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The Winter King: non staremo esagerando col paragone con Game Of Thrones?

Bene, bene, bene.

Oggi siamo qui riuniti per celebrare l'avvento di una serie che non avrei filato di striscio se non fosse che in mezzo mondo la stanno paragonando, niente di meno che, a Game of Thrones.

Ed ecco che ritorna quella tanto inevitabile quanto effimera ricerca del successore di una serie grande, grande, grande come Il Trono di Spade è stata.

Accadde per Lost.

Successe per Breaking Bad e per nostra fortuna Vince Gilligan trovò in casa il successore grazie al capolavoro dei capolavori che fu Better Call Saul (qui la festa per il primo anno dalla fine di BCS).

Oggi, a distanza di un paio d'anni dal pessimo finale della saga fantasy più celebre di tutti i tempi in tv, sta avvenendo la stessa cosa e per nostra fortuna, anche in questo caso, il vero successore la HBO è riuscita a trovarlo in casa grazie a quello spinoff fenomenale che è stato House of The Dragon (qui il recap della prima stagione).

The Winter King, uscito da qualche settimana su ITV ed MGM + sembra avere i connotati per inserirsi in una tradizione sempre più forte e duratura in termini di adattamenti fantasy/storici/medioevali e per molti, a quanto leggo, potrebbe avere le stimmate giuste per diventare qualcosa di molto ma molto importante.

Spinto dalla curiosità di confermare o smentire questa diffusa teoria mi son precipitato a recuperare il pilot di cui oggi posso, dunque, tracciare qualche commento.

Se volete recuperare gli ultimi post pubblicati non esitate a cliccare qui.

Ian De Casteacker in un'immagine dalla serie tv The Winter King

A quanto apprendo The Winter King è l'adattamento di una nota e apprezzatissima trilogia letteraria scritta da Bernard Cornwell e dal titolo "The Warlord Chronichles".

Pur non avendola letta ho provato a ricostruire la percezione che alcuni lettori hanno di quell'opera, spulciando commenti in varie lingue sul web che, tradotti, puntavano sempre sugli stessi punti di forza.

Quella trilogia, pur essendo etichettabile come fantasy o quantomeno di fantasia, affondava a piene mani nella storia con la "S" maiuscola britannica, in particolare quella che, intorno al V secolo, fece emergere il mito, ancora oggi molto altisonante, di Re Artù. Nel delinearne l'ascesa ed i contorni, Cornwell si adoperò per incastrare il suo personaggio all'interno di una cornice iper-realistica a livello storico, studiando a fondo quelle che erano le diatribe, i costumi, le tradizioni, le leggende e le specificità dell'epoca e dei popoli che quell'epoca la caratterizzavano. Ne veniva fuori, grazie a tale meticolosità, un racconto epico ma giusto dal punto di vista della ricostruzione storica. Quella veridicità pare fosse la forza trainante di una storia apprezzatissima in tutto il globo.

Compresa questa non trascurabile certezza che emerge dai racconti di decine di appassionati della saga letteraria, mi viene molto difficile pensare a The Winter King come una serie affidabile.

Dal primo episodio emerge, infatti, un racconto sicuramente intrigante e potente ma permeato da una inclusività che qui fa rima con irrealismo.

The Winter King nasce da una trilogia letteraria che tra i suoi punti di forza aveva la fedeltà al periodo storico in cui veniva adattata. La serie, per dirne una, è piena di attori neri tra i quali spicca uno dei protagonisti assoluti di tutte le vicende, miti, leggende, legati a Re Artù ovvero Merlino. Che si viva in un'era televisivo/cinematografica in cui sia lecito cambiare genere o colore della pelle a personaggi inventati in libri o fumetti di anni, decenni precedenti è cosa acclarata ma quando questo accade in riferimento ad un personaggio che, nei libri, è identificato chiaramente come parte di una comunità di bianchi allora c'è da storcere il naso. In più, è abbastanza certo che in quegli anni, in quella zona del mondo di abitanti non bianchi ne esistessero pochissimi e questo rendeva l'incontro con uomini e donne non bianche un evento raro e di innata potenza. La serie, invece, si prende la briga di trasformare personaggi certamente bianchi in personaggi interpretati da attori non bianchi rendendo ridicola la trasposizione fedele che vorrebbe apportare in tv.

Non sono solito inveire contro queste scelte di rivisitazione dei character ma trovo inverosimile e sbagliato modificare cosi tanto la verità storica disturbando molto pesantemente quello che era l'intento dell'autore. E' la storia a perderne. Non si tratta di inclusività. Non si tratta di giustizia. In un certo senso, anche questa è appropriazione culturale visto che da un lato si vorrebbe adattare una storia che non prevede praticamente mai personaggi neri e dall'altro canto si vorrebbe evitare qualsiasi accusa di non inclusività.

Queste furbate non solo non mi piacciono ma sono, spesso, controproducenti per la storia stessa e questo ne è un clamoroso esempio.

A ben pensarci, dell'ampio tema degli adattamenti letterari, avevo già parlato in questo post qualora foste curiosi.

Ritornando alla storia rifuggo immediatamente i paragoni con Game of Thrones.

La componente fantasy è quasi assente. Le dimensioni dell'universo narrativo che si vuole costruire sono nettamente inferiori. La varietà di mondi a contorno della storia principale mi sembra risibile rispetto a quella della serie HBO. I personaggi abbondantemente meno interessanti. Il cast molto meno in forma.

A guidarlo, questo cast, vi è Iain De Casteacker già visto in Marvel Agents of S.H.I.E.L.D. e nel recente The Control Room (qui la recensione). E' lui ad interpretare, a mio avviso debolmente, Artù. Con solo un episodio all'attivo la scelta di questo, pur ottimo, attore non mi convince. Fisico mingherlino, faccia perennemente sofferente, sguardo e postura da sfigatello più che da eroe battagliero e senza paura. Potrebbe rivelarsi anche una scelta tanto anticlimatica da risultare interessante ma per adesso non mi ha lasciato alcun brivido.

Di cose convincenti, non preoccupatevi, ce ne sono; a partire dal fatto che The Winter King si preannuncia uno show sanguinolento, ricco di intrighi di potere, mistici risvolti, battaglie efferate, capovolgimenti e tanta tanta epicità. In tal senso, però, più che a Game of Thrones guarderei a Vikings da cui la serie sembra ereditare un'atmosfera molto poco fantasy e molto più storica con larghi riferimenti alla magia e alla preveggenza.

The Winter King, ad una prima visione, non mi ha riscaldato il cuore e, di certo, non mi ha fatto muovere verso il fronte di chi si è schierato, a spada tratta, in favore di uno show esaltante sotto molti punti di vista (a loro dire). Per quanto mi riguarda ho bisogno di approfondire maggiormente la conoscenza con uno show che ha tante cose da dire e molte frecce al proprio arco ma che, finora, sembra essersi snaturato già irrimediabilmente senza sentire la necessità di offrire spiegazioni.

Non è un caso se la serie sembra aver fatto arrabbiare tremendamente i lettori dei libri suscitando, invece, viva ammirazione da chi i libri non li ha letti.

Una cosa posso dirla a prescindere.

The Winter King non è e non sarà la nuova Game of Thrones ma potrebbe, senza dubbio, essere la nuova Vikings.

Vi- basta?

 

Voglia di continuare a vederlo: 7,5

Voglia di consigliarlo: 6,5

Originalità: 6

Cast: 5

Comparto Tecnico: 6+

Opening: 3

Dove Vederla: MGM +

Anno di uscita: 2023

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