di sovrano, l'amore impossibile per Camilla e la mal sopportazione di Diana.

Elizabeth Debicki mi è sembrata perfetta per interpretare il ruolo della principessa del Galles, alcune sue movenze hanno ricalcato fedelmente quella che era l'immagine collettiva che il popolo aveva di Lady D.. L'amatissima consorte di Carlo viene qui ripresa nella parte finale della sua vita, quella che, inesorabilmente, la condurrà alla morte nel tunnel de l'Almà, morte che da anni è avvolta da un mistero che vede i complottisti immaginare una trama britannica e reale dietro quell'incidente, inscenato per potersi sbarazzare finalmente di uno dei personaggi più scomodi per la Corona.

La sorpresa più bella, in termini di recasting, è stata probabilmente legata, ancora una volta, al principe Filippo che con The Crown ha vissuto una nuova vita. Jonhatan Pryce, visto e amato in Game of Thrones e Tales From The Loop, riprende il ruolo lasciato da Tobias Menzies e interpretato per la prima volta da Matt Smith (Doctor Who, House of the Dragon).

Curioso scoprire come tutti e 3 gli attori che hanno interpretato Filippo abbiano avuto un ruolo in Game of Thrones o il suo spinoff House of The Dragon.

Pryce aggiunge un ulteriore sfumatura ad un Filippo sempre più invecchiato ma che non perde la sua natura avventurosa e romantica come il secondo episodio ci evidenzia.

Venendo alla regina, alla defunta sovrana, e mettendo da parte tutti gli altri personaggi, non posso non partire da una considerazione che temevo avrei fatto prima o poi nel corso di questa stagione. Imelda Staunton, pur bravissima, non è Claire Foy, che qui ritorna nel cold open dedicato al leggendario Britannia, ne tanto meno Olivia Colman. Almeno in questi 2 episodi il paragone sembra impietoso.

Recasting, dunque, come sempre ottimo e non è banale parlarne bene, non è banale osservare come sia stato visto il livello altissimo delle precedenti interpretazioni.

La sensazione, rispetto alla storia, come dirà il primo ministro alla fine del primo episodio è che tutto stia per esplodere ("to erupt") e quando questo avverrà, bisognerà raccogliere i cocci.

Bellissimo, a mio avviso, anche il doppio significato che Carlo e sua madre attribuiscono alla frase del Sunday Times rispetto alla sindrome della regina Vittoria.

Laddove Carlo vede vecchiaia, poca modernità e stanchezza, la regina vede stabilità, costanza e pace.

La storia ci insegna che, nei 30 anni successivi, la Corona è esplosa ma è stata tenuta insieme proprio dalla sovrana mentre Carlo, qualunque sia stata la vera ragione, ha messo a repentaglio la natura e la potenza stessa della Corona nel momento stesso in cui ha anteposto il suo interesse personale a quello della regno e lo ha fatto voltando le spalle alla donna che aveva preso in sposa, alla donna che le aveva donato 2 figli, alla donna che tutto il regno amava profondamente e che lui, in un modo voluto o meno, ha condotto in quel tunnel parigino quella notte.


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